mercoledì 11 settembre 2019

Sicilia. Elisir e origano hi-tech: ecco gli “Oscar green” ai contadini del futuro


di TULLIO FILIPPONE 
Sei aziende su cento partecipanti premiate per originalità e innovazione Le storie di chi ha deciso di puntare sull’agricoltura del terzo millennio
Il premio degli agricoltori del terzo millennio è un biglietto di ritorno dall’Australia a Monterosso Almo, nel Ragusano, per salvare la “ mandorla della Trinità” dall’estinzione. È distillare l’elisir della pelle dai fiori macerati di Canicattini Bagni o coltivare il basilico hi tech. E ancora l’incoscienza di mollare gli studi e fondare, a 22 anni, un’azienda che produce melograni a Serradifalco. Da tredici anni, gli oscar Green di Coldiretti Giovanni Impresa premiano i giovani coltivatori più innovativi e ieri, sei dei cento partecipanti dell’edizione siciliana 2019, sono stati incoronati al parco botanico Radicepura di Giarre, cinque ettari e tremila specie di piante ai piedi dell’Etna.

« Ho ereditato da mio nonno un appezzamento di terreno e dopo essermi consultata con agronomi ed esperti abbiamo ripreso la “ cuvia femminella”, una varietà di mandorla molto rara, rintracciabile solo in microclimi vulcanici e montani», dice Rossella Scollo, premiata nella categoria “fare rete”. Così, laurea di lettere e filosofia a Firenze in tasca, la trentaquattrenne di Monterosso Almo, non ha esitato a lasciare Melbourne, dove insegnava italiano, per tornare in Sicilia con il marito australiano, lo chef Martin Holloway, ai piedi del monte Lauro, un vulcano non più attivo.
A Lentini, Fabio Bono, 29 anni, diploma scientifico e figlio di agricoltori, ha puntato tutto sul “ Basilico Hi- tech”, coltivato con un impianto idroponico, basato cioè sull’acqua e non sul terreno. «Ho la passione per la terra e l’ho combinata con quella per tecnologia della mia generazione, che riduce l’impatto ambientale, i consumi di acqua e del suolo e migliora la resa», dice Bono, premio “ Impresa 4. Terra”, che ha fondato una piccola azienda, dove coltiva basilico in serra con dieci vasche di 78 metri quadrati ciascuna. Il più sostenibile, però, è il progetto di Andrea Scuto, 27enne catanese, che nella sua azienda di Carlentini ha piantato 30mila piante di origano da un’unica “madre”.
Non poteva che aggiudicarsi il premio creatività, invece, Michele Ricupero, trentenne di Canicattini Bagni, nel Siracusano, che, rispolverando conoscenze del territorio tramandate da generazioni, produce olio di iperico, elisir della pelle ottenuto dalla macerazione dell’Hypericum perforatum con proprietà cicatrizzanti. Il più giovane è Gabriele Butticé, che a soli 22 anni, a Serradifalco, nel Nisseno, ha scommesso sulla coltivazione di melograno, che gli è valso il premio “Campagna Amica”. Ma gli oscar green sono anche lavoro di squadra. Come quella di Luca Cammarata, categoria “Noi per il sociale”, che nel suo “ Orto matto”, in un bene confiscato di San Cataldo, ha inserito quattro minori stranieri non accompagnati, a fianco dei pazienti del dipartimento di salute mentale di Caltanissetta.
La Repubblica Palermo, 11 settembre 2019

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