venerdì 3 maggio 2019

Landini a Palermo: "Senza il Sud il Paese non riparte, il governo faccia vera lotta alla mafia"

Landini a Palermo per la tre giorni dello Spi-Cgil

Il leader della Cgil a Brancaccio per la tre giorni organizzata a Palermo dal sindacato pensionati critico con l'esecutivo guidato da Conte. "Salvini deve sapere che le leggi devono rispettare la Costituzione e i giudici fanno rispettare la Costituzione". La Cgil riparte dalle periferie e simbolicamente dal quartiere Brancaccio di Palermo. Nell’auditorium intitolato al piccolo Giuseppe Di Matteo sciolto nell’acido perché figlio di un pentito di mafia per ordine dei fratelli Graviano, a due passi dalla chiesa di San Gaetano, quella di Padre Pino Puglisi il sindacato dei pensionati Cgil, lo Spi, ha riunito i suoi delegati provenienti da tutta Italia. È la seconda giornata dell’iniziativa “Dalla parte giusta, memorie, parole e azioni per la legalità” che terminerà domani a Portella della Ginestra. A Brancaccio con il segretario regionale Spi Cgil Maurizio Calà il segretario nazionale Ivan Pedretti e il leader della Cgil Maurizio Landini. Insieme a loro il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, Maurizio Artale del Centro Padre Nostro e due sindacaliste “di frontiera” che operano a Brancaccio e Borgo Nuovo, Emanuela Bortone e Rachela Bondici.

 “Brancaccio è un simbolo della sfida che il nostro sindacato vuole vincere – ha spiegato Calà – un simbolo di come la lotta per legalità sia strettamente legata a quella per il lavoro”. Ivan Pedretti ha sottolineato l’importanza del progetto di una nuova piazza che diventerà anche un collegamento fra il quartiere e via Oreto, cioè l’ingresso alla città, progetto esecutivo “regalato” dal Centro Padre Nostro al Comune di Palermo. “Rompere l’isolamento – ha detto Pedretti – dare ai cittadini un luogo di convivenza è la base per il recupero di tutti i quartieri periferici delle grandi città, da Palermo a Roma a Genova e Torino. L’impegno del nostro sindacato per la realizzazione di questo progetto è un tassello dell’impegno per lo sviluppo del Paese. Siamo stati sempre presenti nei quartieri disagiati e vogliamo continuare ad esserci anche in futuro”.
 
“Impegnarsi per legalità, parlare di lotta alla mafia continua ad essere fondamentale e non solo a Sud – ha spiegato Maurizio Landini – la mafia forse oggi spara di meno ma forse perché ha nuovi modi per agire indisturbata e uno di quei modi è la finanza, gli affari. Per questo si allarga sempre di più quella zona grigia dove prolifera la corruzione che è la nuova emergenza del Paese. Non è un caso che il più grande processo contro la ndrangheta si stia svolgendo a Reggio Emilia e non a Reggio Calabria. Bisogna fare una lotta alla mafia vera e questo vuol dire un’assunzione di responsabilità anche politica perché fino a che esistono zone grigie e connivenze è chiaro che questi temi non vengono affrontati. La mafia non è solo un problema del Sud come lo sviluppo non è solo un problema del Sud”.
 
“Ma il Mezzogiorno e il Sud – ha continuato Landini - sono il grande assente sia dalla legge di stabilità sia dalle politiche che si stanno discutendo perché il lavoro lo si crea facendo investimenti. Se non c'è una ripresa degli investimenti, sia pubblici che privati, e un'idea di sistema che veda come valorizzare le competenze territoriali il lavoro non si crea. Questa idea di autonomia differenziata credo sia una cosa molto pericolosa e molto sbagliata, non solo perché divide ulteriormente il Paese ma perché è una bugia pensare che, in un mondo così globalizzato, i problemi li risolvi chiudendoti nel tuo condominio, nel tuo Comune. Stai vendendo una cosa che non è vera”.

E Landini ha chiarito: “I problemi della Sicilia non li risolve semplicemente la Sicilia, così come quelli della Calabria o della Puglia - aggiunge - Bisogna uscire da questa logica che l'autonomia risolve i problemi, l'autonomia li risolve se c'è un progetto generale di sviluppo del Paese. In Sicilia mancano infrastrutture, asili, scuole, ospedali. Il 22 giugno con Cgil, Cisl e Uil abbiamo organizzato una grande manifestazione a Reggio Calabria. Sono tanti anni che non si fa. Non è una manifestazione del Sud per il Sud è una manifestazione di tutto il sindacato italiano per dire che se non c'è un rilancio degli investimenti, un'idea di sviluppo del Mezzogiorno, non c'è una crescita nemmeno del Paese e non c'è nemmeno un ruolo del Paese all'interno dell'Europa perché sarebbe utile che tutti si rendessero conto che l'Italia è nel Sud dell'Europa”.

"Salvini deve sapere che le leggi devono rispettare la Costituzione e i giudici fanno rispettare la Costituzione. Quando una legge non rispetta la Costituzione non c'è da cambiare la Costituzione c'è da cambiare la legge perché vuol dire che non va bene e non rispetta i principi della nostra Costituzione". Ha poi aggiunto il segretario della Cgil commentando le parole del ministro dell'interno a commento della sentenza del tribunale di Bologna che obbliga il sindaco del capoluogo emiliano a concedere la residenza a due richiedenti asilo, non iscritti all'anagrafe in virtù del cosiddetto decreto Salvini. "Sentenza vergognosa - aveva detto il ministro - Se qualche giudice vuole fare politica e cambiare le leggi per aiutare gli immigrati, lasci il tribunale e si candidi con la sinistra".
La Repubblica, 3 maggio 2019

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