giovedì 4 giugno 2020

Ma che scuse. I burini restino a casa



NONUCCIO ANSELMO
Mi dispiace, non sono d’accordo con l’ex assessore di Ceccano (Frosinone) Camillo Maura, quando dice che Ceccano è come Corleone perché hanno trovato un cadavere in un carrello. Egregio ex assessore che non ha un minimo di informazioni, se proprio dobbiamo, noi, i cadaveri li mettiamo in automobile, come ha ampiamente illustrato un giornalista francese che decantava la comodità di una automobile prodotta oltralpe; non so se voi producete carrelli. Allora la commissione prefettizia che guidava il comune partorì un inutilissimo prontuario da osservare per fotografare Corleone, stavolta il sindaco Nicolosi aveva minacciato sfracelli parlando di querele e compagnia cantando, per scoprire, tra una ventina d’anni che – parola di solerte, indipendente e giusto magistrato –  il burino di Ceccano non è condannabile perché si riferiva… bla bla bla. E intanto avremo ricordato la vicenda a tutto il mondo, dove – nel mondo – sono in tanti a pensarla come il sullodato burino ciociaro.

         Arriva a bacchettare il compaesano, prima di tutti, un altro politico ceccanese, Riccardo Del Brocco, che dice: "Vergognati, sei stato pure assessore… Se per lui questa città è Corleone, mi verrebbe di chiedere chi l'ha ridotta così e sappiamo tutti chi ha amministrato per cinquant'anni”. Insomma, dissente su chi ha portati Ceccano al paragone ma non sulla certa mafiosità corleonese.
        Alla fine, a rimettere la palla al centro, come nulla fosse successo, arrivano le scuse dello stesso Maura: no, non volevo offendere, scusate se mi sono lasciato andare.
         Per quel che vale, da parte mia le scuse non sono accettate, perché così è troppo semplice, sempre. Prima si sputa in faccia, poi si chiede scusa, ma senza porgere nemmeno il fazzoletto. Venga, costruisca un asilo, una fontana, un monumento, distribuisca mille panieri di spesa agli indigenti come risarcimento, e poi forse potremo accettare le scuse. E non mi convincono neanche le promesse di abbracci culturali da parte del commissario al comune di Ceccano.
        Siccome – luogo comune per luogo comune – io di Ceccano penso che sia un paese abitato solo da burini, pecorai di bufale, ignoranti e spacconi, come ci ha insegnato il compianto Nino Manfredi, lancio gratuitamente una proposta di indignazione, che potrebbe anche essere fatta propria dall’Amministrazione Nicolosi travestendola da iniziativa culturale: acquistare i diritti dei filmati in cui Manfredi interpreta il “burino di Ceccano” e montare uno spassoso film da distribuire gratuitamente in tutti i cinema e le arene dell’Unione europea, così da far fare quattro risate a tutta l’eurozona. Sono i gloriosi sketch in bianco e nero della vecchia tv (Canzonissima e simili) che tra l’altro sono (dal ’58 agli anni Sessanta) della stessa epoca della Corleone insanguinata, vittima della mafia. Così forse anche quelli di Ceccano potrebbero avvertire il sottile brivido del luogo comune. E una risata potrebbe seppellirli. E gli altri con loro.  “Fusse ca fusse la vorta bona!”
31 maggio 2020

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