martedì 30 giugno 2020

Palermo. I ladri di gasolio della spa comunale

Arrestati undici dipendenti Rap: " Hanno rubato mille litri di carburante al giorno dai mezzi aziendali"
Con oltre centoquaranta furti accertati da gennaio a giugno del 2018, per i 21 arrestati ieri dai carabinieri la discarica di Bellolampo era diventata una sorta di stazione di servizio personale dove rubare ogni giorno più di mille litri di gasolio da rivendere poi al mercato nero dei carburanti e in parte da dividere con familiari e amici. «Stiamo rimanendo qui tutti, per rubare pure, hai capito?» spiegava al telefono, con tono infastidito, uno dei dipendenti Rap arrestati alla moglie che gli chiedeva conto e ragione del suo ritardo nel rincasare. Ogni giorno dodici dipendenti infedeli della Rap svuotavano i serbatoi dei mezzi e le cisterne di carburante che finivano poi nelle mani di 13 ricettatori esterni. Un business da centinaia di migliaia di euro che i carabinieri della compagnia di San Lorenzo coordinati dal procuratore aggiunto Ennio Petrigni e dai sostituti Enrico Bologna e Maria Pia Ticino hanno bloccato con i primi arresti in flagranza nel giugno del 2018 e con l’esecuzione ieri all’alba delle 25 misure cautelari firmate dal gip di Palermo Giulia Malaponte.

Centosettantadue i capi d’imputazione a vario titolo per associazione a delinquere finalizzata al furto e alla ricettazione, furto e ricettazione aggravati e false attestazioni di servizio nei confronti dei 25 fra dipendenti Rap infedeli e ricettatori di carburante, quasi 200 mila litri di gasolio trafugati in cinque mesi per un danno all’azienda partecipata che gestisce i rifiuti a Palermo che supera i 200 mila euro, questi i numeri di un’indagine dei carabinieri guidati dal maggiore Andrea Senes durata oltre un anno e mezzo che ha permesso di scoprire un’associazione a delinquere che aveva creato un meccanismo rodato per eludere le verifiche amministrativi e i controlli dei vigilantes.
Tredici persone sono finite in carcere, 8 agli arresti domiciliari e 4 hanno l’obbligo di firma. Tredici devono rispondere a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata al furto e ricettazione, false attestazioni in servizio, furto aggravato e ricettazione, mentre per gli altri 12 il gip non ha riconosciuto il reato associativo e devono rispondere di furto e ricettazione. Fra gli arrestati 11 sono dipendenti dell’azienda, mentre altri tredici sono i ricettatori di carburante. «Con mesi di attività tecniche abbiamo azzerato un’associazione a delinquere che ogni mese sottraeva dalla casse della società Rap oltre 30 mila euro di carburante – sottolinea il maggiore Andrea Senes – I dipendenti sottraevano il gasolio che poi veniva gestito dai ricettatori. Fra questi anche i titolari di un distributore di via Leonardo Da Vinci. Fra loro parlavano in codice e avevano trovato il modo per dimostrare il maggior consumo di carburante».
A capo dell’associazione c’era Giovanni Calò, un dipendente dell’azienda che sovrintendeva alle fasi decisionale, organizzativa ed esecutiva, provvedendo anche al reclutamento dei complici esterni all’azienda ed all’individuazione dei soggetti a cui vendere il carburante. C’erano le vedette con il compito di controllare che nessuno arrivasse durante i prelievi di gasolio, c’erano gli autisti che e gli addetti ai rifornimenti in costante contatto tra loro durante i turni di lavoro. Per organizzare i furti utilizzavano un linguaggio in codice nell’eventualità fossero intercettati.
— fr.pat.
La Repubblica Palermo, 30 giugno 2020

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