lunedì 24 giugno 2019

ISTAT, QUEL DIVARIO CHE AFFOSSA IL MEZZOGIORNO


EMANUELE MACALUSO
L’Istat ha pubblicato i dati sull’occupazione e sulla disoccupazione comunicando che, nel decennio 2008-2018, l’occupazione è aumentata di 225 mila unità nonostante il rallentamento del ritmo di crescita. Tuttavia, l’Istat osserva che “i divari territoriali si sono acuiti sul piano numerico come sul piano della qualità del lavoro. Il centro-nord, con 384 mila occupati in più rispetto al 2008, conferma il pieno recupero mentre nel Mezzogiorno il saldo resta negativo (-260 mila) con meno della metà degli occupati che, nel 2018, poteva contare su un lavoro stabile ed a tempo pieno. A trainare la ripresa nel centro-nord, le professioni qualificate mentre nel centro-sud crescono le professioni non qualificate e quelle esecutive nel commercio e nei servizi”.

Quindi, in questi anni, il divario Nord-Sud, complessivamente e su tutti i fronti, si è amplificato. Quando su questo spazio dicevamo che la questione meridionale è stata cassata dalle politiche dei partiti in campo e dei governi, purtroppo dicevamo il vero. L’avvento al governo del leghismo nordista e dei demagoghi inconcludenti del M5S ha aggravato la situazione. Infatti, pensare di modificare questo andazzo con il cosiddetto reddito di cittadinanza è pura demagogia. In questi giorni abbiamo assistito allo spettacolo delle migliaia di aspiranti “navigator” che puntano certamente ad uno stipendio e che, a loro volta, dovranno trovare un lavoro che non c’è ai beneficiari del reddito di cittadinanza. È evidente che si tratta di clientelismo allo stato puro. Piuttosto che intervenire con investimenti pubblici per sollecitare lo sviluppo, incoraggiando anche gli imprenditori privati, si distribuiscono mance a possibili elettori.
Oggi, a Reggio Calabria, i sindacati uniti manifestano chiedendo un radicale mutamento della politica economica e sociale. È una manifestazione significativa ma non sappiamo quanto ascolto avrà dal governo. Il Pd, partito di centrosinistra e di opposizione, dovrebbe riproporre, nel quadro economico sociale odierno, la questione meridionale, riaprire una grande vertenza politica chiamando i cittadini a discutere e a lottare. Solo così, forse, tanti cittadini disorientati, occupati e disoccupati, elettori del nordista leghista e del variegato mondo grillino potranno avere un’alternativa.
(22 giugno 2019)

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