giovedì 18 aprile 2019

La Festa della Liberazione a Palermo


La CGIL ha organizzato la manifestazione del 25 Aprile, prevedendo- tra l'altro - un corteo che partendo dal Giardino Inglese alle ore 10 raggiungerà Piazza Verdi. Assieme a tante associazioni abbiamo condiviso l'importanza della festa di liberazione, in un momento in cui i valori di libertà, giustizia, solidarietà, uguaglianza e pace, vengono messi in discussione in Italia come in Europa da forze antidemocratiche e sovraniste. È fondamentale la partecipazione di tutti. A seguire il PROGRAMMA delle attività della giornata e il documento condiviso con ANPI E ARCI.

25 APRILE - H 9:00 - Giardino Inglese Deposizione corone di fiori per i martiri di Cefalonia - H 10:00 Partenza corteo - H 12:00 - Scalinata del Teatro Massimo Saluti del Comitato - Ricordo per il Comandante Otello Esibizione Coro e Banda Polizia Municipale - H 16/20 - Apertura della Torre di San Nicolò (visite guidate) PIAZZA CASA PROFESSA - H 17.00 - Arci Porco Rosso Proiezione di “Mercurio” Michele Bernardi / Italia 2018 / 10’
Grazie alle passioni che lo legano all'infanzia, un giovane riesce ad accettare le regole inevitabili della condizione umana. In questo modo, sfugge all'alienazione fisica e mentale della dittatura fascista e conquista la libertà assoluta.
A seguire “omaggio a Pompeo Colajanni” a cura di A.N.P.I. Palermo
- H 17.30 - Arci Porco Rosso Presentazione del libro “I siciliani nella Resistenza” – Sellerio Intervengono: Luciana Sgrena - giornalista Enzo Campo - segretario generale CGIL Palermo Carlo Verri - cocuratore del libro
- H 19.00 – Piazza Casa Professa "Pane e Giustizia" performance teatrale del Teatro Atlante sulla strage del pane del 1947 (frammento tratto dallo spettacolo VAMPA) – con: Alessandro Sciortino, Sergio Saporito, Guido Acquaviva, Caterina Gagliardo, Chiara Pecoraro. Regia Emilio Ajovalasit e Preziosa Salatino

- H 20.00 - Cena sociale - H 21.30 ► MUSICA LIVE ◄

IL DOCUMENTO: 25 APRILE 1945-25 APRILE 2019 RESISTENZA: OGGI DOMANI SEMPRE.

Difendiamo i valori di libertà, giustizia, solidarietà e pace che hanno animato la lotta di Liberazione e sui quali si fonda la Costituzione della Repubblica Italiana per un rinnovato impegno contro ogni forma di fascismo.
Il 25 aprile del 1945 l’Italia venne liberata dai nazifascisti con una lotta che vide fianco a fianco uomini e donne, operai e intellettuali, contadini e liberi professionisti del Nord e del Sud, di diversa fede politica e religiosa. Da lì la democrazia italiana ha iniziato il suo cammino, da lì è nata la nostra Costituzione.
Sono passati oltre 70 anni da quella data e oggi il paese e la sua democrazia corrono grandi pericoli. I tentativi di scrivere un’altra storia, i germi dell’autoritarismo e le pressioni anti-democratiche puntano a stravolgere la Costituzione e a consegnare i diritti, i valori, gli ideali a sovranismi e neo-fascismi, ribaltando il significato intrinseco del concetto di sovranità popolare declinandolo con una visione escludente e autarchica, che semplifica la complessità: si alimentano così xenofobia e razzismo, si inietta continuamente la paura del diverso, si apre la guerra tra poveri, si crea un clima d’odio e di insicurezza. Una società autoritaria, che disconosce i diritti sociali e civili, che non valorizza le differenze di genere, che emargina, che disconosce la solidarietà, che discrimina chi non risponde ai canoni imposti, che non contrasta la violenza e la cultura mafiosa, che attacca la scuola e la giustizia, che svalorizza il lavoro mentre non fa nulla per contrastare le crescenti disuguaglianze e differenze sociali, che allarga l’area della povertà mentre concentra nelle mani di sempre meno persone le ricchezze, è una società destinata all’abisso.
L’Articolo 3 della nostra Costituzione recita “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”, e nonostante ciò quello che stiamo vivendo ci dice che siamo ancora molto lontani da una reale applicazione di questi principi. Noi non ci stiamo e sappiamo bene che il concetto di democrazia nella nostra costituzione non è formale ma sostanziale, che la vera sicurezza si tutela con la difesa del diritto al lavoro per tutti e tutte con l'Articolo 1 della nostra Costituzione che afferma che la nostra è "una Repubblica democratica fondata sul lavoro" con la difesa di una giusta retribuzione e della dignità umana, con la giustizia sociale, con la lotta alle diseguaglianze, con la lotta alle leggi del mercato e della mercificazione globale, con la lotta alla povertà, alla precarietà, alla guerra e alla vendita delle armi e con la tutela del diritto al futuro di tutti e tutte. Per questo, quest’anno vogliamo dedicare il 25 Aprile a una piena universalità dei diritti.
Quest’anno cade il cinquantesimo anniversario dei “moti di Stonewall”, considerato il momento di nascita del movimento LGBT, e abbiamo ancora necessità di affermare che una reale uguaglianza di genere passa da atti concreti politici e culturali e dalla rottura di pratiche consolidate.
In un momento in cui i venti di guerra spirano più forti che mai e importanti accordi per la limitazione degli armamenti nucleari sembrano vacillare in conseguenza di rilevanti interessi economici legati all’utilizzo di risorse energetiche nell’area del Mediterraneo, ricordiamo e ci batteremo perché l’articolo 11 della Costituzione -“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo” venga rispettato senza tentennamenti o sotterfugi “internazionali” e affinché la Sicilia non sia più territorio di lancio per “giochi” di guerra.
Difendendo i valori di giustizia, libertà, solidarietà e pace affermiamo il dovere dell’accoglienza verso quanti stanno scappando da aree di conflitto o arrivano sulle nostre coste per provare a vivere una vita migliore, per questo il 25 Aprile sarà un momento per lanciare la campagna europea “L’abbraccio dei popoli” che il 5 maggio ci vedrà ancora tutti in piazza al suono di “Bella Ciao” per la difesa dell'umanità, delle persone in percorsi di migrazione e della loro libera circolazione e accoglienza in Europa.
Il 25 Aprile richiama tutte e tutti a un impegno costante e come siciliane/i e palermitane/i affermiamo che l’antifascismo deve tornare ad essere il collante culturale e attivo della nostra società. Non ci mobilitiamo quindi, in questa giornata di festa e di lotta, solo per fare memoria e testimonianza, ma per continuare la battaglia culturale e sociale insita nel messaggio della Resistenza e della Liberazione contro quanti lavorano alla regressione e riduzione dello spazio democratico, per affermare l'impegno per i principi di libertà, giustizia sociale e solidarietà e il riconoscimento dell’antifascismo e della democrazia come valori comuni e doveri sociali.
Chiamiamo tutte e tutti, giovani e anziani, donne e uomini, cittadine e cittadini di oggi e di domani, tutte le forze che si riconoscono nei valori dell’antifascismo, a scendere in piazza ed essere partigiani e partigiane.
ANPI Palermo "Comandante BARBATO", Arci Palermo, CGILPalermo

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