lunedì 25 maggio 2020

Cadavere in un carrello in Ciociaria: “Ceccano come Corleone”. Il sindaco Nicolosi: "Li denunciamo!"

Il cartello-fotomontaggio postato da Camillo Maura

Cadavere nel carrello della spesa, su Fb spunta un post: "Benvenuti a Corleone".
Camillo Maura, un ex assessore del comune di Ceccano, in provincia di Frosinone,  dopo il ritrovamento del carrello di un supermercato con dentro il cadavere di un uomo, tale Marcello Pisa, ha postato una foto dove campeggia il cartello di "benvenuti a Ceccano" con una croce sopra sul nome della città e l'aggiunta di "Corleone". Come dire, Ceccano = Corleone, un comune di delinquenti e di mafiosi. E subito si scatena un putiferio, dopo che un altro politico locale, Riccardo Del Brocco, apostrofa Maura, commentando il post con un "vergognati, sei stato pure assessore". “Se per lui questa città è Corleone, mi verrebbe di chiedere chi l'ha ridotta così e sappiamo tutti chi ha amministrato per cinquant'anni”. Ovviamente, entrambi i contendenti danno per scontato che Corleone è l’inferno e che bisogna o assimilare il nostro comune a Ceccano per colpire gli avversari politici, oppure prenderne le distanze perché “noi non siamo Corleone”. Entrambi questi politicanti da strapazzo non hanno fatto i conti con la serietà, la correttezza e il rispetto che occorre avere nei confronti di comunità lontane, che non si conoscono, tranne che per gli stereotipi infamanti.  E non hanno fatto i conti nemmeno con l’amministrazione comunale di Corleone,
che, “facendosi interprete dello stupore e dello sdegno dell’intera cittadinanza”, ha respinto con forza “la volgare allusione ad una condizione della realtà corleonese che ha caratterizzato questa cittadina fino alla fine degli anni ’80, ma che ormai da decenni si è avviata su un cammino di riscatto e di rifiuto della violenza e della mafia che ne caratterizza quotidianamente l’impegno, in un’ottica di crescita culturale e sociale che vede partecipi le istituzioni locali e la totalità dei Corleonesi”. Magari il sindaco Nicolò Nicolosi esagera scrivendo che oggi a questo processo di cambiamento e di riscatto dalla mafia partecipa "la totalità dei corleonesi". E sbaglia anche a non sottolineare che, nella sua storia, Corleone ha avuto anche tanti altri momenti di ribellione contro la mafia, a partire dai Fasci dei lavoratori.  Resta la correttezza della presa di posizione. Scrive, infatti, il sindaco in un comunicato: "Respingiamo con sdegno le volgari allusioni ad una Corleone terra di mafia e di delinquenza e, per tutelarne l’onore e la dignità, daremo mandato ai nostri legali per perseguire in tutte le sedi il sig. Maura e quanti dovessero insistere nel denigrare la nostra comunità”. Una posizione che Città Nuove si sente di sostenere con grande determinazione. (dp)

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