lunedì 8 luglio 2019

Corleone, tentativo di truffa o difetto di comunicazione? E' polemica sui defibrillatori

Un momento dell'assemblea cittadina nella sala consiliare
Forse non è stato un tentativo di truffa, ma un semplice difetto di comunicazione tra le parti. Fatto sta che, alla temperatura già alta di questi primi giorni d’estate, a Corleone s’è aggiunto il fuoco di una polemica tra l’opposizione che fa riferimento al M5S e la maggioranza civica guidata dal sindaco Nicolò Nicolosi. Oggetto dello scontro l’istallazione di due defibrillatori a Corleone, al servizio dei cittadini e dei visitatori. O meglio, le modalità di raccolta dei fondi necessari per far fronte alla spesa. Tutto è cominciato lo scorso 10 giugno, quando la ditta Sarpiz Comunication di Camillo Sarro, con sede a Palermo, scriveva al sindaco Nicolosi per rappresentare la proposta  progettuale “Salva una vita – città cardio protetta”, che prevedeva l’istallazione di 1/2 defibrillatori semiautomatici di ultima generazione. “La realizzazione del progetto sarà resa possibile grazie alla sponsorizzazione delle aziende del luogo, che avranno in cambio la visibilità del proprio logo aziendali sui pannelli che verranno istallati in giro per il territorio”, scriveva Valerie Pizzuto, responsabile alle acquisizioni dei patrocini gratuiti dei comuni. La proposta veniva valutata positivamente (forse in maniera frettolosa) dalla vice-sindaco Maria Clara Crapisi, che proponeva al sindaco di concedere il patrocinio gratuito richiesto. Cosa che avveniva immediatamente.
E il rappresentante della ditta Sarpiz, forte della lettera firmata dal sindaco Nicolosi, ha cominciato a fare un giro capillare dei negozi e delle attività economiche della città per proporre la sponsorizzazione dei defibrillatori, acquisendo in pochissimi giorni tante adesioni. “Ma noi – hanno denunciato i consiglieri di opposizione Maurizio Pascucci, Giuseppa Dragna, Gianluca Castro, Vincenza Vasi e Luigi Modesto  - abbiamo notato subito che qualcosa non andava. Non era quantificato il costo di ciascun defibrillatore, non era quantificata la spesa necessaria, mentre avevamo notizia che la ditta aveva già raccolto circa 10 mila euro. Altro che disinteressata attività benefica a favore dei cittadini, come si voleva far credere. Qui eravamo di fronte ad una vera e propria attività imprenditoriale, che si faceva credere fosse sostenuta dal comune. Abbiamo chiesto al sindaco, anche con un’interrogazione presentata il 2 luglio, di vederci chiaro e decidere collegialmente”. Il sindaco, però, non è stato con le mani in mano. Anch’egli ha notato che qualcosa non quadrava, che il progetto “non era stato attentamente valutato”. “Ma non siamo stati compiacenti”, ha sottolineato il primo cittadino. Ha fatto convocare la ditta dai vigili urbani, alla presenza della competente commissione consiliare. E in quella sede ha fermato la raccolta fondi, che, fino a quel momento, secondo la ditta, ammontava a 8.500 euro. Stamattina ha pure revocato la concessione del gratuito patrocinio. “Noi – ha detto Nicolosi – nella riunione con i commercianti che avevano aderito all’iniziativa, tenuta oggi pomeriggio nella sala consiliare – pensavamo che la raccolta fondi si limitasse a quanto bastasse per  i due defibrillatori da istallare. Invece non è stato così. Abbiamo chiesto di fermare la raccolta fondi, invitando la ditta a manifestare disponibilità a rimborsare le somme”. Ha proposto ai presenti di valutare tre possibilità: la restituzione delle somme; la costituzione di un comitato per verificare la possibilità di istallare un numero di defibrillatori compatibili con la somma raccolta; la presentazione di un esposto-denuncia.  Ha annunciato che il comune opererà per realizzare almeno 10 postazioni pubbliche per defibrillatori a Corleone, stanziando le relative somme in bilancio.
I consiglieri di opposizione Castro, Vasi e Modesto hanno sottolineato la superficialità con cui era stato concesso il patrocinio gratuito, puntualizzando che un buon defibrillatore non costa più di 1.500 euro. Hanno annunciato che le loro proposte sono specificate nell’interrogazione già presentata al sindaco. La ditta Sarpiz, da parte sua, ha comunicato che era chiaro come la sua non fosse attività di beneficenza. E si dichiara disponibile a completare il progetto.
Nei prossimi giorni si riuniranno i commercianti aderenti al progetto con la ditta e la commissione consiliare per decidere come procedere. La speranza è che, comunque, si trovi il modo per istallare a breve alcuni defibrillatori sul territorio comunale, ormai  necessari strumenti salvavita. (dp)

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