venerdì 27 dicembre 2019

La lettera di Natale inviataci da Fra Paolo dalla Tanzania

Fra Paolo (Ph. Shobbha)
FRA PAOLO dei frati minori rinnovati
Pomerini Natale 2019
Ormai il Natale è alle porte, e quest’anno oltre a Gesù Bambino il mio pensiero e il mio cuore va a Bahati, così l’hanno chiamato le donne del nostro centro Tabasamu (=sorriso), dove si trova per ora, perché la madre dopo un mese dal parto ancora non aveva scelto il nome per il suo bambino e tanto meno si capisce qual è il nome del padre… forse quando Bahati sarà un po’ cresciuto si potrà capire. Ma cosa c’entra Bahati con Gesù bambino?
CHI E' FRA PAOLO: LA NOSTRA INTERVISTA DEL 2017
Jonisia con il suo Bahati dopo una bella bevuta
si è rannicchiata a dormire nel confessionale…! 
Bahati in lingua swahili significa “destino”, ma si potrebbe tradurre anche con “Fortunato”, perché anche se può trattarsi di “bahati mbaya” (=un brutto destino), normalmente, che sia espresso o meno, si tratta di bahati nzuri (=un buon destino, cioè fortuna), e questa ambiguità tendente al buon destino, accomuna la venuta al mondo sia di Gesù figlio di Maria di Nazaret, sia di Bahati figlio di Jonisia, anche se il nostro piccolo Bahati ha dovuto sperimentare un destino, oserei dire, più brutto di quello di Gesù: è nato dietro a uno dei cespugli che stanno attorno alla nostra chiesa di Pomerini, non c’era nessuno, se non la sola mamma “pazza”, o forse solamente… violentemente logorroica, eccentrica esibizionista, prostituta a buon mercato, ubriacona quanto basta,  grande lavoratrice e devota frequentatrice della chiesa! C’era solo lei quando si affacciava sul mondo quel bambino che poi sarà chiamato Bahati, al suo confronto il povero Gesù bambino della grotta con Maria, Giuseppe, il bue e l’asinello si può dire che abbia avuto molto più “bahati”! E’ vero che Giuseppe e Maria, evidentemente per la loro povertà, non avevano trovato posto nell’albergo, ma almeno Gesù è potuto nascere in una grotta tra le braccia di una mamma buona come Maria e con la protezione di un padre buono e coscienzioso come Giuseppe che l’ha saputo proteggere anche dall’ostilità criminale del re Erode e gli ha saputo trasmettere l’arte del falegname. Ma chi è che proteggerà Bahati in modo che il suo possa essere un buon destino, chi potrà accompagnarlo nei delicati primi anni della sua vita, chi gli aprirà una strada? Qualcuno potrebbe pensare “Meglio non fosse mai nato!”. Invece è qui, e come Gesù Bambino mi chiede che valore dò alla vita?  Davanti a lui la mia vita che valore ha, a che serve? E la sua vita, Il suo vivere quanto mi tocca? Far finta di niente, o accoglierlo e cercare di fare il possibile è lo stesso? Tutto finisce qui? Prendersi cura, come Maria e Giuseppe apre alla vita anche se poi sarà tormentata, pazza, crocifissa, ma sarà Vita! Rifiutare e schiacciare come Erode non fa che continuare a spegnere quel poco di vita che è rimasto in noi, fino a perdere completamente il senso e la gioia del vivere donandosi. Il vecchio e barbuto Babbo Natale ci porta la gioia di ricevere qualche regalo sperato, il piccolo e povero Gesù bambino, assieme a Bahati, ci offrono la loro vita e ci chiedono di mettere in gioco la nostra, di farne un regalo per far crescere la vita dentro e fuori di me, così sarà veramente un BUON NATALE per tutti!
fra Paolo dei frati minori rinnovati, missionario in Tanzania


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