martedì 3 settembre 2019

Corleone, tornati al lavoro i collaboratori del centro antimafia. Trovato un accordo tra Cidma e Cgil per l'aumento delle retribuzioni e il miglioramento delle condizioni contrattuali

Un momento dell'incontro tra i vertici del Cidma e la Cgil

Il sindaco-presidente del Cidma, Nicolò Nicolosi: «Soddisfazione per l'intesa coi sindacati. Soluzione vicina». Andrea Gattuso e Riccardo Marotta (Nidil Cgil Palermo): «Ottimi i segnali di apertura registrati e siamo contenti dei primi risultati già ottenuti».
Corleone, 3 settembre 2019. Un incontro sereno e costruttivo, finalizzato a risolvere la situazione degli 11 giovani che negli ultimi 3 anni hanno condotto le visite guidate all'interno del Centro internazionale di documentazione sulla mafia e del movimento antimafia e che, nelle scorse settimane, hanno chiesto certezze e garanzie sul loro futuro lavorativo. Sindacato Cgil, vertici del Cidma, comitato scientifico, presidente e consiglieri comunali si sono riuniti ieri per discutere nuovamente la questione e, soprattutto, per trovare una soluzione che ora sembra più vicina. Tanto che i ragazzi hanno ripreso i tour all'interno della struttura, anche nei week end.

“Ci siamo impegnati a fare tutto ciò che può essere fatto – dice il sindaco Nicolò Nicolosi, che è anche presidente del Cidma -, ovviamente nei limiti della situazione finanziaria del Centro. Per cominciare siamo d'accordo ad implementare di 5 euro le quote percentuali per le giornate festive. Il Cidma è un valore che vogliamo difendere e che non può assolutamente chiudere. Nei giorni in cui è stato chiuso per la protesta dei lavoratori, ci sono state delle persone che si sono spese affinché ciò non avvenisse. Ed è giusto sottolineare che lo hanno fatto a titolo gratuito e non secondo logiche clientelari, come invece è stato detto”. È utile quest’ultima precisazione sull’attività svolta a titolo gratuito dalle ragazze che hanno sostituito gli operatori in sciopero fatta dal sindaco presidente. Se fosse stata fatta fin dal primo giorno, si sarebbe evitato di pensare ad operazioni clientelari, stante che le ragazze in questione hanno stretti legami di parentela con consiglieri di maggioranza.
“La nostra volontà di collaborare è massima – continua Nicolosi - e lo è sempre stata, fin dal nostro insediamento a giugno, come dimostrato già dal verbale di un primo incontro a fine luglio. Poi ci sono state una serie di incomprensioni che ad oggi mi sembrano superate. Siamo molto soddisfatti di aver raggiunto un'intesa con i rappresentanti sindacali, che si sono fatti portavoce delle istanze degli 11 lavoratori. Studieremo bene i conti del Cidma per capire come procedere il prossimo anno. In questo momento c'è un debito con l'Inps di circa 170.000 euro che arriva da lontano, quando le entrate non erano floride. Tanto per fare un esempio: nel 2018, gli incassi sono stati di circa 80.000 euro, ma ci sono stati anni in cui non si arrivava ad 11.000. Grazie alla rottamazione, il debito sarà estinto a rate, la prima di 19.000 è già stata pagata e ce ne sarà un'altra a novembre. E' chiaro che anche queste uscite vanno considerate. E' vero però che il Cidma è un polo che attrae e che muove l'economia di tutta Corleone e questo va tenuto in considerazione”.
 “Siamo soddisfatti dell'esito incontro – dichiarano Calogero Guzzetta, segretario Cgil Palermo e Cosimo Lo Sciuto, segretario Camera del Lavoro di Corleone  - I  lavoratori avranno un beneficio economico  immediato con l'aumento del 50 per cento delle provvigioni per i tour del sabato, della  domenica e dei festivi e apprezziamo inoltre l'apertura dell'amministrazione su una serie di altre questioni da noi poste relative alla costituzione di una graduatoria, che tenga conto dell'esperienza lavorativa maturata,  e alla tipologia dei  contratti di lavoro, aspetti di cui si discuterà al tavolo tecnico”.  “Non c'è dubbio – proseguono Guzzetta e Lo Sciuto - che il Cidma per il territorio corleonese rappresenti un importante riferimento sia per quanto riguarda i temi della legalità e della lotta alla mafia che per il rilancio del turismo locale. E questo è un altro motivo di soddisfazione”.
Soddisfazione la esprime anche il Nidil Cgil Palermo. “Ottimi i segnali di apertura registrati – aggiungono il segretario generale Nidil Cgil Palermo  Andrea Gattuso e Riccardo Marotta della segreteria  Nidil  - e siamo contenti dei primi risultati già ottenuti. Il nostro impegno proseguirà perché  ci sono ancora altri passaggi da fare  per garantire  più diritti e più tutele a questi lavoratori attraverso un migliore inquadramento contrattuale”.
“Siamo molto impegnati sul versante del turismo – afferma Pio Siragusa, presidente del Consiglio comunale – e stiamo cercando di portare avanti un progetto globale. Nessuno vuole buttare fuori nessuno. Il Cidma e i suoi ragazzi sono una risorsa indispensabile e dobbiamo coordinarci tutti”. Al riguardo, nella qualità di componente del comitato scientifico del Cidma, Dino Paternostro ha proposto di attivare un’azione sinergica tra tutti i soggetti corleonesi che potrebbero avere un’offerta turistico-culturale per i tanti visitatori italiani e stranieri. “Cidma, Laboratorio della Legalità, Museo archeologico, Museo etno-antropologico, Parco fluviale e Chiese corleonesi – ha proposto Paternostro - potrebbero elaborare ed offrire un pacchetto unico ai visitatori, che così potrebbero fermarsi anche un paio di giorni a Corleone. In questa maniera la nostra città potrebbe far conoscere la sua storia e le sue bellezze artistico-architettoniche e naturalistiche, e sarebbero necessari tanti accompagnatori in più rispetto alle poche unità impiegate dal Cidma”.
Infine, un cenno alla richiesta dell'opposizione in Consiglio comunale di visionare i bilanci del Cidma arriva da Marcello Barbaro, membro del consiglio direttivo: “Per legge non saremmo tenuti a mostrarli perché è un obbligo solo per le partecipate, mentre noi siamo un'associazione. In ogni caso lo faremo. In questo momento i bilanci sono nelle mani del revisore dei conti, che è Leo Scalisi ed è stato nominato appena una decina di giorni fa. Solo dopo saranno portati in Consiglio”. Probabilmente, legislazione alla mano, il dott. Barbaro avrà anche ragione. Al consiglio comunale e alla città di Corleone dovrebbe, però, spiegare come ha fatto ad accumulare questa grande massa finanziaria di debiti con l’Inps, tenuto conto che 170 mila euro è la somma finale dopo la rottamazione.

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