sabato 20 luglio 2019

Magliette e cover firmate Riina: il figlio del boss rilancia il brand


di Salvo Palazzolo
L’ultimo business di Salvo, terzogenito del Capo dei capi. Scarcerato a maggio, ha subito avviato una nuova attività Lui: "Aste benefiche". Anche la sorella Lucia aveva provato a sfruttare il nome di famiglia per un ristorante a Parigi
PALERMO — Prima ha lanciato una T-shirt che raffigura il suo volto accanto a un leone, poi una cover per il telefonino. Pezzi unici, autografati "Salvo Riina". Il figlio dei capo dei capi di Cosa nostra, mafioso già condannato pure lui, è stato scarcerato a maggio e si è subito lanciato in una nuova vita social su "eBay". All’insegna di un discutibile brand: il cognome di famiglia, che ha segnato una lunga stagione di sangue, complicità e misteri (ancora attuali).
Su Facebook, il rampollo di Salvatore Riina dice che sono "aste benefiche", per sostenere la fattoria "Vita Felice" di Casalbordino (Chieti), la straordinaria creazione di don Silvio Santovito per ridare speranza a chi esce dal carcere. Ma, intanto, Riina rilancia la sua immagine con una sequenza di foto e post: ora, tiene le redini di un cavallo; ora, si rilassa su un’amaca all’ombra. E sembra che la sua principale attività sia consolidare il brand. La stessa fissazione della sorella Lucia, che nei mesi scorsi si è trasferita col marito a Parigi e ha piazzato il cognome di famiglia sull’insegna di un ristorante.

Il messaggio
Ma il giovane Riina non è soltanto il figlio di un mafioso in cerca di riscatto da una famiglia ingombrante. Giuseppe Salvatore detto Salvo, o anche Salvuccio, è un boss scarcerato. E quella T-shirt con il suo volto accanto a un leone rischia di suonare come un brutto messaggio nonostante i propositi di cambiamento. Mentre qualcuno, nel popolo di Cosa nostra, continua ad osannarlo come il possibile messia della riorganizzazione.
Di certo, una prima possibilità il giovane boss l’ha avuta, dopo la scarcerazione avvenuta nel 2008. Poi, però, durante il periodo di sorveglianza speciale a Padova, ha frequentato alcuni pregiudicati non proprio sulla via del riscatto sociale. Ed è stato rinchiuso nella casa di lavoro di Vasto.
Il successo
La prima asta benefica, quella della "T-shirt Salvo Riina" ha avuto un discreto successo: a giugno, se la sono contesa una ventina di persone, e alla fine è stata pagata 107 euro. Tre giorni fa, la nuova iniziativa, «visto l’enorme successo ottenuto», tiene a ribadire Riina junior. Ecco allora «la cover per il cellulare con il logo del mio primo libro, "Riina Family Life". Modelli disponibili per iPhone, Samsung e Huawei». Siamo arrivati a 78 euro, ma l’asta è ancora aperta.
Salvuccio Riina dice e nondice. Da una parte, fa sue le parole di chi ha capito gli errori del passato: «È dalle ferite che rinasce la vita». Dall’altro, scrive: «Niente significherebbe nulla, se non avessi vissuto una vita utile per gli altri». Chi sono "gli altri" della famiglia Riina? Il rampollo si atteggia ancora a guida. E non va dimenticato che la condanna che lo ha tenuto in carcere otto anni gli ha riconosciuto l’aggravante di essere "capo e promotore" di una cosca. Oggi, lancia dei curiosi hashtag: #salvoriina, #corleone, #humanrights, #prisoner. Salvo Riina "prigioniero", parola tanto cara al padre. E invoca i "diritti umani".
I segreti
Intanto, però, continua a non dire nulla sui segreti di famiglia, intercettati fra il 2000 e il 2002. Passando dal luogo della strage di Capaci diceva a un amico: «Io vengo dalla scuola di Corleone». E ancora: «Di uomini che hanno fatto la storia della Sicilia… linea dura, ne pagano le conseguenze, però sono stati uomini». Poi, una frase rimasta misteriosa, considerato che nei mesi delle stragi c’era anche una trattativa fra i vertici della mafia e pezzi delle istituzioni: «Ci fu troppo accanimento, e poi sciddicò (scivolò — ndr ) la palla. Nel ‘92, a maggio ci fu sta strage, a luglio l’altra, e poi giustamente a mio padre a gennaio l’hanno arrestato, perciò ci fu anche... capito? La botta… Perché io non so come sarebbe andata a finire, si o’ Statu poi un ciavissi fattu calari i corna (Se lo Stato poi non gli avesse fatto calare le corna) ». Ma cosa vuol dire "scivolò la palla"? Il brand Riina nasconde misteri attualissimi: li conosce tutti il superlatitante Matteo Messina Denaro, protagonista di quella stagione.
La Repubblica, 20 luglio 2019

Nessun commento: