mercoledì 10 giugno 2020

Ciconte, alle origini della nuova 'ndrangheta. Il 1980


11 gugno 1980. Quanrant'anni fa la 'ndrangheta uccideva Peppe Valarioti, giovane segretario della sezione del Pci di Rosarno. Figlio di contadini, era un intellettuale che amava l'archeologia e voleva cambiare il suo paese occupato dalla potente cosca dei Pesce. Valarioti fu ucciso per le sue idee e per le battaglie che conduceva, non certo per un fatto di donne come si disse per depistare le indagini.
In quel 1980 i mafiosi tentano di affrancarsi dal vassallagio con la politica e candidano propri rappresentanti nei comuni e al consiglio regionale. Il Pci entra nel mirino dei mafiosi e nel giro di pochi  giorni uccide Valarioti a Rosarno e Giannino Losardo a Cetraro.
Entrambi non sono eroi solitari o isolati dalla loro comunità, ma sono espressione di una battaglia corale che in quei territori si combatte senza attendere la magistratura, anzi sollecitandola a contrastare la 'ndrangheta.
Questi fatti, assieme a tanti altri, li ho voluti ricordare nel mio libro che si troverà nelle librerie a partire dal 25 giugno: Alle origini della nuova 'ndrangheta. Il 1980. Le reazioni del Pci e le connivenze della politica e della magistratura.
Enzo Ciconte


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