domenica 21 luglio 2019

La Sicilia dall’altra parte della luna


di Gaetano Savatteri
Le macerie fumanti del Belice, le prime stragi di mafia la piaga dell’emigrazione, il matrimonio riparatore di Franca Viola: cos’era l’Isola nel 1969
 Il balcone della casa di mia nonna si affacciava sulla piazza di Racalmuto. Era notte di luna. Era la notte della luna. A noi cugini ci avevano tenuto svegli, perché era una notte storica e ce la saremmo ricordata per sempre. La tv in bianco e nero nel soggiorno di nonna, con il centrino ricamato e la gondola di plastica, rimandava le immagini tremanti che arrivavano dal mare della Tranquillità. Mio zio scuoteva la testa: imbroglio c’è, diceva, non può essere vero. Non capisci niente, ribatteva suo cognato, quelli americani sono, hanno teste grandi quanto un tumolo, hanno vinto la guerra e ora sono sulla luna, e tu sei sempre qui a dire minchiate.

Quarant'anni fa. Boris Giuliano, sceriffo buono, primo caduto nella mattanza

Boris Giuliano
di Attilio Bolzoni
Alle spalle, gli è scivolato alle spalle perché solo così avrebbe potuto ucciderlo. E tremava, tremava mentre sparava a tradimento per sette volte. Il più paranoico dei sicari di Corleone e il poliziotto più amato di Palermo, una mattina di luglio di quarant’anni fa. La mattina che ha aperto il romanzo nero della Sicilia.
Un bar della città nuova davanti alle palme di Villa Sperlinga, il sudore dell’afa e quello trasportato della paura, un caffè e il primo sbirro italiano che aveva avuto l’onore di frequentare il quartier generale del Federal bureau of investigation di Quantico era a terra. L’altro, Luchino Bagarella, era già un fantasma.
Palermo, 21 luglio 1979, la mafia uccide il capo della Mobile Boris Giuliano. Stava indagando sui traffici di droga dei Bontate e degli Inzerillo, sui Corleonesi a un passo dalla conquista di Cosa Nostra, sui legami dell’aristocrazia criminale mondiale con il banchiere Michele Sindona. Dieci giorni prima a Milano avevano fatto fuori l’avvocato Giorgio Ambrosoli, l’eroe borghese che era penetrato nei misteri finanziari dell’impero di don Michele. Poi è toccata allo "sceriffo buono".

Palermo, al "No Mafia Memorial" sarà ricordata Rita Atria

Rita Atria
Mercoledì 24 luglio, alle ore 18,30, a Palazzo Gulì, sede del No Mafia Memorial, via Vittorio Emanuele 353, incontro dal titolo: "Rita Atria, 27 anni di memoria attiva", organizzato dall'Associazione antimafie "Rita Atria". Interventi di: Michela Buscemi, testimone di giustizia; Osas Egbon, Associazione "Donne di Benin City"; Graziella Proto, "Le Siciliane - Casablanca"; Anna Puglisi, Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato". Coordina Nadia Furnari, Associazione antimafie "Rita Atria". Contributi artistici di: Stefania Mulè, Ninni Arcuri, Rosaria Bologna.

Precari Asp Palermo, il Tar accoglie il loro ricorso

Giornale di Sicilia, 21 luglio 2019

Corleone: bandita la gara d'appalto per i lavori del piano terra della scuola media "G. Vasi"


Il 19 luglio scorso è  stata bandita la gara per i lavori di manutenzione straordinaria del piano terra  della scuola media “Giuseppe Vasi” di Corleone, che era stato danneggiato dall’alluvione del 3 novembre 2018. La gara sarà espletata il prossimo 2 agosto. I lavori consistono nel rifacimento degli intonaci, dell’impianto elettrico, idrico, telefonico, della rete dati, della sostituzione degli infissi, e della tinteggiatura e sistemazione dei bagni. "L'intervento, il cui importo complessivo ammonta a 150.000 euro, consentirà di restituire alla popolazione scolastica un locale ristrutturato e adeguato alle esigenze degli alunni e del personale scolastico”, dice l’assessore ai LL.PP. Salvatore Schillaci. E aggiunge: “Stiamo già progettando un ulteriore intervento per sistemare gli altri locali, nonché tutti gli spazi esterni, oltre naturalmente l'intervento sul Vallone Caputo per la definitiva messa in sicurezza della scuola”. 

Corleone, assemblea cittadina sui censi a favore della parrocchia di S. Leoluca, convocata dagli agricoltori interessati


Da qualche mese c’è molta agitazione tra un gruppo di agricoltori di Corleone, che hanno ricevuto una lettera dalla società Consul Medi Immobiliare, dove si chiede a ciascuno di essi di fissare un appuntamento con un funzionario della predetta società per parlare dei censi a favore della parrocchia di S. Leoluca che gravano sui predetti terreni. Qualcuno ha fissato l’appuntamento richiesto e si è visto presentare un conteggio dei censi arretrati non pagati, che l’ha fatto saltare in aria. Evidentemente, la contestazione degli agricoltori investe la parrocchia di S. Leoluca, il suo parroco don Luca Leone e l’arcivescovo di Monreale Michele Pennisi, “rei” di avere rispolverato un diritto (o presunto tale) che si pensava ormai caduto in desuetudine. Hanno ragione gli agricoltori o ha ragione la parrocchia?
Per chiarire gli aspetti tecnico-giuridici della vicenda, un gruppo di agricoltori ha deciso di convocare un’assemblea cittadina per MERCOLEDÌ  24 LUGLIO alle ore 18.00 nei locali comunali del complesso di S. Agostino (primo piano).

sabato 20 luglio 2019

Magliette e cover firmate Riina: il figlio del boss rilancia il brand


di Salvo Palazzolo
L’ultimo business di Salvo, terzogenito del Capo dei capi. Scarcerato a maggio, ha subito avviato una nuova attività Lui: "Aste benefiche". Anche la sorella Lucia aveva provato a sfruttare il nome di famiglia per un ristorante a Parigi
PALERMO — Prima ha lanciato una T-shirt che raffigura il suo volto accanto a un leone, poi una cover per il telefonino. Pezzi unici, autografati "Salvo Riina". Il figlio dei capo dei capi di Cosa nostra, mafioso già condannato pure lui, è stato scarcerato a maggio e si è subito lanciato in una nuova vita social su "eBay". All’insegna di un discutibile brand: il cognome di famiglia, che ha segnato una lunga stagione di sangue, complicità e misteri (ancora attuali).
Su Facebook, il rampollo di Salvatore Riina dice che sono "aste benefiche", per sostenere la fattoria "Vita Felice" di Casalbordino (Chieti), la straordinaria creazione di don Silvio Santovito per ridare speranza a chi esce dal carcere. Ma, intanto, Riina rilancia la sua immagine con una sequenza di foto e post: ora, tiene le redini di un cavallo; ora, si rilassa su un’amaca all’ombra. E sembra che la sua principale attività sia consolidare il brand. La stessa fissazione della sorella Lucia, che nei mesi scorsi si è trasferita col marito a Parigi e ha piazzato il cognome di famiglia sull’insegna di un ristorante.

L’uomo sulla Luna 50 anni fa. Neil Armstrong: "un piccolo passo per l'uomo, un grande balzo per l'umanità"


di ENRICO FRANCESCHINI
Eravamo nella redazione newyorchese di Repubblica. Arrivò Neil Armstrong e parlammo di ogni aspetto della sua odissea nello spazio. Poi chiesi cosa gli avesse ispirato l'espressione diventata celebre come un versetto biblico, 'un piccolo passo per l'uomo, un grande balzo per l'umanità'. Lui diede un'alzata di spalle: “Ci pensai mentre scendevo dalla scaletta” Ma come le venne in mente una frase così poetica? Neil Armstrong diede un'alzata di spalle. Eravamo nella redazione newyorchese di Repubblica, una trentina d'anni fa. LA STORIA DELL’ESPLORAZIONE DELLA LUNA

L’anniversario della strage Borsellino. Ritorno in via D’Amelio tra i fantasmi della verità

Palermo, via Mariano D'amelio, 19 luglio 2019

di SALVO PALAZZOLO 
Al raduno folla, magliette rosse e un interrogativo tracciato sugli striscioni: " Chi ha rubato l’agenda?" " Presi in giro dallo Stato", dice Fiammetta. Il capo della polizia Gabrielli: " Dobbiamo chiedere scusa"
I fantasmi di via D’Amelio sono ancora qui, da qualche parte. Dove adesso due ragazzi con la maglietta che raffigura Paolo Borsellino tengono uno striscione. « Chi ha rubato l’agenda rossa? » , hanno scritto. Dove adesso una giovane mamma dondola il passeggino del proprio bimbo che sonnecchia. Dove alcuni giovani si sono seduti sorridenti dopo un giorno e una notte di viaggio, « perché il giudice Paolo è il nostro modello » , dicono con un accento veneto. GUARDA L'ALBUM FOTOGRAFICO

giovedì 18 luglio 2019

Il sindaco di Torretta eletto con i voti dei boss


LE INTERCETTAZIONI. “Due colpi gli avrei dato”. Le minacce del boss al giornalista di Repubblica


di Francesco Patanè
Così parlava uno degli arrestati, infastidito dalle domande di Salvo Palazzolo
PALERMO — Due autorevoli esponenti del clan Inzerillo erano parecchio infastiditi per le domande che il giornalista di Repubblica Salvo Palazzolo aveva “osato” fare al boss Francesco Inzerillo. E meditavano una vendetta esemplare: «Certo due colpi di mazzuolo gli avrei dati — diceva Benedetto Gabriele Militello, uno degli arrestati dell’ultimo blitz fra Palermo e New York, che non sospettava di essere intercettato — Due colpi di legno glieli avrei dati. Tanto che mi può fare? Che ci possono fare? … Due colpi di legno. Ma per l’azione. Non è perché siete venuti, avete fatto … ma tu casomai … e scrive per la Repubblica”.

Il mondo di Camilleri tra mosse del cavallo, giri di boa e bolle di componenda



PIETRO SCAGLIONE
Le opere di Andrea Camilleri (scrittore, regista teatrale, sceneggiatore televisivo, autore Rai e protagonista di mezzo secolo di storia) sono fondamentali per la letteratura, per la società e per la Sicilia. Propongo una mia personale classifica non in base al gradimento (sono da sempre un estimatore di Camilleri ed un accanito lettore di tutti i suoi libri), ma in base ad alcune curiosità sulle immortali opere che sopravvivono al loro amato Autore scomparso stamattina. 

IL CORSO DELLE COSE è il primo romanzo di Camilleri letto nella mia vita.  Pubblicato da Lalli nel 1978,  narra la storia di Vito, onesto lavoratore schivo e riservato, mai coinvolto in nessuna questione, ma vittima in pochi giorni di avvertimenti, minacce, attentati. In realtà, Vito è vittima inconsapevole di un gioco più grande e di dinamiche esterne alla sua esistenza. 

mercoledì 17 luglio 2019

Borsellino, i file segreti: "Protetto solo al mattino, liberi di uccidermi la sera"

Paolo Borsellino

di Salvo Palazzolo
Li ha svelati la Commissione antimafia
Il nastro appena ritrovato negli archivi della commissione parlamentare antimafia è in perfette condizioni. Anche se sono passati 35 anni, la voce del giudice Paolo Borsellino sembra essere stata registrata ieri. Dice: «Desidero sottolineare la gravità dei problemi, soprattutto di natura pratica, che dobbiamo continuare ad affrontare ogni giorno... Di pomeriggio è disponibile solo una macchina blindata, che evidentemente non può andare a raccogliere quattro colleghi. Pertanto io, sistematicamente, il pomeriggio mi reco in ufficio con la mia automobile e ritorno a casa alle 21 o alle 22. Con ciò riacquisto la mia libertà, però non capisco che senso abbia farmi perdere la libertà la mattina per essere poi libero di essere ucciso la sera». Il 19 luglio 1992, riuscirono ad ucciderlo proprio perché c’era una falla enorme nel sistema di sicurezza: mancava la zona rimozione davanti casa della madre del magistrato, dove lui si recava ogni domenica pomeriggio.

Luca Zingaretti: "Addio Andrea Camilleri!"

Luca Zingaretti con Andrea Camilleri

Il commovente messaggio d'addio di Luca Zingaretti al Maestro
"E alla fine mi hai spiazzato ancora una volta e ci hai lasciato. Nonostante le notizie sempre più tragiche, ho sperato fino all’ultimo che aprissi gli occhi e ci apostrofassi con una delle tue frasi, tutte da ascoltare, tutte da conservare. E invece è arrivato il momento di ricordare. Di cercare le parole per spiegare chi sarà per sempre per me Andrea Camilleri. Un Maestro prima di tutto, un uomo fedele al suo pensiero sempre leale, sempre dalla parte della verita' che ha raccontato tutti noi e il nostro paese. Mancherai. È inevitabile, è doveroso. Per la tua statura artistica, culturale, intellettuale e soprattutto umana. Le tue parole resteranno sempre con la stessa semplicità e con l'immensa generosità e saggezza con cui le hai condivise, da mente libera e superba quale sei.

Addio, amico e compagno Camilleri. Nelle sue opere, il peggio e il meglio della Sicilia e dei siciliani


EMANUELE MACALUSO
Andrea Camilleri è morto. Sapevo, dal medico che lo seguiva, che il terribile male che lo aveva colto un mese fa in piena salute e attività, era talmente grave per cui era molto difficile, anzi quasi impossibile, che potesse riprendere conoscenza e guarire. Tuttavia, oggi, lontano da Roma, ho appreso la notizia della sua scomparsa con una fitta al cuore. Volevo bene a Camilleri, per più motivi. Come scrittore, ha raccontato nelle sue numerose opere la Sicilia e i siciliani, con risvolti che si possono così sintetizzare: c’era il peggio e il meglio, la mafia e l’antimafia (quella vera), l’illegalità come consuetudine e l’impegno di tanti per contrastarla con l’esempio della legalità, non solo quella scritta nei codici, l’ingiustizia come pratica delle classi dirigenti e una evidente rassegnazione, contrastata dalla lotta per la giustizia.

martedì 16 luglio 2019

Quei cattolici della tradizione che non conoscono l’inquietudine


Il carro di Santa Rosalia
di Rosario Giuè 
Quest’anno il Festino ci ha invitato a guardare a Santa Rosalia, questa figura simbolica, nel segno dell’inquietudine. Rosalia donna inquieta per il dolore del mondo, per le ferite della sua città. Ma i cattolici di Palermo oggi sono inquieti? Vivono l’inquietudine del nostro tempo fino ad assumerne la fatica? Secondo Michele Serra (“L’amaca” del 9 luglio) in Italia per la maggioranza l’essere cattolici è «un omaggio alla tradizione, un’abitudine sociale, un confort identitario». Solo per una «valorosa e nutrita minoranza» di uomini e donne la fede cristiana è «testimonianza di carità». È difficile negare che anche a Palermo l’essere cattolici per la maggioranza non sia qualcosa di più di un omaggio alla tradizione. Segno ne è che spesso, non raramente, le celebrazioni dei sacramenti sono vissute come riti di passaggio sociale, senza il sorgere nella coscienza di alcuna inquietudine, se non quella di fare bella figura. L’essere cattolici, così, è qualcosa da consumare o da “pretendere”.

Agende Rosse e Centro Studi Borsellino: le iniziative per ricordare la strage di via D'Amelio


Come tutti gli anni, anche quest’anno ci troviamo a Palermo insieme alla famiglia Borsellino in occasione del 19 luglio, 27° anniversario della strage in cui persero la vita Paolo Borsellino e cinque dei suoi agenti di scorta: Emanuela Loi, Agostino Catalano, Claudio Traina, Eddie Walter Cosina e Vincenzo Li Muli.
La manifestazione si articolerà su 4 giorni con una serie di iniziative. Questo il programma:

Nuove minacce a PAOLO BORROMETI per il suo impegno di giornalista e testimone attivo dell’impegno antimafia

Paolo Borrometi
La Solidarietà di SOS IMPRESA-RETE PER LA LEGALITÀ
Paolo Borrometi: Un giornalista non può vedere alcune cose e non raccontarle. Io non mi chiedo mai se le mie inchieste porteranno a nuove minacce, il mio dovere è quello di raccontare e il diritto del cittadino è quello di sapere. Lo faccio con una paura matta , perchè ho paura di morire. Ma è il mio mestiere
Solidarietà e vicinanza a Paolo Borrometi, socio onorario di SOS IMPRESA RETE PER LA LEGALITÀ, è stata espressa dal Presidente nazionale

Corleone avrà uno sportello decentrato Inail. A Ficuzza ricordati i forestali caduti sul lavoro

Un momento della seduta del Comitato consultivo Inail a Corleone
CORLEONE-FICUZZA - Dopo anni in cui tanti importanti servizi sono stati ridimensionati o chiusi (clamoroso il caso del tribunale), finalmente un’inversione di tendenza. A settembre Corleone dovrebbe avere uno sportello decentrato dell’Inail (l’Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro), al servizio dei lavoratori e delle imprese non solo di Corleone, ma di una ventina di comuni della zona. La notizia è stata data congiuntamente stamattina dal sindaco di Corleone Nicolò Nicolosi e dal presidente del comitato consultivo provinciale Inail Michelangelo Ingrassia, ad apertura dei lavori del comitato, svoltisi significativamente nella sala consiliare della cittadina corleonese.

STORIA DEL PARTIGIANO ELLAS, NATO NEI GIORNI DELLA MARCIA SU ROMA

Il partigiano Giuseppe Benincasa (Ellas) con Ottavio Terranova (Anpi) 

di PIETRO SCAGLIONE
Il cavaliere della Repubblica Giuseppe Benincasa (sopravvissuto all'eccidio nazista di Cefalonia e scomparso 2 mesi fa all'età di 96 anni) nacque a Castronovo di Sicilia nel lontano 22 ottobre del 1922, sei giorni prima della Marcia su Roma che segnò l'avvento definitivo del fascismo. Nome di battaglia "Partigiano Ellas", ma conosciuto da tutti come lo "zio Peppino", Giuseppe Benincasa era già ribelle da bambino, sin dal 1932, quando il Podestà di Castronovo lo inviò nel Convento di San Martino delle Scale per le sue simpatie antifasciste e lo tenne lontano dal paese per diversi anni. 

sabato 13 luglio 2019

I MISTERI DI UNA STRAGE


di A. BOLZONI e F. TROTTA
Quello che una sentenza di Corte di Assise definisce «uno dei più gravi depistaggi della storia giudiziaria italiana» non è ancora un caso chiuso e destinato agli archivi. A ventisette anni dall'esplosivo che ha fatto saltare in aria il procuratore Paolo Borsellino e i cinque poliziotti che erano intorno a lui (i loro nomi: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina) c'è qualcosa di sempre più oscuro che affiora dal passato e che fa molta paura. Per esempio: "Soggetti inseriti negli apparati dello Stato” indussero il falso pentito Vincenzo Scarantino a rendere false dichiarazioni sulla strage. E poi: a quelle indaginii - ("Richiesta di collaborazione decisamente irrituale”) - parteciparono su invito del procuratore capo di Caltanissetta Giovanni Tinebra agenti dei servizi segreti guidati da quel Bruno Contrada che, qualche mese dopo, sarebbe stato arrestato per concorso esterno in associazione mafiosa. E ancora: il bersaglio del massacro, Paolo Borsellino, non fu mai ascoltato dalla magistratura che investigava su Capaci durante quei 57 giorni che separarono la sua uccisione da quella del giudice Giovanni Falcone.

Il re degli imbucati...

a cura di Andrea Iannuzzi - 13 luglio 2019

Il re degli imbucati
Si può far passare una donna che salva i naufraghi per una delinquente, si possono vietare i riferimenti ai 49 milioni sulla propria pagina Facebook, ma questa volta anche l'abilità comunicativa del "team Morisi" sembra inadeguata allo "spin" necessario per plasmare un'altra post-verità salviniana: il tentativo di trasformare Gianluca Savoini nel "re degli imbucati" naufraga proprio grazie ai social media che scovano e rilanciano decine di prove contrarie. Foto e video postati addirittura dagli stessi account salviniani in tempi non sospetti, quando la presenza di Savoini nei vertici italo-russi non rappresentava un motivo di imbarazzo. Ora Salvini prova a parlare d'altro, si impegna a negare l'evidenza, ma le immagini sono lì e da quelle non si scappa: Savoini è da anni il ministro per i rapporti con Putin della Lega e ha continuato a svolgere questo ruolo anche quando Salvini è andato al Viminale, affiancandolo negli incontri ufficiali e nelle conferenze stampa alla Tass, l'agenzia di stato moscovita che addirittura lo ringrazia per aver reso possibile l'incontro. Adesso Morisi proverà a inventarsi qualche stratagemma, ma questa volta l'impresa appare molto ardua e non basterà una foto del Capitano che beve vodka con un colbacco in testa. Che ne dite, amici?
La Repubblica, 13 luglio 2019

venerdì 12 luglio 2019

ASPETTANDO IL FESTINO: A PALERMO IN SCENA "IL TRIONFO DI ROSALIA" DI SALVO LICATA

 PIETRO SCAGLIONE
I palermitani sono in trepidante attesa per il tradizionale "Fistinu", la festa della città che ricorda la liberazione di Palermo dalla peste per intercessione della Patrona Santa Rosalia. Tutto è pronto per l'edizione 2019 del Festino di Santa Rosalia 395º - L'Inquietudine, sotto la prestigiosa direzione artistica della fotoreporter Letizia Battaglia II e del regista teatrale Lollo Franco. Una

Blitz a Ballarò contro le gang nigeriane. Black Axe, Eyie, Vikings i nuovi clan mafiosi di Palermo


Un arrestato nel blitz contro la mafia nigeriana
di Francesco Patanè
Disarticolato un “ cult”: 13 arresti nell’operazione della polizia. “ Prima di ogni azione eclatante debbono chiedere e ottenere l’autorizzazione alla famiglia della zona”, spiega un investigatore
 Stavano ricostruendo la rete di terrore e intimidazioni a Ballarò con la benedizione delle famiglie mafiose. Gli arresti di ieri mattina hanno evitato che i Vikings, una delle confraternite della mafia nigeriana a Ballarò, occupassero il vuoto di potere lasciato dagli arresti dello scorso aprile in cui finirono in carcere 13 fra capi e affiliati della confraternita degli Eyie, il gruppo che deteneva il potere fra i vicoli del mercato popolare del centro storico.

Le reazioni. E adesso la comunità nigeriana rialza la testa: “Quelle cosche rovinano la nostra reputazione”


di Claudia Brunetto 
Sono scesi in piazza a pochi giorni dal blitz contro la confraternita mafiosa nigeriana degli Eyie. Era il 16 aprile. Così gli uomini e le donne della parte sana della comunità nigeriana hanno voluto sottolineare per la prima volta che «non tutti i nigeriani sono mafiosi, proprio come non lo sono tutti i siciliani». E adesso che gli agenti della squadra mobile hanno colpito il terzo gruppo criminale nigeriano dei Viking, la comunità ribadisce che non smetterà di lottare perché si salvino le tante vittime di questi giri criminali. A cominciare dalle ragazze vittime della tratta. «Siamo stati troppo a guardare — dice Samson Olomu, presidente della Nigerian association di Palermo — e questi fenomeni criminali sono cresciuti nel tempo e si sono radicati sia nel nostro Paese che a Palermo — noi continueremo a lottare e saremo al fianco delle forze dell’ordine per dare una mano alla giustizia. La mafia nigeriana rovina tutta la nostra comunità. Non riesco a trovare lavoro solo perché sono nigeriano e come me tanti altri. E questo non è giusto».

Ci vuole abilità. Un’escursione in barca per crescere tutti insieme


di Patrizia Gariffo 
La nostra associazione da anni si occupa d’integrazione della diversità e valorizzazione delle risorse di bambini e ragazzi diversamente abili. A questo scopo, venerdì scorso è stato inaugurato il progetto "Barca Celpp integra". Nei fine settimana i nostri ragazzi faranno escursioni in barca a motore, saranno impegnati in laboratori sensoriali e giochi di acquaticità in mare. L’iniziativa è aperta anche agli esterni. Un modo per promuovere con i fatti l’inclusione.
Giovanni Filippello
Presidente Celpp Integra 
In Sicilia accade che esistano moltissime spiagge che sono inaccessibili alle persone con disabilità, e che nello stesso tempo però nascano iniziative che si servono proprio del mare come mezzo d’integrazione e di inserimento lavorativo, perché in acqua le diversità diminuiscono e le risorse individuali si potenziano.

Eletto il nuovo segretario. Mannino, leader della Cgil Sicilia: "In piazza per l’Isola e contro i neofascisti"

Alfio Mannino
di Giorgio Ruta
 Non ci sono state sorprese: Alfio Mannino è il nuovo segretario regionale della Cgil. «Sono commosso e sento il peso della responsabilità», ha detto appena eletto dall’Assemblea generale del sindacato con 119 voti a favore, 16 contrari e 3 astenuti. Il suo nome era stato proposto dal leader nazionale Maurizio Landini, dopo aver sentito le varie componenti dell’organizzazione dell’Isola. Una grande mobilitazione per lo sviluppo della Sicilia è il perno sui cui gira il discorso programmatico che Mannino ha pronunciato davanti alla platea.

Palermo, le iniziative per ricordare la strage di via D'Amelio


Palermo, le iniziative programmate in memoria della Strage di Via D'Amelio, organizzate dal Centro studi Paolo Borsellino
Mercoledì 17 luglio 2019 ore 21.00 
Atrio della Biblioteca comunale di Casa Professa: “LEGAMI DI MEMORIA” a cura di Arci Palermo e Centro studi "Paolo e Rita Borsellino", con le testimonianza di: Moni Ovadia, Alfio Foti, Vittorio Teresi, Leoluca Orlando, Luciana Castellina (video- messaggio) e gli interventi artistici di: Oriana CivileRoy PaciSalvo Piparo, Trizzi Ri DonnaInterverranno in apertura: Eliana Calandra - direttrice Biblioteca Comunale, Adham Darawsha - Assessore del Comune di Palermo

Lettera aperta di Claudio Zarcone, papà di Norman, al ministro Bussetti: "Cosa intende fare?"

Pubblichiamo  questa lettera aperta di Claudio Zarcone, papà di Norman, dalla quale traspare l'angoscia e il dolore di un padre che è stato privato della gioia di veder crescere e diventare uomo suo figlio. I suoi interrogativi sono gli interrogativi di tutte le persone che hanno subito una grande, smisurata ingiustizia. E aspettano, desiderano, vogliono risposte: a partire dalle istituzioni. Trattandosi di una vicenda intrinsecamente legato al mondo dell'istruzione universitaria, gli interrogativi sono rivolti al ministro Bussetti. "Cosa intende fare?", gli chiede Claudio Zarcone. Alla sua voce aggiungiamo anche la nostra: cosa vuole fare, ministro? (dp)
Norman Zarcone

Egregio ministro Bussetti,
dalle mie parti circola ancora un vecchio proverbio di natura popolare: “Domandare è lecito, rispondere è cortesia”. Ora capisco bene che non viviamo più nel territorio ormai sconosciuto della ‘cortesia’, ma su quello della liceità potremmo incontrarci, qualora lei si decidesse. Non dovrebbero esservi dubbi che si tratti del ‘posto migliore’. E fin quando agirò entro i confini del lecito non smetterò mai di “infastidirla” con le mie domande, con la mia richiesta di confronto. Ha riflettuto su una riforma dell’università che contempli i dettati dell’articolo 416 bis del codice penale per i casi conclamati di baronaggio (magari d’intesa col dicastero della Giustizia)? Su quella che io chiamo “associazione mafiosa di stampo accademico”? La similitudine fra il rispetto che la gente porta a “zu’ Pinuzzu” o “zu’ Tano” e quella che i giovani portano ai professori universitari, calza eccome.

IL "TRUCE" LUCRA VOTI IN ATTESA CHE NASCA L’ALTERNATIVA


EMANUELE MACALUSOIl sistema politico italiano è caratterizzato dal protagonismo della Lega e dal suo capo e capitano Matteo Salvini. E sembra che tutti siano in attesa delle prossime elezioni politiche il cui esito, però, viene dato per scontato: la Lega vincerà a man bassa e Salvini sarà il prossimo presidente del Consiglio. Magari alleato con Meloni il cui partito supererebbe, nei sondaggi, Forza Italia di Berlusconi, ormai consideratainservibile dallo stesso ministro dell’Interno.

martedì 9 luglio 2019

Francia, approvata la legge contro l'odio online


dalla nostra corrispondente ANAIS GINORI
Presentata dalla giovane deputata macroniana Laetitia Avia, lei stessa vittima di campagne discriminatorie in Rete
PARIGI - E' stata approvata la legge "anti haters" presentata in parlamento da una giovane deputata macroniana, Laetitia Avia, lei stessa vittima di campagne di odio in Rete. "Quel che non è tollerato in strada non deve essere accettato su Internet" ha spiegato Avia, 33 anni, difendendo la proposta di legge votata da una larga maggioranza di deputati: 434 voti favorevoli, 33 contrari e 69 astenuti.

Corleone, ecobonus e cessione credito di imposta, un impulso per lo sviluppo dell'edilizia

Un momento dell'incontro
Si è svolto venerdì scorso, nella sala consiliare del comune di Corleone, l'incontro organizzato dall'amministra-zione comunale e dalla CNA (Confederazione Nazionale Ar- tigiani) per informare i cittadini e le aziende sugli Ecobonus, cessione del credito per i lavori condominiali, presentata come una grande opportunità per le famiglie e le imprese. L'incontro è stato molto partecipato e i temi presentati sono stati molto approfonditi. "Auspico - ha detto l'assessore ai LL.PP. Salvatore Schillaci - che i cittadini e le imprese approfittino di questa opportunità, che consente loro di avere anticipato il credito di imposta e quindi, di fatto, il proprietario di un immobile potrà beneficiare di un contributo che può arrivare fino all'85% del costo di ristrutturazione o ammodernamento dei fabbricati, a prescindere dalla loro destinazione urbanistica". "Dopo il nuovo regolamento che riduce gli oneri di costruzione - ha spiegato l'assessore - con questo  strumento si aggiunge un ulteriore tassello all'azione di stimolo e supporto che questa amministrazione intende portare avanti per riqualificare gli immobili e dare un impulso al settore dell'edilizia, aiutandolo a ripartire". GUARDA LE ALTRE FOTO 

Diritti per i rider. Approda a Palermo la campagna nazionale #NoEasyRiders. Domani volantinaggio informativo ore 18 davanti alla sede di Social Food



E il 25 stessa ora da McDonald's. Ai ciclofattorini saranno distribuiti i braccialetti luminosi per la sicurezza.  
Palermo 9 luglio 2019 – E' in corso anche a Palermo la campagna nazionale No Easy Riders promossa dalla Cgil, in otto città italiane, per costruire insieme ai ciclofattorini, impegnati ogni giorno a bordo dei loro mezzi per le piattaforme delle  consegne di cibo a domicilio, un futuro di dignità, diritti, tutele e sicurezza. Alla mobilitazione #NoEasyRiders aderiscono Bologna, Firenze, Milano, Napoli, Palermo, Roma e Torino. La confederazione scende in strada per stare accanto ai lavoratori del food delivery e informarli che il sindacato è da mesi in campo con proposte legislative e contrattuali. L'appuntamento a Palermo è domani  alle 18 davanti alla sede di Social Food, in via Catania, 168, per un volantinaggio informativo  sulle proposte della Cgil per i  Riders.

Il volto segreto del filosofo. C’è speranza: così Sartre cambiò idea


di Massimo Recalcati
L’ultima testimonianza, un’intervista ora ripubblicata, ribalta l’immagine dell’esistenzialismo. Meno angoscia e più apertura a un principio di fratellanza fra gli uomini
L’ultima intervista dal carattere testamentario rilasciata da Sartre al suo segretario personale Benny Lévy poco prima della sua morte avvenuta il 15 aprile del 1980, suscitò un profondo scandalo tra i suoi amici più intimi a cominciare da Simone de Beauvoir. Come era possibile che il filosofo che aveva sostenuto che "l’inferno sono gli Altri", che aveva messo in rilievo la natura necessariamente conflittuale delle relazioni umane, che aveva irriso la morale borghese della solidarietà e dell’Uomo (basti ricordare il giudizio tagliente sul romanzo di Camus, La pestereo di diffondere una "morale da crocerossina"), in quella intervista riabilitasse sentimenti come la speranza, la reciprocità, la fratellanza, la condivisione? Non era forse il segno inequivocabile del decadimento della sua lucidità o, peggio ancora, dell’azione subdolamente manipolatoria del suo intervistatore che non nascondeva la propria appartenenza alla cultura ebraica?

Intervista al segretario generale della Cgil. Landini: "Per un fisco più giusto, meno tasse ai lavoratori dipendenti"


di Marco Patucchi
«È stato importante evitare la procedura d’infrazione, perché l’avrebbe pagata la nostra gente». Maurizio Landini usa spesso quel concetto nel suo intercalare: «La nostra gente». Però ci tiene a spiegarlo, a chiarire che non ha alcuna connotazione di appartenenza politica, sindacale o di altro tipo: «La nostra gente sono tutti quelli che cercano lavoro o che il lavoro già ce l’hanno e chiedono il rispetto dei diritti. Insomma la dignità». Per il leader della Cgil, dunque, l’archiviazione della procedura Ue è una buona notizia. Ma niente di più. «In fondo la Commissione ci ha solo rimandato ad ottobre, perché i problemi strutturali del Paese, dalla mancata crescita all’evasione, dalla disoccupazione alla politica industriale, restano irrisolti. Senza contare la figura che abbiamo fatto…».
A cosa si riferisce?

Migranti: solo uno su dieci arriva con le Ong, gli altri sono fantasmi


di Alessandra Ziniti
Nel 2019 le navi umanitarie hanno sbarcato 297 migranti sugli oltre 3mila approdati da soli con barchini o pescherecci
ROMA — Adesso anche le navi militari a difesa dei porti italiani. Quelle impiegate fino all’anno scorso per salvare i migranti ora saranno chiamate a fronteggiare le "incursioni" delle navi umanitarie che dovessero decidere di ignorare l’alt, come hanno fatto la Sea-Watch 3 e la Alex. Matteo Salvini schiera le forze armate nella sua "guerra" contro le Ong, come se fosse quella la strada per fermare i flussi migratori. Ma i numeri, quelli che il ministro dell’Interno ha sul tavolo, raccontano tutta un’altra storia. Dicono, tanto per cominciare, che meno di un migrante su dieci arriva in Italia con le Ong. Eccoli i numeri: nel 2019, con sei sbarchi, le navi umanitarie hanno portato a terra solo 297 persone sulle 3.082 approdate in Italia nei primi sei mesi dell’anno, meno del 10 per cento. Ma è solo lì che, fino ad ora, si è concentrata la controffensiva del Viminale.

L’intervista al sottosegretario Spadafora "L’Italia è più sessista e Salvini dà il cattivo esempio"


di Maria Novella De Luca
«L’Italia vive una pericolosa deriva sessista. Come facciamo a contrastare la violenza sulle donne, se gli insulti alle donne arrivano proprio dalla politica, anzi dai suoi esponenti più importanti?». Un esempio? «Gli attacchi verbali del vicepremier alla capitana Carola.
L’ha definita criminale, pirata, sbruffoncella. Parole, quelle di Salvini, che hanno aperto la scia dell’odio maschilista contro Carola, con insulti dilagati per giorni e giorni sui social». Va giù duro Vincenzo Spadafora, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alle Pari opportunità, mentre descrive il nuovo clima di attacco ai diritti civili e ai diritti delle donne che sembra solcare l’Italia da Nord a Sud. Oggi, insieme alla ministra Giulia Bongiorno, Spadafora presenterà il primo censimento nazionale dei centri antiviolenza, annunciando l’arrivo di nuovi fondi, ma anche di più rigorosi criteri di controllo sull’operato dei centri stessi.
Spadafora, c’è un brutto clima?

lunedì 8 luglio 2019

Corleone, tentativo di truffa o difetto di comunicazione? E' polemica sui defibrillatori

Un momento dell'assemblea cittadina nella sala consiliare
Forse non è stato un tentativo di truffa, ma un semplice difetto di comunicazione tra le parti. Fatto sta che, alla temperatura già alta di questi primi giorni d’estate, a Corleone s’è aggiunto il fuoco di una polemica tra l’opposizione che fa riferimento al M5S e la maggioranza civica guidata dal sindaco Nicolò Nicolosi. Oggetto dello scontro l’istallazione di due defibrillatori a Corleone, al servizio dei cittadini e dei visitatori. O meglio, le modalità di raccolta dei fondi necessari per far fronte alla spesa. Tutto è cominciato lo scorso 10 giugno, quando la ditta Sarpiz Comunication di Camillo Sarro, con sede a Palermo, scriveva al sindaco Nicolosi per rappresentare la proposta  progettuale “Salva una vita – città cardio protetta”, che prevedeva l’istallazione di 1/2 defibrillatori semiautomatici di ultima generazione. “La realizzazione del progetto sarà resa possibile grazie alla sponsorizzazione delle aziende del luogo, che avranno in cambio la visibilità del proprio logo aziendali sui pannelli che verranno istallati in giro per il territorio”, scriveva Valerie Pizzuto, responsabile alle acquisizioni dei patrocini gratuiti dei comuni. La proposta veniva valutata positivamente (forse in maniera frettolosa) dalla vice-sindaco Maria Clara Crapisi, che proponeva al sindaco di concedere il patrocinio gratuito richiesto. Cosa che avveniva immediatamente.

Il 20 luglio a Chiusa Sclafani, "Ali di Gigante" di Emanuele Arcuri


Sabato 20 luglio 2019 alle ore 17:30, presso i locali del complesso monumentale “Badia” di Chiusa Sclafani Emanuele Arcuri presenterà il suo primo romanzo: “Ali di Gigante”.
Insieme a lui saranno presenti il sindaco di Chiusa Sclafani" Dott. Francesco Di Giorgio, il Prof. Giuseppe Gullo (autore della prefazione), la prof.ssa Antonella Campisi e la Dott. ssa Alessandra Guagliardo. Moderatrice della presentazione sarà l'avv. Irene Contorno.
Il romanzo è edito dalla casa editrice palermitana Wordmage, da sempre vicina a temi di rilevanza sociale.
Emanuele Arcuri, classe 1988 e originario di Chiusa Sclafani, si presenta ai lettori con un romanzo impegnato nel quale affronta un tema molto attuale come quello del bullismo nelle scuole. Lo fa unendo il ricordo all’emozione, la difficoltà alla spensieratezza di uno studente di provincia che, giunto ad una certa fase della sua vita, si sente in dovere di farsi delle importanti domande sul suo passato, sul suo presente e su quello che sarà il futuro che lo attende.

8 luglio 1960. Ricordata una pagina di storia tragica di Palermo, con 4 cittadini morti in difesa della democrazia

Un momento della premiazione degli studenti

“Gli elaborati degli  studenti, donati alla città,  diventino in vista dell'anniversario dei 60 anni delle installazioni in piazze e vicoli per  non perdere la memoria di quei fatti”.   Palermo 8 luglio 2019 – “I lavori fatti dagli studenti,  per ricordare gli avvenimenti  dell'8 luglio 1960,  siano donati alla città e realizzati in scala, con delle installazioni, per ricordare i 4 morti di Palermo di quell'anno in una piazza o in vicolo di Palermo”.  Lo ha chiesto il segretario generale Fillea Cgil Palermo, Piero Ceraulo, a conclusione delle iniziative svolte oggi in memoria dei tragici avvenimenti dell' 8 luglio 1960 a Palermo, in cui persero la vita  Andrea Gangitano, 19 anni, operaio edile, Francesco  Vella, dirigente sindacale della Fillea di 42 anni, Giuseppe Malleo, un altro giovane, e la signora  Rosa La Barbera, che per caso si era ritrovata coinvolta negli scontri con la polizia.    

La Chiesa contro Cosa Nostra, proposto un ”Osservatorio contro la mafia” in Sicilia

Mons. Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo
Il progetto è stato avanzato da don Francesco Michele Stabile e don Cosimo ScordatoE’ sempre più grande l’impegno della Chiesa contro la mafia. Un gruppo di sacerdoti palermitani ha chiesto l’istituzione di un “osservatorio ecclesiale sulla mafia in Sicilia” che abbia uno sguardo cristiano sul fenomeno mafioso e sull’infiltrazione di mani mafiose negli interessi legati alle processioni o altri eventi di natura religiosa. Come riporta il Giornale di Sicilia, un gruppo di sacerdoti palermitani ha firmato una lettera e l’hanno consegnata a monsignor Corrado Lorefice. L’arcivescovo di Palermo ha accolto con favore la proposta e l’ha depositata alla Conferenza episcopale siciliana, che la esaminerà in autunno.

Palermo, 8 luglio 1960: iniziativa “Memorie di una lotta cittadina” con la presentazione dei lavori fatti dagli studenti dell'Almeyda in ricordo delle vittime

Palermo, 10 luglio 1960, i funerali di Francesco Vella e Andrea Gangitano

In mattinata le corone di fiori e il corteo in via Maqueda  
Palermo 5 luglio 2019 – Lunedì saranno ricordati gli avvenimenti tragici dell'8 luglio 1960 a Palermo. Un corteo partirà alle 8,30 da piazza Verdi, all'angolo con la  via Spinuzza, per raggiungere la lapide posta all'angolo tra via Maqueda e  via del Celso. Alle 10,30 a seguire, si terrà una iniziativa presso la Camera del Lavoro di Palermo, in via Meli, 5, dal titolo “Memorie di una lotta cittadina. Per la difesa della democrazia e la conquista di salario, diritti e lavoro”. All'incontro sarà rievocata una pagina di storia, i disordini dell'8 luglio del 1960  nelle strade del centro di  Palermo, durante lo sciopero e la manifestazione di protesta contro il governo Tambroni,   in cui  persero la vita, per la repressione delle forze di polizia, Francesco Vella,  dirigente della Fillea Cgil e Andrea Gangitano,  operaio edile.