giovedì 7 maggio 2020

Attenti a camminare su un terreno franoso

EMANUELE  MACALUSO 

Il presidente della Repubblica, ancora una volta, ha fatto sapere, soprattutto ai due Matteo, ma anche a noi tutti, che dopo il governo Conte ci sono solo le elezioni. Una posizione istituzionalmente corretta che, però, pone problemi politici. 

Intanto, come detto, il parlamento si deve affrettare ad approvare una legge elettorale proporzionale. Il ministro Provenzano mi ha gentilmente fatto sapere che una proposta di legge elettorale effettivamente si trova in parlamento che prevede uno sbarramento del 5% che potrebbe essere abbassato al 3% per non penalizzare le forze minori. Dato che le cose stanno così, non si capisce perché questa proposta di legge proporzionale, che pare non abbia oppositori, non venga subito messa ai voti.




Ho detto e ripeto che una democrazia funzionante deve fondarsi anche sul fatto che vi sia una vera legge elettorale, condivisa soprattutto tra le grandi forze politiche. Il varo è urgente non solo perché è ancora in vita il Rosatellum ma anche perché la situazione oggi non poggia su certezze. Sebbene sia vero che aprire una crisi mentre ancora imperversa il coronavirus e si acuisce la crisi economica è una eventualità che dovrebbe far riflettere.



L’attuale governo, come detto, oggi non ha alternative ma si è indebolito. L’opposizione di destra è sempre più negativa, demagogica, senza un progetto ed è anche divisa. A questo punto il Pd, il M5S e il Gruppo Leu (con Articolo Uno) dovrebbero chiaramente esporre agli italiani un patto politico comune e dire se, e come, andare avanti con l’attuale presidente del Consiglio. Il quale appare sostenuto con convinzione soltanto dal Pd. A questo proposito, Luigi Di Mao nel suo agire è sempre equivoco e l’attuale capo del M5S, Vito Crimi, non dimostra autorità politica e chiarezza di intenti su come procedere.



La crisi economica che si prospetta sarà devastante. Cresce incertezza sul domani e la povertà, già oggi, ha dimensioni impressionanti. Attenzione a non camminare su un terreno sempre più franoso. Può accadere l’irreparabile.

(6 maggio 2020) 

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