venerdì 9 agosto 2019

La morte della Morrison e il razzismo che cresce in Italia


EMANUELE MACALUSO
Interrompo il mio silenzio sulla miseria della politica italiana, che in questi giorni è sempre più misera, perché la morte della grande scrittrice afroamericana Toni Morrison mi ha fatto molto riflettere sul razzismo di oggi grazie alla sua battaglia condotta soprattutto attraverso i romanzi sui neri d’America, di ieri e di oggi.
Sui giornali ho letto scrittori e critici italiani sull’opera e la personalità di questa donna che aveva ottenuto anche il Nobel, l’unica afroamericana premiata dall’accademia svedese. Leggendo questi articoli mi ha particolarmente colpito quello di Antonio Monda su La Stampa, che fu amico della Morrison, il quale racconta fatti tratti dalle sue conversazioni con la scrittrice. Tra questi, interessa sottolineare il colloquio che Monda ebbe con lei parlando di Clinton e Obama. Ecco: “Una volta mi spiegò che Bill Clinton era il primo presidente nero.
Non si riferiva solo alla sua efficacia oratoria del sud, influenzata dai predicatori protestanti, ma per l’empatia che dimostrava per la sua gente: “È stato allevato da una madre singola, è nato povero, in una classe di umili lavoratori, ama il sassofono e l’orrendo cibo dei McDonald’s”. Sorrideva quando ne parlava e non poteva immaginare che nel giro di dieci anni Barack Obama avrebbe conquistato la Casa Bianca. Quando avvenne quella rivoluzione la chiamai per festeggiare ma la trovai amara, mi disse: “Oggi è un momento storico e dobbiamo esultare, ma temo che rimarrà soprattutto un momento simbolico, cambierà poco per tutti noi, questa rivoluzione scatenerà una reazione terribile”.
I poeti, i grandi scrittori spesso intravvedono fenomeni politico-sociali prima degli uomini politici. Nessuno, tra questi anch’io, dopo l’elezione di Obama, pensava che negli USA sarebbe stato eletto Trump, con il concorso decisivo del razzismo bianco, un presidente razzista che ha dato il via alla “terribile reazione” prevista dalla Morrison. È quel che vediamo oggi in Europa e soprattutto nel nostro Paese. Mi son venuti subito alla mente non solo i consensi che una parte consistente del popolo riversa su Matteo Salvini, ma i tanti episodi “minori” raccontati ormai nella cronaca quotidiana in ogni parte d’Italia, al nord e al sud. Tra tutti questi fatti ignobili, ricordo quello di quel “signore” milanese, di cui ho parlato anche in questo spazio, il quale alle ragazze che raccoglievano fondi per aiutare i bambini africani nei loro paesi, rispose così: “Io i negri li brucerei tutti”. È quel che fece Hitler con il consenso di tanta parte della società, del suo popolo, con gli ebrei e con gli zingari. E cosa dire di racconti che ho letto a proposito di quei genitori che hanno adottato bambini neri, oggi adolescenti, insultati e umiliati in alcune scuole, per strada, nei luoghi dove si gioca?
Parlo di tutto ciò perché mi pare che non vi sia una reazione forte a questi fatti quando invece , nel nostro paese, dovrebbe esserci. Questo, oggi, è il compito fondamentale della sinistra e dei democratici. Fate leggere i libri della Morrison per capire cosa è stato il razzismo negli Usa e cosa può essere adesso in Europa e in Italia.
(8 agosto 2019)

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