domenica 1 marzo 2020

Guerra di mafia a Belmonte: al setaccio la vita del fratello del boss


di Romina Marceca
L’uomo, che gestiva il supermercato Conad, è stato ucciso con undici colpi di pistola calibro 7,65 Gli investigatori hanno interrogato i parenti, sequestrata la telecamera di videosorveglianza
 Sfilata di parenti e amici nella caserma dei carabinieri per cercare di ricostruire e collocare con precisione l’agguato a Agostino Alessandro Migliore, ucciso venerdì all’alba sotto casa a Belmonte Mezzagno. Migliore, fratello di Giovanni arrestato nel blitz “Cupola 2.0” come uomo di Filippo Bisconti, è stato ucciso a colpi di pistola di calibro 7,65. Undici i colpi riservati alla vittima che gestiva il Conad vicino al cimitero del paese.

Gli investigatori del reparto operativo dei carabinieri, ccordinati dal procuratore aggiunto Salvo De Luca, stanno scavando nella vita di Agostino Alessandro Migliore, per tutti Alessandro. La vittima aveva 45 anni e era padre di tre figlie. Incensurato, era amico di Giuseppe Benigno: anche lui uomo di Bisconti e che è sfuggito alla morte il 2 dicembre scorso. I sicari lo avevano affiancato mentre si trovava in auto, intrappolato nel traffico del paese. Gli hanno puntato la pistola contro, hanno esploso 9 colpi ma, miracolosamente, Benigno è stato ferito lievemente.
Non è andata così per Alessandro Migliore che, invece, dagli undici colpi di 7,65 è stato colpito al collo, alla testa e a un braccio, il sinistro. Adesso i bossoli, recuperati in via Palmiro Togliatti, sono all’esame del reparto investigazioni scientifiche.
Al setaccio degli investigatori c’è anche il cellulare di Migliore. Chi indaga sta cercando di comprendere se nelle ore precedenti all’omicidio, la vittima avesse avuto contatti con alcuni pregiudicati o comunque se avesse avuto screzi con qualcuno in paese. A scoprire questa eventualità potrebbero contribuire anche i parenti. Anche se, a poche ore dal delitto, proprio il cognato di Migliore ha dichiarato a Repubblica: «Mio cognato non aveva precedenti, era un lavoratore, era tutto per noi».
Una telecamera di videosorveglianza alla fine della strada a pochi passi dal centro del paese, è stata sequestrata dai militari. Dalle immagini, se utilizzabili, si potrebbe comprendere se a sparare è stata una sola persona o due e come il killer è scappato. A soccorrere Alessandro Migliore è stata per prima la moglie che, alle 5 di venerdì, ha sentito gli spari dall’appartamento al quarto piano di una palazzina di via Togliatti. La donna, però, non avrebbe visto nessuna auto o moto in fuga.
Alessandro Migliore era un abitudinario e almeno due volte a settimana andava al mercato ortofrutticolo. Ad accompagnarlo c’era sempre uno degli impiegati. Molto probabilmente questa sua abitudine era conosciuta da chi lo ha ucciso. O, comunque, la vittima è stata pedinata per diverso tempo.
Sulla modalità mafiosa dell’agguato sembra non esserci alcun dubbio. Per la procura di Palermo e per i carabinieri si tratta del terzo omicidio negli ultimi 13 mesi da risolvere a Belmonte Mezzagno. «Si tratta di killer molto violenti, che uccidono per poco, in stile corleonesi vecchio stampo » , spiega chi indaga. A essere uccisi sono stati tutti uomini in qualche modo vicini a Filippo Bisconti, l’ex boss di Belmonte arrestato e che ha deciso di saltare il fosso nel gennaio del 2019. Pochi giorni dopo è cominciata la mattanza. Il primo a essere ucciso è stato Vincenzo Greco, genero del boss Filippo Casella. Anche lui aveva la fedina penale immacolata ma in casa gli vennero trovate pistola, fucili e droga, un passamontagna e diverse migliaia di euro in contanti. Era il 10 gennaio 2019. Qualche mese dopo, l’ 8 maggio è stato ucciso il commercialista Antonio Di Liberto, fratello dell’ex sindaco e cugino di secondo grado di Filippo Bisconti. Anche lui ucciso centro alla sua auto, a pochi passi da casa. Infine, tre giorni fa, l’omicidio di Migliore.
La Repubblica Palermo, 1 marzo 2020

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