martedì 23 luglio 2019

Corleone, protestano i volontari del Cidma, rivendicando migliori condizioni di lavoro. Sospese le visite guidate

L'ingresso del Cidma in vicolo Valenti a Corleone

DINO PATERNOSTRO
Da ieri i 18 volontari, che da anni assicuravano le visite guidate al Cidma (Centro Internazionale di Documentazione sulla mafia e sull’antimafia) di Corleone, hanno comunicato al coordinatore esecutivo (l’avv. Domenico Mancuso, recentemente nominato dal presidente) che si sarebbero astenuti da ogni attività per protestare contro un’amministrazione indisponibile ad avviare un confronto per migliorare (nel senso della stabilizzazione) il loro rapporto di lavoro. Da ieri, quindi, il Cidma ha dovuto disdire le prenotazioni di visite guidate (e rimborsare i biglietti) ed ha dovuto dire a tutti i visitatori occasionali che l’attività era momentaneamente sospesa. Un duro colpo all’immagine del Centro e, ancora di più, un danno economico non indifferente alle sue magre finanze. I volontari finora hanno ricevuto un piccolo compenso fisso per ogni visita guidata, sotto forma di prestazione di lavoro occasionale. I volontari (ragazze e ragazzi laureate/i e diplomate/i) si fanno forti dei numeri che hanno saputo costruire, i loro numeri. Negli anni hanno dimostrato di saper incrementare notevolmente le visite dei turisti, arrivando già a 9.147 in questi primi mesi del 2019, portando nelle casse del Cidma oltre 73 mila euro. “Tutto il mondo passa da Corleone!”, hanno scritto entusiasticamente sulla loro pagina Facebook. Sicuramente un’esagerazione, ma è il termometro del loro entusiasmo e della loro voglia di fare.   

Durante la gestione commissariale era stava avanzata l’ipotesi dalle stesse commissarie di formalizzare il rapporto con i volontari attraverso una cooperativa di servizi con cui il comune di sarebbe convenzionato. Ma poi non si arrivò a formalizzare nulla. Adesso i ragazzi sono tornati alla carica, ma sostengono di non aver trovato grandi disponibilità da parte dell’amministrazione comunale e del comitato direttivo del Cidma. Da qui la decisione di astenersi da ogni attività.
A quanto pare, però, all’interno del comitato direttivo del Cidma è cominciata a balenare l’idea di sostituire i ragazzi “in sciopero” con altri ragazzi disponibili a fare le guide al loro posto. Anzi, forse da qualcuno tutto questo viene visto come la possibilità di dare “lavoro” ad altri ragazzi “amici”. Il fatto è che, se è relativamente facile trovare volontari che sappiano parlare le lingue straniere più diffuse, meno facile è trovarli che conoscano gli argomenti di una visita guidata, dove bisogna conoscere e saper raccontare la storia della mafia e dell’antimafia siciliana e corleonese. Senza mettere nel conto che potrebbe configurarsi una sorta di attività di crumiraggio, vietata dai contratti di lavoro e considerata deprecabile dal punto di vista morale.
Buttano acqua sul fuoco, però, sia il sindaco-presidente del Cidma, Nicolò Nicolosi, che il vicepresidente Claudio Di Palermo. «Incontrerò al più presto gli operatori – dice Nicolosi – per ribadire loro che garantiremo tutti. Non devono avere nessuna preoccupazione». «Già stiamo pensando ad un percorso – aggiunge Di Palermo – che dovrebbe garantire legalità, trasparenza e diritti per tutti».
Probabilmente l’incontro con gli operatori del Cidma col sindaco-presidente si terrà domani pomeriggio. Lunedì prossimo, invece, è convocato il consiglio direttivo, allargato ai componenti del comitato scientifico. Ovviamente di parlerà di questo argomento “caldo”. Vedremo se verranno fuori proposte per sbloccare la situazione. E pure se (al di là delle belle parole) si comincerà a concretizzare il rilancio del Cidma, che non potrà non passare dal coinvolgimento di enti ed associazioni anche di livello nazionale e di personalità di rilievo, in grado di far diventare questo centro un luogo dove si approfondiscono i temi giuridici e socio-culturali per conoscere e contrastare meglio le mafie e per conoscere e sostenere sempre di più chi quotidianamente lotta contro di esse. (dp)

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