lunedì 22 aprile 2019

Palermo. Il boss che parlava troppo. Piccole e grandi storie di mafia

Palermo, Porta Nuova

La macchina di Rubens D'Agostino è stata una miniera di informazioni sul mandamento di Porta Nuova.
PALERMO - "Masino, il Di Giovanni“ aveva “le corna dure”. Rubens D'Agostino si gonfiava il petto mentre transitava in macchina davanti alla macelleria del capomafia Tommaso Di Giovanni in via Silvio Pellico, alla Zisa. Era orgoglioso della sua amicizia con il boss.Nella mafia chiacchierona dei boss che parlano troppo D'Agostino si è meritato un posto d'onore. Se ne andava in giro, quasi sempre a bordo di una Fiat Panda,  commentando ogni cosa. Parlava, parlava, parlava e i carabinieri trascrivevano.
Se gli investigatori conoscono i segreti del mandamento di Porta Nuova il merito o la colpa, dipende dai punti di vista, è pure di D'Agostino arrestato nel blitz dello scorso dicembre.
Al suo racconto inconsapevolmente offerto alla microspie si deve la conoscenza di piccoli e grandi segreti delle famiglie mafiose. Dagli accordi sulla proprietà di un noto bar risolti con le maniere forti (“... l'ho mandato all'ospedale...”) all'accordo sull'apertura di una pompa di benzina (“... quello deve domandare pure il permesso a me...”) dove non era gradita una certa clientela (“... gli fanno la benzina gli sbirri...”), dall'esistenza di un 'uomo d'oro' a Porta Nuova soprannominato “Berlusconi” al cognato del capomafia Gregorio Di Giovanni messo da parte.
In panchina era finito anche Paolo Calcagno, che è stato il reggente del mandamento di Porta Nuova. Un interregno dovuto alla forzata assenza dei fratelli Di Giovanni. Un reggente per caso, lo definiva D'Agostino, ma presto le cose sarebbero cambiate: “... ci sono cristiani che hanno sessant'anni che ancora ... fanno i soldati dice... per certuni... capisci cos'è il discorso?... dice ma... uscendo... dice... è buono che c'è nella troupe... che c'è qualcuno fuori... lui si può stare là... in panchina". Piuttosto che in panchina Calcagno è finito in carcere.LiveSicilia.it

Nessun commento: