domenica 14 aprile 2019

La Sicilia sempre più leghista: il sindaco di Chiusa Sclafani passa con Matteo Salvini

Gli amministratori comunali di Chiusa Sclafani passati con la Lega.
Da-sx: Stefano Sciabica, Pietro Giammalva, Francesco Di Giorgio,
Stefano Candiani, Agata Milazzo, Igor ed Elio Ficarra

La Sicilia sempre più leghista. Il partito di Matteo Salvini miete consensi arruolando sindaci e consiglieri comunali. Gli ultimi ad aderire in ordine di tempo amministrano un piccolo centro in provincia di Palermo, tremila abitanti fra le colline del Corleonese. Sono il sindaco Francesco Di Giorgio e il suo vice, Stefano Sciabica, affiancati dalla giovane assessore Agata Milazzo. Si aggiungono a tre loro colleghi che avevano già detto sì al Carroccio qualche mese fa: il presidente del Consiglio comunale, Elisa Gendusa, e altri due consiglieri, Pietro Giammalva e Teresa Marchese. Benvenuti a Chiusa Sclafani, il Comune più leghista di Sicilia.

Il matrimonio politico tra Matteo Salvini, che sarà a Corleone il 25 aprile, e la giunta di governo del paese a metà strada fra Palermo e Agrigento si è celebrato qualche giorno fa nel capoluogo siciliano nelle mani del senatore Stefano Candiani, sottosegretario al ministero dell’Interno e commissario straordinario del nuovo corso leghista nell’Isola, e di Igor Gelarda, capogruppo del Carroccio in Consiglio comunale a Palermo e responsabile regionale enti locali, l’artefice del radicamento territoriale che il partito sta avendo negli ultimi mesi in Sicilia.
“La Lega sta riservando molta attenzione ai piccoli centri dell’entroterra siciliano – dice Gelarda – quelli che la vecchia politica ha condannato ad un destino di disoccupazione ed emigrazione giovanile. Per rendersi conto del sottosviluppo, basta osservare lo stato di abbandono delle strade più interne dell’isola, che rendono quasi impossibili, oltre che pericolosi, i collegamenti. Stiamo lavorando per mettere un argine a questo sfacelo – aggiunge l’esponente siciliano del Carroccio – con la certezza che se riparte l’entroterra, a cominciare dall’agricoltura e dall’allevamento, ma anche dall’edilizia, riparte tutta la Sicilia. Tutto questo si potrà realizzare grazie al nostro governo del buon senso, ad amministratori locali capaci ed onesti che sappiano valorizzare i loro territori nel rispetto delle identità ma soprattutto – conclude Gelarda – grazie al radicamento crescente della Lega nella macchina regionale per cambiare, a partire dagli scranni più alti della politica siciliana, il corso della storia della nostra bellissima e martoriata terra”.
 DirettaSicilia.it, 13 Aprile 2019

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