martedì 17 settembre 2019

Succede a Palermo. "Nel mio b&b non voglio razzisti e a quel turista ho detto: vattene"


di Giorgio Ruta
Emiliano Nania ha il volto sereno di chi ha dato una bella lezione di civiltà. «Mica potevamo far finta di niente?». È lui il titolare di un bed and breakfast del centro di Palermo che ha allontanato, insieme alla moglie Barbara Alongi, un turista milanese che aveva espresso commenti razzisti nei confronti di una cameriera nera. « La nostra struttura è aperta a tutti, senza badare a identità sessuali, provenienza o colore della pelle. Ai razzisti no, però», racconta Emiliano.

L’episodio che ha scatenato la rabbia della coppia di albergatori è avvenuto domenica mattina. L’ospite, più di sessant’anni, si era appena svegliato dopo il primo pernottamento ed era andato nella terrazza del b&b di via dell’Università, dalla quale si vedono piazza Casa Professa e le torri della Cattedrale, per fare colazione. «All’inizio ha fatto una serie di battutine su Palermo e la Sicilia. Si lamentava, legittimamente, delle cose che non vanno qui, ma poi ha accostato la nostra regione all’Africa, con un’accezione negativa. "C’è un caldo africano", scherzava a modo suo» , racconta il titolare che ha aperto la struttura sette anni fa, tra piazza Bellini e il mercato di Ballarò.
Il turista, sempre più insofferente, poi ha alzato il tiro. «Mary, la ragazza che lavora con noi, ha cercato, come fa con tutti, di entrare in empatia con il cliente. Gli ha chiesto da dove venisse e ha raccolto una risposta indecente», continua Emiliano. «Io vengo dall’Italia, sono un vero italiano», ha detto il turista guardando la donna. Mary, nata a Palermo ventitré anni fa da genitori ghanesi, non ha risposto e con calma, pazienza e professionalità ha continuato a lavorare. Ma Barbara, la moglie di Emiliano, ha notato tutto e ha chiamato in disparte il turista: «Lei qui non è gradito. La invito a cercare un’altra sistemazione per stanotte» , ha detto l’albergatrice, rinunciando al guadagno di un pernottamento. Ma tirando un sospiro di sollievo per essersi liberato di quell’ospite sgradito, che non si è opposto all’allontanamento.
Quindi Barbara ha rivolto un sorriso a Mary che non l’aveva certo presa benissimo. «Grazie per avermi difeso», ha detto la ragazza ai titolari.
Marito e moglie hanno parlato di quanto accaduto e hanno deciso di raccontare la storia sul loro profilo Facebook, pubblicando una foto della ventenne abbracciata con la loro figlia. «Volevamo sottolineare l’aspetto positivo, il gesto che avevamo fatto. Perché il vero italiano è chi si comporta bene, e tra Mary e il turista non c’è dubbio su chi sia l’autentico italiano».
Il clima politico di oggi, secondo Emiliano e Barbara, c’entra. «Il razzismo c’è sempre stato. Però fino a qualche anno fa era considerato un fatto negativo, oggi è una medaglia da appendere sul petto», dicono.
I telefonini non smettono di squillare. Messaggini di solidarietà e richieste di interviste si alternano a chiamate di prenotazione. Un sms lo ha inviato il sindaco Leoluca Orlando: «Un abbraccio affettuoso. Con ammirazione, Luca» . Ha telefonato Nicola Farruggio di Federalberghi e con lui tanti colleghi dell’associazione Extralberga Palermo.
Sui social molti li ringraziano e qualcuno se la prende con i milanesi. «Attenzione, nessuna caccia alle streghe. Io sono vissuto a Milano e abbiamo tanti clienti lombardi, non scherziamo. Da noi non importa da dove vieni, ma chi sei», dice Emiliano Nania, affacciandosi sulla terrazza del suo b&b.
La Repubblica Palermo, 17 settembre 2019

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