lunedì 9 settembre 2019

Il Catasto del suolo: il migliore mezzo per raggiungere in Italia, in Europa e nel Mondo gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite

Il prof. Salvatore Raimondi con l'arcivescovo di Monreale
mons. Michele Pennisi in un recente convegno a Corleone
SALVATORE RAIMONDI*
I cambiamenti climatici in atto, le colture e la loro gestione non sostenibili, il consumo di suolo per usi extra-agricoli, determinano perdita di fertilità del suolo, fino alla sua distruzione con affioramento della roccia madre. Le conseguenze territoriali sono diminuzione dei prodotti agricoli e forestali, diminuzione dei tempi di corrivazione delle acque in eccesso nei bacini idrografici e delle disponibilità di risorse idriche potabili. In sintesi, tutto questo si traduce in diminuzione dell’occupazione, delle produzioni alimentari e non, delle acque di buona qualità e in un aumento dei costi di gestione del territorio per le continue emergenze (siccità, bombe d’acqua, frane e alluvioni). La conseguenza estrema è l’aumento della povertà e della sete delle popolazioni. Il bacino del Mediterraneo rientra in una delle fasce terrestre in cui tali processi sono più intensi perché è di passaggio fra il clima arido e quello umido. Il processo comunemente definito desertificazione costituisce un grave danno per le generazioni future nelle aree come la Sicilia ove la maggior parte della popolazione vive di agricoltura.
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Docente di Scienza del suolo Università di Palermo
Presidente Club Rotary  Corleone
Per diffondere gli usi sostenibili dei suoli e la loro gestione la via migliore è l’adozione del Catasto del Suolo (risultato di un’attività di ricerca quarantennale) costituito dal Catasto del Suolo Urbano e dal Catasto del Suolo Extra-Urbano. Il primo deriva dalla trasformazione del Catasto Fabbricati ed è costituito da tutte quelle aree al servizio della collettività, a fini: abitativi, amministrativi, commerciali, industriali, vie di comunicazione, ospedali, scuole o di svago (campi sportivi). Il secondo deriva dalla trasformazione del Catasto Terreni e vi rientrano le aree agricole, pastorali, forestali, parchi e riserve, ma anche fiumi, laghi e lagune, insieme alle loro aree di rispetto. Lo schema organizzativo dell’Ufficio del Catasto del Suolo prevede l’unità base a livello comunale o un insieme di piccoli comuni, possibilmente posti nello stesso bacino idrografico. Rispetto a quello attuale, pensato con un unico scopo “a fini fiscali”, quello del suolo è multifunzionale. Specificatamente quest’ultimo termine vuole indicare tutti gli aspetti finalizzati a soddisfare le esigenze ambientali, amministrative e giuridiche, economiche, culturali e sociali, presenti e futuri, della comunità che in quel territorio vive (sviluppo sostenibile). Per raggiungere i nuovi obiettivi della trasformazione sono attribuiti nuovi compiti al personale adeguatamente formato. Nel Catasto Terreni il corpo naturale presente sulla superfice terrestre e capace di sostenere piante è visto bidimensionale (larghezza e lunghezza e riporta nel certificato catastale attuale la superfice); in quello del suolo lo stesso corpo è descritto con quattro dimensioni: lunghezza, larghezza, profondità e l’età (tempo di formazione ed evoluzione).
Fin dai primi passi (2013), il Catasto del Suolo è stato interpretato come un mezzo per disseminare gli usi sostenibili sulla superfice terrestre, in modo uniforme. Un uso è definito sostenibile quando il suolo svolge tutte le funzioni eco-sistemiche e conserva (o migliora) la sua capacità a produrre in quanto risorsa oppure, assumendo una nuova funziona questa rimane attiva e continua nel tempo (es: i suoli utilizzati per la costruzione di strade).
La prevenzione dei dissesti idrogeologici (suggerita e perseguita nella fase di trasformazione), oltre a pulire il letto e le sponde dei fiumi, torrenti e valloni parte dalla superfice della particella catastale. Tutte devono avere la qualifica di sostenibilità fisica. In un mosaico colturale la non sostenibilità di una particella si ripercuote su quelle adiacenti poste altimetricamente più a valle o più a monte. Un mosaico particellare sostenibile conserva i suoli e automaticamente il paesaggio. Tutto questo è possibile riportando molte informazioni sul nuovo certificato catastale e sul foglio di mappa (dotati di opportuna legenda). Il Catasto del Suolo costituisce un nodo informatico, interconnesso a tutte le conoscenze ambientali, territoriali, d’uso e di valutazione della sostenibilità, spesso disponibili e allocate in uffici dell’amministrazione pubblica diversi. Il nuovo certificato riporta tutte le informazioni concernenti la proprietà e gli aspetti amministrativi (anche i vincoli). Il libero professionista (di qualsiasi settore) avrebbe subito disponibili tutte le informazioni per elaborare progetti in armonia con i luoghi; il proprietario e il nuovo acquirente potrebbero conoscere tutte le attività compatibili e anche le vie come realizzarle. Per esempio in presenza di un fiume o di una strada i proprietari delle particelle adiacenti potrebbero conoscere la loro larghezza e la fascia di rispetto da pulire ma non coltivare. Tutte le attività economiche senza un’adeguata valutazione di sostenibilità ambientale vanno incontro a rischi che possono compromettere la loro stessa vitalità.
Documenti del Catasto del suolo: Foglio di mappa e certificato catastale particellare con particella ridefinita.
Risultati attesi: nodo informatico che connette tutti gli enti che si occupano della superfice terrestre a qualsiasi titolo; concretizzato in un inventario particellare multifunzionale aggiornato e facilmente aggiornabile nelle diverse parti da un tecnico opportunamente formato, abilitato ed autorizzato (agronomo, ingegnere, architetto, geometra, perito agrario, notaio).
Ricercatori coinvolti: tutti quelli che si occupano dell’utilizzazione e della gestione del territorio (compresi esperti di diritto e notai).

SALVATORE RAIMONDI
Docente di Scienza del suolo Università di PalermoPresidente Club Rotary  Corleone


Nella passata legislatura era stata incardinata una proposta di legge (a firma dell'on. F. Ribaudo); bisognava passare alle audizioni ma con la chiusura anticipata della legislatura tutto il lavoro è stato annullato.

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