martedì 10 settembre 2019

Corleone, la porta di San Giovanni, ovvero la porta dell’accoglienza

La ricostruzione della porta di S. Giovanni
di CALOGERO RIDULFO
In previsione del corteo medievale, che avrà luogo in occasione dei festeggiamenti per la ricorrenza della festività del SS. Crocifisso della Catena, a Corleone, il 12 settembre, i giovani e le maestranze della confraternita hanno creato una porta medievale effimera nei pressi della Via Borgognoni. La scelta del luogo non è stata casuale, ma corrispondente a quanto i documenti di età medievale indicano. Infatti, come si evince da un atto notarile della seconda metà del Quattrocento, nella parte alta della terra di Corleone, nel quartiere di san Giuliano, si trovava la porta denominata la porticta di santu Johanni. Così detta perché, varcandone la soglia, verso l’esterno, si diramava la via che conduceva alla contrada e alla chiesa di san Giovanni Evangelista. Nessun documento fotografico del passato è riuscito a immortalare questa porta, a differenza della porta grande delle Buccerie altrimenti detta di san Martino, di cui abbiamo un’antichissima testimonianza fotografica del XIX secolo, possiamo quindi solamente dedurre l’esatta ubicazione di questa porta.
Sappiamo che questa era la terza porta del versante settentrionale della rocca del castello soprano, dopo la Porta Soprana di san Michele che si trovava all’inizio dell’omonima via, e una portitta che verosimilmente si trovava all’incrocio tra l’attuale vicolo Vallone Streva e il cortile Dragna; tracce delle mura medievali si trovano ancora oggi all’interno delle case di via Vallone Streva, oggi di proprietà Scalisi, Crapisi, Lo Curto. Considerando pertanto che altre porte di Corleone, di cui si conosce con certezza l’esatta ubicazione, hanno lasciato un segno tangibile  della loro presenza, ovvero l’asse viario che vi si snodava (è così per la porta delle Buccerie da cui si apriva l’attuale corso Bentivegna, per la Porta Sottana di sant’Agata da cui si schiudeva l’attuale via san Martino, per la Porta del Persico da cui si diramava l’attuale via san Nicolò, etc.), viene logico dedurre che la porta di san Giovanni si trovasse nell’attuale asse viario corrispondente all’attuale via Borgognoni, da cui ci si immetteva  per le viuzze che conducevano nella contrada san Giovanni.
La porta allestita per i festeggiamenti di cui si è detto, può essere metaforicamente definita dell’accoglienza, perché in occasione del corteo medievale tutti i gruppi chiamati a parteciparvi, provenienti da diverse parti di Sicilia, inizieranno la loro parata all’esterno di questa porta, per poi entrarvi in festa  e al rullo di tamburi, accolti gioiosamente dalla popolazione di Corleone. Il corteo proseguirà per le strette viuzze del quartiere più antico, che prese il nome dai primi abitanti, quei Lombardi che nel corso del XIII e XIV secolo si resero protagonisti di una immigrazione all’incontrario, dal nord povero e affamato dai conflitti costanti, al sud ricco di terre fertili e coltivabili, oltre che di un clima particolarmente gradevole e adatto alle svariate coltivazioni. L’occasione che giustifica il corteo medievale è la rievocazione dell’episodio relativo alla concessione della terra di Corleone, da parte di Federico II, a Oddone de Camerana, milite bresciano, che diede origine al ripopolamento di una terra che la cacciata degli arabi aveva reso disabitata.
Calogero Ridulfo

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