martedì 17 settembre 2019

Palermo. La festa della Madonna delle Grazie a Borgo Nuovo. Applausi al cantante scarcerato. Il prete: "Basta, non è religione"


di Salvo Palazzolo
È arrabbiato don Antonio Garau, il parroco di Borgo Nuovo: «Hanno utilizzato l’immagine della Madonna delle Grazie per organizzare un concerto che aveva ben poco di religioso». L’ultimo concerto, sabato scorso, ha portato sul palco il cantante neomelodico catanese Andrea Zeta, al secolo Filippo Zuccaro, che è appena uscito dal carcere, ma resta indagato per un’accusa pesante: associazione mafiosa. Il giovane è il figlio di un ergastolano legato al potente Nitto Santapaola: le intercettazioni della squadra mobile etnea dicono che il padre, Maurizio Zuccaro, affidava al rampollo dei messaggi da fare uscire dal carcere. E in un’occasione, il figlio disse: «Tranquillo papà, lo levo di mezzo ai piedi quando lo dico io». A chi si riferiva? Sembra che nel mirino del clan fosse finito un imprenditore che non voleva più saperne di sottostare ai desiderata dei boss.

Don Garau, il parroco antimafia che opera a Borgo Nuovo ormai da dieci anni, ha appreso la notizia del concerto in onore della Madonna delle Grazie da "Repubblica". «Sabato sono tornato a casa quando tutto era finito — spiega — Nessuno mi aveva detto di quel cantante. La parrocchia non c’entra nulla con questa iniziativa. Ci rimango davvero male » , ribadisce il sacerdote. «Non ci si può appropriare dell’immagine o del nome di Maria per ottenere le autorizzazioni del Comune o della questura ». Sabato sera, mentre Andrea Zeta cantava, una fiaccolata per don Pino Puglisi attraversava invece un’altra periferia, quella di Brancaccio. Palermo e le sue tante facce.
La protesta
Il concerto nella piazza di Borgo Nuovo, raccontato ieri con un video da Repubblica.it, è già diventato un caso. Protesta il consigliere di circoscrizione Salvo Altadonna, che nei giorni scorsi aveva preso posizione dopo un’altra inchiesta del nostro giornale, sulla canzone della neomelodica Daniela Montalbano dedicata al boss Franco Inzerillo, Franco ’u nivuru, morto per una malattia. Altadonna chiede una presa di posizione più netta da parte dell’amministrazione: «Mentre al Cep si cantano i sentimenti per lo " zio Franco", a Borgo Nuovo si festeggia la Madonna della Grazie col background di Andrea Zeta». Mentre è boom di like per la pagina Facebook di " Andrea Zeta": quasi 200 mila.
La famiglia
Nelle sue canzoni nessun riferimento a vicende di mafia, lui canta soprattutto storie d’amore. Un ritmo dolce che appare lontano dalle parole che poi sono finite nelle intercettazioni della squadra mobile di Catania. A marzo, in carcere, era finito anche il fratello di Andrea Zeta, pure lui ritenuto dalla procura un anello della catena di trasmissione dei messaggi paterni. Lo dicono le immagini captate nella sala colloqui del carcere. Zuccaro senior conosce tanti segreti di mafia, non solo di Catania, ha una condanna a vita per l’omicidio del boss confidente Luigi Ilardo, l’uomo che nel 1995 avrebbe potuto portare i carabinieri del Ros all’arresto del capomafia Bernardo Provenzano, a Mezzojuso. Ma una talpa informò per tempo che Ilardo faceva anche da confidente al colonnello Michele Riccio. E Ilardo fu ucciso. Fino a qualche mese fa, il giovane cantante sembrava fuori dalle storie criminali di famiglia. Poi, le intercettazioni hanno raccontato un’altra storia. Anche se tre mesi dopo il blitz, a giugno, è arrivata la scarcerazione. Ma l’atto d’accusa della procura resta in piedi.
Il concerto
«In genere, fra Palermo e Catania c’è rivalità — dice il presentatore della serata a una piazza stracolma — ma per quanto riguarda la musica sono molto unite, sono un’unica cosa » . Ed entra lui, dopo una carrellata di altri cantanti. Uno ha fatto l’immancabile dedica agli « ospiti dello Stato » , con una canzone che però parla del dolore delle famiglie e dei detenuti. E’ tutt’altro che un inno al crimine. Andrea Zeta non entra neanche in queste dediche. Ha il look dell’idolo delle ragazzine che dice di essere emozionato davanti a tutta quella gente.
Ma chi è davvero Andrea Zeta al secolo Filippo Zuccaro? Per la procura di Catania la posta in gioco è alta, c’è in ballo la gestione di una famiglia da tre generazioni fedele al verbo dei Santapaola-Ercolano, con annessi i segreti sugli affari ancora da gestire. Il vecchio Zuccaro era riuscito ad ingannare tutti e aveva ottenuto i domiciliari: poi, un’altra telecamera piazzata nei bagni del reparto di Ematologia dell’ospedale Ferrarotto di Catania lo smascherò. Si iniettava delle sostanze per aggravare le sue condizioni di salute. Ora, il figlio, accusato di un’altra clamorosa messinscena, ma lui insiste su Facebook: « Sono fuori da queste storie » . Dopo il concerto gli abbiamo chiesto dell’inchiesta, ci ha detto: «Per me non sono accuse, penso solo a cantare » . Poi quando gli abbiamo domandato del perché nei concerti non si riesca mai a fare un cenno a Falcone e Borsellino, i suoi gorilla ci hanno allontanato. Alcuni argomenti sono ancora tabù per certi neomelodici.
La Repubblica Palermo, 17 sett 2019

Nessun commento: