domenica 12 gennaio 2020

La festa del Genio di Palermo

Il Genio di Palermo

PIETRO SCAGLIONE
Ogni 12 Gennaio, Palermo festeggia il Genio, il suo simbolo laico e multiculturale; una ricorrenza ufficializzata 3 anni fa dal Comune. 
Nel lontano 12 Gennaio del 1848, infatti, il Genio di Palermo divenne il nume tutelare della città, in lotta per la libertà e per l'emancipazione della Sicilia, durante i moti rivoluzionari dell'epoca.
 
Il Genio di Palermo, simbolo laico, si affiancò a Santa Rosalia, la Patrona religiosa celebrata ogni 15 luglio per ricordare la fine della Peste. Un'alternanza simbolica anche nelle stagioni: pieno inverno contro piena estate. Entrambi i numi tutelari di Palermo furono affiancati da San Benedetto il Moro, simbolo multietnico della città nonchè primo "santo nero" della storia del Cristianesimo.  
Ma chi fu realmente il Genio di Palermo, probabilmente vissuto in epoca pre-romana? Secondo un'antica leggenda, si trattò di un anziano turista che - dopo essere sopravvissuto a 3 giorni di tempesta - approdò a Palermo e se ne innamorò, chiamando nei mesi successivi a raccolta architetti, artisti, ingegneri e manovali affinchè la rendessero una splendida capitale del Mediterraneo. 
Secondo la tesi dell'erudito seicentesco Vincenzo Di Giovanni e secondo altre fonti, invece, il Genio fu la divinizzazione del mitico condottiero punico "Palermo" che fondò il capoluogo siciliano. Secondo altre leggende, invece, il Genio fu la personificazione di Saturno, la divinità che divorava i suoi figli. 
Qualunque sia l'origine, il Genio di Palermo fu da sempre rappresentato come un anziano con la barba divisa in due ciocche, seduto in un trono, sormontato da un'aquila, accompagnato da un serpente e con un fedele cane ai suoi piedi. 
Le statue raffiguranti il Genio di Palermo sono attualmente 8, situate nei seguenti luoghi: Palazzo Pretorio, Porto, Piazza della Rivoluzione, Vucciria (Genio del Garraffo), Palazzo dei Normanni (Genio del Mosaico), Villa Giulia, Palazzo Isnello (Genio dell'Apoteosi) e Villagrazia (all'ingresso di Villa Fernandez).


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