martedì 6 agosto 2019

Palermo, scoperta una stele in memoria di Ninni Cassarà e Roberto Antiochia

Un momento della commemorazione

Stamani le cerimonie in ricordo del XXXIV anniversario della uccisione del vice questore Ninni Cassarà e dell’agente di Polizia Roberto Antiochia, trucidati dalla mafia il 6 agosto del 1985 in via Croce Rossa. Le iniziative sono state organizzate dal Comune in collaborazione con la Questura di Palermo. Nel corso della commemorazione, che si è tenuta per la prima volta in piazza Giovanni Paolo II, è stata scoperta una stele realizzata da Michelangelo Salamone in memoria dei due e deposta una corona di alloro alla presenza delle massime autorità civili e militari della Città, tra cui il sindaco Leoluca Orlando, il prefetto Antonella De Miro e il questore Renato Cortese. Successivamente è stata celebrata una messa presso la cappella di Maria santissima della Soledad, in salita Antonio Manganelli. GUARDA LA GALLERIA FOTOGRAFICA
"Oggi ricordiamo il sacrificio di due servitori dello Stato - ha detto Orlando - che con coraggio hanno combattuto la mafia e che in anni difficilissimi dedicarono il proprio impegno alla caccia ai latitanti. Anche grazie all'esempio di questi uomini, oggi le istituzioni a Palermo sono unite e impegnate senza equivoci nella lotta alla mafia".  "Il nostro pensiero va al procuratore di Palermo Gaetano Costa, al vicequestore della Polizia Ninni Cassarà, all'agente Roberto Antiochia - ha detto Maria Falcone - uccisi da una mafia che sembrava invincibile. Uomini dello Stato che scelsero da che parte stare quando fare il proprio dovere era un atto eroico. Quando si era soli, quando si lavorava in un contesto ostile, senza mezzi, 'armati' solo del proprio coraggio. Li ricordiamo, oggi, con commozione e gratitudine". "Oggi vogliamo rivolgere un pensiero commosso - scrive il presidente della Regione, Nello Musumeci - alla memoria di Gaetano Costa, Ninni Cassarà e Roberto Antiochia, fedeli e valorosi servitori dello Stato, uccisi solo perché facevano, bene, il proprio lavoro. E' doveroso, infatti, onorare la memoria di uomini che con coraggio, anche a costo della vita, hanno saputo tracciare un percorso di legalità e di impegno quotidiano contro ogni forma di criminalità". "Oggi facciamo memoria del procuratore Costa ucciso dalla mafia in quel terribile 1980 di sangue. Costa era un magistrato colto e intransigente, costretto a operare in condizioni di isolamento dentro lo stesso palazzo di giustizia e spesso considerato con ostilità anche dai suoi colleghi". Lo ha detto il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, partecipando alla commemorazione del procuratore Gaetano Costa ucciso in un agguato mafioso 39 anni fa in via Cavour. (Foto Mike Palazzotto)

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