giovedì 25 luglio 2019

Ad Andrea Camilleri nel settimo giorno della sua scomparsa

Giovanni Perrino
GIOVANNI PERRINO*
Nell'autunno del 1994 ero Preside del Liceo Scientifico" Belfiore" di Mantova. Nei pomeriggi liberi frequentavo la storica libreria Di Pellegrini sotto i portici di Corso Umberto. Mi intrattenevo con Diego e Marina, amici e padroni di casa. Spulciando fra gli scaffali, trovai "La forma dell'acqua" di A. Camilleri. Chiesi "Chi è questo Camilleri?". Diego mi rispose con la solita ironia:" un autore illeggibile, un terrone come te, farà fallire Sellerio che già naviga in brutte acque".Sai, Sellerio andava forte con Sciascia, ha buone collane ma senza Sciascia sarà dura". "Lo compro per solidarietà" risposi recandomi in cassa. In realtà ammiravo Enzo ed Elvira Sellerio, un mito per la mia generazione fin dai tempi della libreria "Novecento" in Via Principe di Belmonte dove mi recavo appena mettevo piede a Palermo. Con Diego continuò l'amichevole scambio di battute tipo..." noi terroni siamo solidali" e " tanto a Mantova solo tu leggerai questo libro incomprensibile... tu leggi sempre libri strani". Lessi il libro con stupore e non senza qualche difficoltà; non saprei dire se quel pastiche linguistico mi piacque o meno, certo, trovai intrigante quel crinale rugoso fra lingua letteraria e dialetto.

Due giorni dopo, tornai in libreria a comprare un'altra copia...in confezione regalo. "Devi fare uno scherzo a qualcuno? Sorrise Diego mentre incartava." Ma lo sai che mia moglie lo tiene sul comodino e mentre dormicchio la sento ridere... dice che le piace e lo capisce benissimo. -Vedi che in città siamo già in due a leggere Camilleri?" Fu così che nella storica libreria mantovana, esordì Camilleri. Fummo in tanti in quei mesi a scoprire uno scrittore che, partendo da un paese dal nome inesistente, avrebbe raccontato un Paese reale, specchio di un'Italia che, grazie a Lui, è stata amata e conosciuta nel mondo. In questo specchio ci siamo riflessi imparando a tenere il libro blu in tasca o nella borsa, in modo da leggerlo in ogni momento e in ogni luogo.
Grazie di tutto Maestro, i libri restano ma è triste sapere che nel bisogno non sarai più fra noi
* Giovanni Perrino, corleonese di nascita, da anni abita a Mantova con la sua famiglia. E' stato docente e preside in tanti istituti superiori. Ha lavorato anche presso il ministero della pubblica istruzione e per cinque anni è stato dirigente delle scuole italiane in Russia, operando nella sede dell'ambasciata italiana. Ha pubblicato diverse raccolte di poesie ed ha relazioni con tanti poeti viventi, in Italia e all'estero, insieme ai quali ha organizzato diversi incontri letterari. Antifascista militante, è presidente del circolo ANPI della sua città.

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