giovedì 22 agosto 2019

Corleone, Placido Rizzotto era presidente del Comitato per i festeggiamenti della Madonna della Rocca, Trovato il verbale adesso esposto in una mostra

Il verbale della Confraternita Madonna della Rocca del 20 maggio 1945

DINO PATERNOSTRO
Sono entrati nel vivo i festeggiamenti della Madonna della Rocca a Corleone, che si concluderanno domenica 25 agosto con la tradizionale processione del simulacro. Quest’anno, tra l’altro, dal 16 al 25 agosto, dalla Parrocchia di Santa Maria e dalla Confraternita Maria SS. della Rocca, in collaborazione con “Corleone Antica”, è stata organizzata anche una mostra fotografica dal titolo “Dalla Tua Rocca venga salvezza”. A curarla un giovane di appena 16 anni, Davide Orlando, che con passione e competenza ha esposto tante foto (di Giovanni Orlando, Nonuccio Anselmo, Rosanna Paternostro, Vincenzo Di Carlo, Totò Milazzo e Antony Gulotta) della statua della Madonna e delle processioni degli anni passati, che hanno percorso le vie del quartiere più antico di Corleone, il quartiere lombardo, addossato alla Torre Saracena.

Tra i “pezzi” esposti ce n’è uno particolarmente pregiato, non dal punto di vista artistico, ma sicuramente dal punto di vista della storia civile e religiosa della nostra comunità. Si tratta di un vecchio registro, che raccoglie i verbali della Confraternita della Madonna SS. della Rocca a partire dal 1945. Particolarmente interessante il verbale del 20 maggio 1945, scritto rigorosamente a mano, che riporta l’elezione del Consiglio di Presidenza, fatta secondo lo statuto. Dal verbale risulta che venne eletto “presidente di mezzo” Placido Rizzotto di Carmelo “con trent’uno voti positivi”. Si, proprio il Rizzotto che conosciamo tutti, il segretario della Camera del lavoro di Corleone, che sarebbe stato assassinato dalla mafia poco meno di tre anni dopo.
Per gli addetti ai lavori non è una novità che Rizzotto, partigiano e dirigente sindacale della Cgil, fosse anche presidente del Comitato per i festeggiamenti della Madonna della Rocca. Ne aveva dato notizia un amico di Rizzotto (Ludovico Benigno) nel racconto fatto allo scrittore-sociologo Danilo Dolci e pubblicato nel volume “Spreco” del 1960. Rizzotto, infatti, “riteneva l’utilità dell’azione della Chiesa in quanto poteva frenare gli istinti perversi dell’uomo e dare un certo senso di educazione”. “Non era d’accordo sul modo di agire della Chiesa sul piano politico e economico ma considerava la Chiesa per quanto riguardava l’educazione personale e morale”. “Lui era presidente dei festeggiamenti della Madonna della Rocca e organizzava il comitato per la cerca per fare pubblica la festa, per tutti, fuori dalla chiesa: musica, pellicole, cose per tutti fuori della chiesa, in modo che la gente si divertisse e si educasse” (pp. 181-182).
Adesso anche questo verbale fa bella mostra di se, tra le foto della Madonna e delle processioni, consentendo di recuperare un documento che testimonia un modo popolare di vivere la fede, capace di coniugarla con le istanze politico-sociali della sinistra politica e sindacale. Non è un caso che padre Emanuele Catarinicchia, decano di Corleone dagli anni ’60 fino al 1977, ci raccontava che nei primi mesi che venne nella nostra città non era raro trovare nelle alcove delle case contadine il crocifisso accanto alla foto di Bernardino Verro. Un modo semplice ed originale di coniugare fede e politica.
Per la cronaca, in quella seduta dei confrati del 20 maggio 1945 furono eletti pure Triolo Biagio fu Calogero, presidente di destra con 27 voti, e Rizzotto Placido di Biagio, presidente di sinistra con 27 voti. Insieme a loro anche i consiglieri Finocchio Salvatore, Palumbo Gaetano, Provenzano Giovanni, Maniscalco Pietro. Cassiere Provenzano Salvatore e segretario Cutrera Pietro. (dp)   

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