mercoledì 1 maggio 2019

PORTELLA DELLA GINESTRA ANCORA UN PRIMO MAGGIO SENZA VERITÀ E GIUSTIZIA

Portella della ginestra, 1° maggio 2019

"Portella della Ginestra", l'associazione dei familiari e dei sopravvissuti della strage del 1° Maggio 1947, in occasione del 72° anniversario della strage ha reso pubblico questo documento:
PORTELLA DELLA GINESTRA ANCORA UN PRIMO MAGGIO SENZA VERITÀ E GIUSTIZIA (Piana degli Albanesi 30 aprile 2019) Il 72° Anniversario della strage di Portella della Ginestra come le tante commemorazioni che lo hanno preceduto sarà ancora una volta caratterizzato dalla mancanza di verità e di giustizia. Le nostre richieste alle massime Autorità dello Stato di rendere pubblici tutti gli atti istruttori relativi ai procedimenti sui mandanti della strage di Portella della Ginestra e sui responsabili dell’omicidio di Gaspare Pisciotta istruiti, ed archiviati, nei primi anni ’50 dalla Procura di Palermo non sono state accolte nonostante la direttiva Prodi del 2 maggio 1998 di desecretare tutti i documenti attinenti l’eccidio di Portella.
In quelle carte si trovano le ultime e inedite rivelazioni di Gaspare Pisciotta sui mandanti della strage di Portella e sui padrini mafiosi che ben prima del Primo Maggio 1947 affiliarono Salvatore Giuliano a Cosa Nostra. La storia della Repubblica Italiana è piena di grandi misteri non svelati e purtroppo è stata scritta anche con il sangue innocente delle vittime della strage di Portella della Ginestra. Nonostante tutte le evidenze storiche raccontano il contrario, non vogliamo o meglio non possiamo accettare come Associazione dei familiari delle vittime il pessimismo di Leonardo Sciascia che nel 1979 a proposito di Portella scrisse: «Chi non ricorda la strage di Portella della Ginestra, la morte del bandito Giuliano, l’avvelenamento in carcere di Gaspare Pisciotta? Cose tutte, fino a oggi, avvolte nella menzogna. Ed è da allora che l’Italia è un Paese senza verità. Ne è venuta fuori, anzi, una regola: nessuna verità si saprà mai riguardo ai fatti delittuosi che abbiano, anche minimamente, attinenza con la gestione del potere».

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