mercoledì 3 luglio 2019

MATTARELLA E L’ATTACCO DI SALVINI AI MAGISTRATI

Emanuele Macaluso
EMANUELE MACALUSO
Lo scorso 29 giugno Carola Rackete, tedesca, comandante della Sea Watch 3, venne arrestata perché, nonostante il divieto salviniano di chiusura dei porti, dopo giorni di attesa e lo sfinimento dei naufraghi, volle approdare a Lampedusa sfiorando una motovedetta dei finanzieri che si era posizionata accanto al molo. In quella occasione, Matteo Salvini disse che si trattava di una nave pirata, comandata da una criminale che meritava decine di anni di carcere. La socia di Salvini, Giorgia Meloni, aggiunse che quella nave dovesse essere distrutta e affondata.

Il presidente della Repubblica tedesca, Frank-Walter Steinmeier, ridimensionando i fatti per quel che effettivamente erano, difese la sua connazionale arrestata. Apriti cielo. La stampa della destra levò contro di lui alte e violente proteste e anche la stampa moderata si mobilitò insieme a tanti parlamentari e personalità diverse. Di fronte a tato rumore, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con garbo ma con chiaro riferimento al presidente tedesco, disse che in Italia avrebbe deciso la magistratura, rivendicandone l’indipendenza. Ben detto.
La magistratura italiana, infatti, ha deciso con una ordinanza di un giudice di Agrigento la scarcerazione della comandante Rackete. Le motivazioni sono pubbliche e si possono leggere su tutti i giornali e smentiscono, punto per punto, le accuse mosse da Salvini. Non c’è stato reato, ha detto il giudice, salvare migranti era dovere della comandante, “la motovedetta non era una nave da guerra ed il soccorso termina quando c’è un porto sicuro”.
Il Salvini, ministro dell’Interno e vicepresidente del governo italiano, dopo la decisione del giudice, ha dichiarato: “Una sentenza vergognosa e politica che libera una delinquente e che fa male all’Italia”. Salvini, ancora una volta, si identifica con l’Italia. Le parole usate dal ministro, ripeto vicepresidente del Consiglio, offendono pesantemente la magistratura e negano, con arroganza, quel che dichiarò il presidente Mattarella in garbata polemica con il suo collega tedesco Steinmeier, quando rivendicò l’indipendenza della magistratura.
Conosco e stimo Mattarella. Penso che non mancherà un suo giudizio su questo grave accadimento.
(3 luglio 2019)

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