lunedì 11 novembre 2019

Allarme strade dissestate, da Corleone a Partinico fango e isolamento


Strade come “trazzere” in Sicilia e il maltempo non fa altro che peggiorare una situazione già arrivata allo stremo. Si moltiplicano come i funghi i comitati e i gruppi di cittadini per fare tutti quanti insieme la voce grossa per chiedere interventi concreti sulla viabilità intercomunale gravemente compromessa. La viabilità della provincia di Palermo, in particolare, è ormai al collasso e ogni scroscio di pioggia diventa occasione di pericolo per le migliaia di pendolari che ogni giorno le attraversano. Una delle strade più critiche è senza dubbio la Sp4 Corleone-Partinico.
Questa più che una strada intercomunale è ormai diventata una strada di campagna. Ieri un gruppo di cittadini di Corleone, sindacati e imprenditori si è riunito in un comitato formato da oltre 50 persone che avvierà diverse iniziative per spingere le istituzioni statali, regionali e provinciali a intervenire prima della tragedia.
La Corleone-Partinico riveste un ruolo importante nel sistema viario regionale. E’, infatti, una importante via di comunicazione che collega i centri del Corleonese alla Sicilia occidentale. È ad esempio una strada obbligata per deve recarsi all’aeroporto di Palermo o all’ospedale di Partinico. Quando piove però la carreggiata assume sempre più spesso i connotati di una trazzera e attraversarla è una vera impresa oltre che pericoloso.
Così da Corleone passando per San Cipirello, a Partinico, da Camporeale per Alcamo e Roccamena e Grisì la situazione delle strade appare come una vera e propria emergenza. Sui social è anche nata una pagina (Vogliamo la strada Corleone/Partinico) per mettere insieme gli utenti del web che protestano contro le strade colabrodo.
Nei giorni scorsi anche il sindaco del Comune di Contessa Entellina, nel Corleonese, ha protestato per lo stato in cui si trova la ex strada consortile 30 che dal piccolo centro arriva sino alla Palermo-Sciacca. “Un altro inverno così non possiamo sostenerlo – dichiara il sindaco Leonardo Spera – l’abbandono e l’incuria rischiano di togliere il diritto allo studio dei ragazzi e la territorialità per chi questo territorio lo vive. Noi – prosegue – abbiamo una storia lunga 500 anni da raccontare e non vogliamo morire così per mano altrui”.
Intanto nel silenzio generale, nell’immobilismo della politica, i piccoli centri della Sicilia restano isolati.
direttasicilia.it, 11 Nov 2019

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