martedì 8 ottobre 2019

Il Portogallo premia la coalizione delle tre sinistre


dal nostro inviato ETTORE LIVINI
Vittoria netta ma senza maggioranza assoluta per i socialisti del premier Possibile la conferma dell’alleanza progressista che governa dal 2015
LISBONA — Il Partito socialista (Ps) di Antonio Costa vince le elezioni in Portogallo ma si ferma a un soffio dalla maggioranza assoluta. Un risultato che – se confermato dai dati finali dello spoglio- potrebbe aprire la porta a una Geringonça 2.0, una riedizione, forse in edizione ridotta, dell’alleanza a sinistra che ha governato il Paese negli ultimi 4 anni. Il Ps – a scrutinio quasi ultimato – è al 37%, il 5% in più del 2015, e dovrebbe conquistare 110 seggi su 230. Premiati dalle urne anche il Bloco de Esquerda (9,1%) e – in misura minore – la coalizione tra comunisti e verdi (5,7%), i due partner che nell’ultima legislatura hanno garantito sostegno esterno al governo di minoranza del Ps. Crolla invece l’opposizione di centrodestra del Psd guidata da Rui Rio, scesa dal 38,5% al 29,4%.

Il pallino è ora in mano a Costa che, numeri alla mano, può decidere con chi governare e ha bisogno di un solo partner per controllare il Parlamento. I negoziati dovrebbero cominciare nelle prossime ore ma ripartiranno con ogni probabilità dal cantiere a sinistra che ha portato il Portogallo fuori dalla crisi. Il Bloco de Esquerda e i comunisti riuniranno tra domani e dopodomani i vertici di partito. E forse già a metà settimana incontreranno il Ps per cercare un’intesa sul programma di governo. I temi di convergenza sono chiari: l’aumento degli investimenti pubblici e dello stipendio minimo e un piano per affrontare l’emergenza casa. Ma a complicare le trattative potrebbero essere proprio i tentativi di forzare la mano dell’ex-premier che può permettersi il lusso di scegliere solo uno dei due ex-alleati. Il suo obiettivo è evitare con un accordo forte e blindato i cortocircuiti degli scorsi mesi, quando l’alleanza di governo ha rischiato di saltare sulla riforma del lavoro e sugli aumenti di stipendio al settore pubblico.
I socialisti, in teoria, hanno in mano anche altre alternative: potrebbero cercare un’intesa con Livre, altra formazione di sinistra radicale che sarebbe in grado di trovare per la prima volta spazio in aula. Oppure – ipotesi poco probabile - calare il sipario sull’esperienza degli ultimi 4 anni e cercare un asse con gli ambientalisti del Pan. Costa non ha voluto scoprire le carte durante la campagna: «L’unica cosa di cui sono certo è che il Portogallo ha bisogno di un governo stabile e non di uno a breve termine».
Il voto di ieri, con l’affluenza alle urne crollata al 53%, segna una sconfitta storica per la destra con il crollo del Psd e il flop del Cds, a rischio sorpasso del Pan come quarto partito del paese. Assunçao Cristas, leader del partito, ha rassegnato le dimissioni .
— E.L.
La Repubblica, 7 ottobre 2019

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