lunedì 13 gennaio 2020

Corleone, sono stati due minorenni incensurati ad imbrattare il busto di Bernardino Verro

Il busto di Verro imbrattato
CORLEONE, 13 GEN - La polizia di Stato ha denunciato due fratelli, entrambi minorenni e incensurati, che lo scorso 18 dicembre, hanno imbrattato il busto bronzeo di Bernardino Verro istallato in piazza Nascé. Verro, primo sindaco socialista di Corleone e capo del movimento di fasci dei lavoratori di fine ‘800, fu ucciso dalla mafia il 3 novembre 1915. Grazie ai sistemi di videosorveglianza gli agenti della P.S., diretti dal vice-questore Filippo Calì, sono risaliti ai due giovani, che abitano a circa 100 metri da piazza Nascè.

Sottoposti ad interrogatorio, hanno confessato ai poliziotti che avrebbero colpito il busto di Verro, imbrattandone il volto, mentre giocavano tra di loro lanciando «per divertimento» della pasta di pizza recuperata dai rifiuti di un vicino esercizio commerciale. Una “bravata”, quindi, come si sospettava, che in una città come Corleone aveva creato lo stesso un po’ di allarme.
I funzionari del commissariato, nel denunciare i due minorenni, hanno anche tenuto una breve “lezione” di educazione civica, spiegando loro chi era Verro e perché i simboli vanno rispettati.
Le forze dell’ordine, avuta la segnalazione del busto di Verro imbrattato da ignoti, e la denuncia da parte dell’amministrazione comunale di Corleone, hanno fatto i necessari rilevi fotografici e i controlli sul materiale con cui il busto era stato oltraggiato. Controllando le videocamere di sorveglianze della zona, sono risaliti ai due giovani.
“Complimenti alla polizia – dice Dino Paternostro, responsabile del dipartimento legalità della Cgil di Palermo - che in tempi rapidi è riuscita a venire a capo di un episodio che aveva creato un certo allarme sociale a Corleone. La bravata, comunque, è la conseguenza dello scarso senso civico, per cui occorre un impegno straordinario di tutte le agenzie educative per fare in modo che si sviluppi il senso della comunità e dei valori da salvaguardare”.

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