martedì 10 marzo 2020

Palermo. Nino Rocca annuncia uno sciopero della fame se il comune non difenderà i senza casa dal corona virus

Nino Rocca inizierà lo sciopero della fame ad oltranza se il comune
di Palermo non adotterà misure urgenti per difendere
dal corona virus i senza casa
Nino Rocca, importante figura del volontariato storico di Palermo, da sempre al fianco degli ultimi della città, lancia un appello alle istituzioni affinché si occupino, in questo momento di emergenza, anche dei senza casa. Pronto a uno sciopero della fame a oltranza. Pubblichiamo la nota di Potere al Popolo 
Sulla rete rintracciamo un appello accorato di Nino Rocca. Tema: l’emergenza Coronavirus e i senza casa di Palermo. Conosciamo Nino Rocca dalla seconda metà degli anni ’80 del secolo passato. Già allora si occupava degli ultimi della città: cosa che fa ancora oggi. Due anni fa l’abbiamo intervistato a proposito delle ragazze minorenni nigeriane costretta a prostituirsiI molteplici impegni, sempre in favore di chi è in difficoltà, non ha mai fatto perdere a Nino Rocca un impegno che porta avanti da anni – oggi da presidente del Sunia provinciale di Palermo -: la ricerca di soluzioni in favore dei senza casa di Palermo.

“Locali pubblici quasi vuoti – dice Nino Rocca – la gente preferisce non uscire di casa e comunque cerca di stare al riparo! I senza casa che vivono in luoghi di riparo senza un tetto sopra la testa sono esposti a tutti i pericoli di un virus che colpisce con facilità chi si trova in condizione di maggiore disagio ed esposto alle intemperie climatiche, freddo e caldo! La polmonite, la febbre, lo stress di una vita difficile, di sopravvivenza, sono le condizioni a cui sono sottoposti sia coloro che la notte vivono nei dormitori e tutto il giorno vagano per la città, sia coloro che sono fissa dimora e che dormono per strada!”.
“La soluzione l’abbiano prospettata già da quasi due anni ed è stata condivisa dallo stesso assessore alla casa Giuseppe Mattina, ma i percorsi che burocraticamente dovrebbero essere fatti sono ancora in cantiere!”.
Nino Rocca illustra le possibili soluzioni: 
1) Dare la possibilità a chi ha il Reddito di cittadinanza di affittarsi una casa con il contributo previsto dal Comune nel momento in cui si presenta un regolare contratto di affitto! Ma i piccoli proprietari o le imprese immobiliari non intendono affittare la propria casa a persone o famiglie che non presentano le garanzie di un contratto di lavoro. A questa difficoltà, il Sunia circa due anni fa organizzò un incontro con alcune imprese immobiliari e l’assessore alla casa per prospettare loro la possibilità di creare un fondo di garanzia in una banca, per salvaguardare il proprietario.
2) per i senza casa senza residenza si chiede che si accelerino le procedure perché tutti abbiano la residenza virtuale perché possano accedere al Reddito di cittadinanza”.
Il presidente del Sunia chiede che se entro una settimana non si avviano le pratiche burocratiche suddette farà uno sciopero della fame ad oltranza!
Registriamo anche una nota di Potere al Popolo:
È nostro preciso dovere, nella fase difficile che il Paese sta attraversando, impegnarci per la salvaguardia di tutte e tutti, a partire dalle categorie più svantaggiate.
Per arginare il contagio da covid-19, sono state imposte misure e regole alle quali attenersi per rispetto verso gli altri, prima che per questioni di sicurezza. Una di queste è l’invito a rimanere a casa propria. Bene, ma allora ci chiediamo: dove andranno tutti coloro che prossimamente verranno sfrattati dalle proprie case? Come si pensa di gestire il problema di tutte le famiglie che finiranno per strada, contravvenendo alle misure di sicurezza previste?
L’unico modo per evitare l’esplosione di un’ennesima bomba sociale, in un momento critico come quello che stiamo vivendo, è l’emanazione, da parte del governo e degli enti locali, di una direttiva che sospenda gli sfratti su tutto il territorio nazionale. Vanno sospese tutte le ordinanze di sgombero nei confronti di famiglie che occupano immobili in disuso, la cui incolumità verrebbe messa a repentaglio da uno sfratto che le getterebbe nella disperazione e nel caos.
Questo sì, sarebbe un provvedimento in favore della salvaguardia di tutte e tutti. Se la sicurezza di cui le istituzioni si riempiono la bocca non va di pari passo con la giustizia sociale e non ha come priorità la tutela delle fasce più deboli, è solo allarmismo fine a se stesso, destinato a lasciare il tempo che trova.
Foto di Nino Rocca da BlogSicilia

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