mercoledì 19 giugno 2019

Cure a rischio, la protesta dei diabetici


di Giusi Spica
Finite le scorte dei sensori per gli infusori di insulina. Strigliata di Musumeci, interviene l’Asp
 Erano pronti ad azioni di forza, c’è addirittura chi ha minacciato lo " sciopero dell’insulina", mettendo a rischio la propria vita, pur di vedersi riconoscere il diritto alle cure necessarie per il diabete. Perché da giorni i sensori per far funzionare i micro-infusori salva-vita di ultima generazione non si trovano in nessuna farmacia territoriale. Dopo la lettera aperta al presidente della Regione da parte di un diabetico palermitano, è sceso in campo il governo regionale. Soltanto dopo la strigliata di Nello Musumeci e dell’assessore alla Salute Ruggero Razza, l’azienda sanitaria ha fatto sapere che da oggi tutti i pazienti avranno ciò di cui hanno bisogno.

A innescare la protesta una nota del direttore del dipartimento del farmaco, Maurizio Pastorello, che il 7 giugno ha chiesto per iscritto al primario della Diabetologia di Partinico Vincenzo Provenzano di sospendere le prescrizioni, in attesa della fine delle procedure di gara. Da qui l’amara sorpresa: chi nei giorni scorsi è andato alla farmacia ospedaliera per ritirare i sensori che rilevano il grado di glicemia nel sangue ogni cinque minuti, necessari per mettere in moto il microinfusore prodotto dall’azienda Medtronic, è stato rispedito a casa a mani vuote. Eppure questo apparecchio sperimentato su una settantina di pazienti ha migliorato la vita dei diabetici, non più costretti a convivere con la paura di continue crisi e con la siringa di insulina sotto il cuscino.
« Ci hanno dato una Ferrari senza carburante » , ha scritto Fabrizio Zanca. « I sensori non ci sono, non vengono forniti, l’Asp non li dà, le farmacie li distribuiscono con fantasia e il distributore - dice - non è in grado di sostenere da solo tante richieste. A questo punto comincia un odioso balletto col solito rimpallo di responsabilità il cui terminale ultimo è naturalmente la salute dei pazienti » . A determinare l’intervento del governatore, è stata la denuncia del giornalista Salvo Ricco: « Non ci interessa chi sta sbagliando in questa storia, ci interessa solo che le farmacie tornino ad avere i sensori adatti a questi apparecchi moderni, paragonabili a un pancreas artificiale. Ma per protesta smetterò di assumere insulina, mettendo a rischio la mia salute » . Su 4.700 persone colpite da diabete in provincia di Palermo, sono 1.400 (dati Asp) i portatori di tecnologia avanzata e tra questi 14 i pazienti rimasti senza sensori da venerdì.
Su invito del governatore, l’assessore ieri mattina ha convocato un vertice in assessorato: «Il direttore generale dell’Asp di Palermo è stata invitata ad agire sollecitamente », è l’ultimatum giunto da piazza Ziino alla manager Daniela Faraoni. Che ieri sera ha rimesso in moto la macchina: «L’esaurimento è stato dovuto alla fornitura di tali presidi anche ad altri pazienti per i quali si è potuto constatare che l’utilizzo di questi sensori ha prodotto effetti positivi. Da oggi i sensori saranno nuovamente disponibili ed è in corso la procedura di approvvigionamento fino alla fine dell’anno ».
Dietro il botta e risposta, c’è una guerra sotterranea che coinvolge anche le case distributrici dei presidi di ultima generazione. Non solo la Medtronic, ma anche altre case farmaceutiche chiedono di entrare nella partita e spartirsi la torta. Di qui il braccio di ferro tra il dipartimento del farmaco, che gestisce le gare per l’acquisto, e i centri prescrittori che privilegiano l’uno o l’altro dispositivo. Non ne fa mistero la stessa manager: « È importante ancorare il nuovo fabbisogno ad un’attenta analisi avvalendosi di un atto che possa consentire l’acquisto non sottoposto ad alcuna logica di possibile condizionamento da parte dei distributori», scrive Faraoni. Un modo per invitare i medici a non sottostare al pressing dei " Big Pharma". Peccato che a farne le spese siano sempre i pazienti.
La Repubblica Palermo, 19 giugno 2019

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