sabato 28 settembre 2019

La svolta alla processione: i 40 anziani dell’inchino allo Stato. "Lo Zen rispetta chi cambia le cose"


CLAUDIA BRUNETTO
Davanti alla caserma dei carabinieri passano da nove anni. Ma per la prima volta si sono fermati. E a lungo. Per un inchino ai militari con la statua di Padre Pio portata in processione. Lo hanno fatto «per rispetto delle forze dell’ordine, per rispetto delle istituzioni» . Sono gli anziani dello Zen che fanno parte dell’associazione San Pio. Ogni anno, nell’anniversario della morte del santo, il 23 settembre, organizzano una processione per le strade del quartiere. «Per scelta — dice Marco Di Blasi, presidente dell’associazione bocciofila San Pio — non ci fermiamo mai da nessuna parte. Partiamo ad anni alterni dalla parrocchia San Filippo Neri o dalla sede della nostra associazione e poi facciamo una pausa soltanto agli incroci, mai sotto casa di qualcuno». La loro paura è di imbattersi, anche casualmente, nell’abitazione di un mafioso della zona. Così, per non correre il rischio, evitano da sempre qualsiasi tappa.

«Abbiamo detto di no — dice Di Blasi — anche alla mamma di un ragazzo disabile che ci chiedeva una sosta sotto casa sua per chiedere la grazia a Padre Pio. Ci è dispiaciuto, ma abbiamo preferito fare così».
Quest’anno la lunga tappa davanti alla caserma di San Filippo Neri è stata d’obbligo. « Per noi è un omaggio dovuto — dice il presidente dell’associazione — un segno di rispetto verso chi allo Zen cerca di cambiare le cose per il bene di tutti, e non è una missione facile. Apprezziamo davvero l’impegno dei carabinieri per il nostro quartiere».
L’associazione di San Pio è nata nove anni fa per la grande devozione di Di Blasi nei confronti di padre Pio. Lui ha 64 anni, ma gli altri 39 componenti dell’associazione sono ancora più grandi di età. Il più anziano sfiora i 90 anni. Tutti sono accomunati da un’unica grande passione: giocare a bocce.
In piazza Gino Zappa, davanti all’ufficio postale dello Zen 1, hanno il loro campo e si sfidano ogni pomeriggio. « Organizziamo anche i tornei — dice Di Blasi — piazza Gino Zappa è il nostro regno, c’è il campo, c’è la sede della nostra associazione, ma soprattutto c’è la statua di Padre Pio al quale sono devotissimo. Una piccola cappella che curiamo ogni giorno e che tutti i residenti rispettano».
Lunedì scorso sono partiti in corteo nel primo pomeriggio dalla chiesa di San Filippo Neri e sono arrivati in caserma. Senza sparare fuochi di artificio, così come prevede una disposizione della questura.
« I carabinieri allo Zen fanno molto di più di quello che dovrebbero — dicono gli anziani dell’associazione San Pio — Sono il nostro contatto con il mondo delle istituzioni e della legalità, sono la nostra garanzia di bellezza perché sollecitano tutti gli uffici per far pulire le strade, riaccendere le luci e tutto il resto. Ci siamo fermati davanti alla caserma con la statua di Padre Pio per dare un segnale a tutti. Anche a chi ancora persevera sulla strada della criminalità».
Anniversario di Padre Pio a parte, l’associazione più volte l’anno organizza iniziative per il quartiere. « A Natale, per esempio — dice Di Blasi — facciamo sempre qualcosa per i bambini. Un po’ di animazione e qualche regalino. L’appuntamento più importante, però, rimane il 23 settembre. Anche l’anno prossimo torneremo davanti alla caserma. Perché crediamo nelle istituzioni e lo vogliamo dire nel modo più eclatante che abbiamo. Con la statua del santo portata in processione».
— c. b.
La Repubblica Palermo, 27 sett 2019

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