domenica 18 agosto 2019

50 ANNI FA CALAVA IL SIPARIO SU WOODSTOCK CON LA PROVOCAZIONE PACIFISTA DI HENDRIX


PIETRO SCAGLIONE
Il 18 agosto del 1969, il cantautore e chitarrista Jimi Hendrix, protagonista del Rock e della Psichedelia degli anni Sessanta, concluse il Festival di Woodstock con una reinterpretazione polemica dell'inno nazionale Usa, intervallata dal rumore dei bombardamenti americani contro il Vietnam e delle sirene della controaerea. Fu una protesta clamorosa che scatenò l'indignazione della destra Usa, ma l'apprezzamento dei giovani presenti e dell'opinione pubblica di mezzo mondo, indignata dalla guerra contro il Vietnam. 

In quel modo eclatante, dunque, calò il sipario sul leggendario concerto di Woodstock, iniziato nel giorno di Ferragosto del 1969 in una contea rurale dello stato di New York, nelle vicinanze della fattoria di Bob Dylan. Furono 3 giorni all'insegna del Rock, del Punk, delle controculture giovanili, dello stile Hyppie e della Beat Generation. 
Sul palco di Woodstock si esibirono 32 tra i gruppi musicali e cantanti più celebri dell'epoca: da Joan Baez a Joe Cocker, dai Who ai Grease, da Carlos Santana a Jimi Hendrix, a tanti altri protagonisti del Rock. 
La folla era impressionante: i partecipanti furono 500mila e furono subito consapevoli di assistere ad un evento che sarebbe entrato nella storia della musica, del costume e della società.
L'anno successivo, dal 26 al 30 agosto del 1970, si tenne un altro megaevento entrato nella storia della musica e della società: il Festival dell'Isola di Wight, in Gran Bretagna. Tra i protagonisti: i Doors (nella loro ultima esibizione in Europa con il fondatore Jim Morrison), Jimi Hendrix (nella sua ultima esibizione prima della sua tragica scomparsa) e i Jefferson Airplane. I presenti al Festival di Wight furono 600 mila, ma l'evento (nonostante l'importanza, il fascino della location e i numeri incredibili) non ebbe la stessa valenza storica e simbolica di Woodstock.

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