sabato 13 aprile 2019

E se il 25 aprile a Corleone si festeggiasse la Liberazione?


DINO PATERNOSTRO
Il ministro dell’interno Matteo Salvini crede di essere furbo, ma è infantile a contrapporre la lotta alla mafia alla liberazione dal nazifascismo. Se venisse a Corleone il 24 o il 26 aprile (meglio avrebbe fatto a venire lo scorso 21 marzo quando in tutt’Italia si ricordavano le vittime innocenti di mafia) ci si potrebbe confrontare seriamente sulla lotta alla mafia e sulla necessità di promuovere legalità e sviluppo nei nostri territori. Magari partendo dalla necessità di creare il lavoro che non c’è o le infrastrutture viarie ormai fatiscenti. Ma al sig. ministro non interessa questo, non ha nessun valore in cui credere. Né la lotta alla mafia nè la liberazione. É solamente uno squallidamente cinico che cerca in ogni modo di carpire il consenso degli italiani. Ma di ricerca spasmodica di consenso in politica si può pure politicamente morire. E dispiace che alcuni lettori non colgano l’esatto significato delle nostre osservazioni. Dispiace che del 25 aprile non colgano il profondo significato, lasciandosi andare al tifo nei confronti di Salvini. Il tifo si fa negli stadi, non governando un Paese serio come l'Italia.

Il 25 aprile in Italia è la festa della Liberazione dal nazi-fascismo. Una data bellissima che tutti abbiamo il dovere di ricordare ed onorare. A cominciare dal ministro degli interni e vicepremier Salvini. Se non lo fa, tradisce i valori della nostra Costituzione democratica e antifascista. C'è una Corleone democratica che la lotta contro la mafia l'ha sempre fatta. Ed ha contribuito a liberare l'Italia dal nazi-fascismo. Il personaggio che più di tutti rappresenta questa sintesiper noi è Placido Rizzotto, partigiano sui monti della Carnia e poi impegnato a lottare contro la mafia a Corleone e in Sicilia. Ma questo Salvini non lo sa. Non è venuto a Corleone lo scorso 10 marzo, quando come ogni anno ricordiamo Rizzotto.
La lotta alle mafie in Italia è sacrosanta. Ma perché annunciarla proprio per il 25 aprile? E da Corleone? L’obiettivo di Salvini è fare confusione: offuscare il valore della festa di liberazione e far credere che il cuore pulsante delle mafie sia ancora in Sicilia e a Corleone. L’obiettivo di Salvini sembra sia quello di inchiodare Corleone alla sua tragica storia di paese di mafia, da cui sta tentando con tutte le sue forze di liberarsi. La lotta alla mafia Salvini la potrebbe cominciare subito: oggi, domani (o il 24 aprile). Da Roma (o da Milano) dove c’è sicuramente più mafia (e mafia più importante) che a Corleone e in Sicilia. Incredibile che il ministro degli interni, che dovrebbe difendere tutti i territori, si diverta a penalizzare la nostra città, diffamandola ed affossandola ancora di più. I corleonesi e i siciliani onesti si devono ribellare. Sarebbe bello e giusto che il prossimo 25 aprile si riunissero a Corleone, manifestando non contro Salvini, ma per la libertà e la democrazia conquistata con la lotta antifascista, ottenuta con la liberazione. Una Festa della Liberazione. Proviamoci tutti insieme: giovani e adulti, donne e uomini, società civile organizzata e non, sindacati, associazioni, partiti politici antifascisti...(dp)

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