giovedì 30 maggio 2019

Ci vuole abilità. Ripartono alcuni servizi, ma la scuola è un’ipotesi


di PATRIZIA GARIFFO 
Dopo una sospensione di 18 giorni è ripreso, a Caltanissetta, il servizio di assistenza alternativa al ricovero per gli studenti sordi e ciechi. Sempre a maggio sono stati sospesi tutti i servizi di assistenza nelle scuole. Il calvario degli studenti disabili, però, dura da 9 mesi, tanto che hanno frequentato a singhiozzo, perché non c’era la certezza di cosa sarebbe accaduto il giorno dopo. Ciò che ci spaventa è che l’anno prossimo avremo gli stessi problemi.
Teresa
La scuola non dura per tutti gli studenti 200 giorni, per quelli disabili dura meno. Per alcuni ragazzi può essere piacevole, ma per quelli per cui essa rappresenta l’unica possibilità di socializzazione con i coetanei non lo è. Ciò rende la loro condizione ancora più penalizzante e lascia le famiglie nella costante incertezza di non sapere cosa accadrà il giorno dopo. Per gli alunni di Caltanissetta, ma non solo, la frequenza è stata travagliata per l’intero anno.
A novembre le ore di assistenza alla comunicazione, indispensabili, sono state dimezzate e l’insegnamento domiciliare sospeso. Le vacanze natalizie, poi, sono durate più del previsto perché le coperture finanziarie non hanno permesso che i ragazzi delle scuole superiori avessero l’assistenza igienico personale e quella alla comunicazione e all’autonomia personale, il servizio di trasporto e l’insegnante domiciliare per gli alunni non vedenti, ipovedenti e audiolesi. Infine, a maggio tutti i servizi sono stati bloccati dal 20 al 25, e gli insegnanti non hanno seguito i loro allievi a casa dall’ 8 al 25. Ora tutto sembra risolto perché, dopo l’ennesima protesta delle famiglie e delle associazioni, la Regione ha assicurato che i servizi proseguiranno fino a giugno, pure per i ragazzi impegnati negli esami di stato e di licenza media. Tutto è bene quel che finisce bene, quindi? No, perché il timore è che nel nuovo anno scolastico si ripresentino gli stessi disagi. Purtroppo, non è una paura infondata perché la coperta sarà sempre troppo corta se il capitolo di spesa per i servizi di assistenza, tutti necessari per l’inclusione e il benessere fisico e psicologico di questi studenti, non verrà aumentato di 12.600.000 euro. Già da ora, inoltre, si devono programmare le strategie utili per evitare i soliti disservizi. Dalle prossime settimane, infatti, sia i Comuni che i Liberi consorzi, competenti per le scuole, conosceranno il numero degli studenti disabili e potranno chiedere alla Regione le risorse necessarie. Così, ci si chiede perché, ogni anno a settembre, è come se si ignorasse che esistono ragazzi con dei bisogni speciali, cui si deve far fronte altrimenti non possono frequentare, com’è loro diritto.
La Repubblica Palermo, 30 maggio 2019

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