venerdì 5 aprile 2019

Ci vuole abilità. L’INUTILE MINISTERO DELLA DISABILITÀ


PATRIZIA GARIFFO
Dopo anni di proteste e un incontro a Roma con il sottosegretario Zoccano, la situazione al ministero della Disabilità rimane stagnante. Non è cambiato nulla o quasi per le persone diversamente abili. Così, siamo costretti a scendere di nuovo in piazza e lo faremo a Roma il 9 aprile con un presidio davanti al ministero dell’Economia e Finanze con l’associazione Comitato 16 Novembre. Anche Pif sarà dei nostri. Saremo là per chiedere perché, nonostante ci sia un ministero per le persone disabili, dopo un anno non siano state messe in agenda attività politiche serie. Se siamo una priorità lo dimostrino con i fatti. Tante famiglie aspettano che dai pulpiti dei congressi si passi agli atti parlamentari.
Vincenzo Muratore - SiamoHandicappatiNoCretini
Le persone diversamente abili siciliane, ma non solo, tornano a protestare per rivendicare i loro diritti. Lo faranno martedì 9 aprile a Roma davanti al Ministero dell’Economia e Finanze. Qua, insieme all’associazione comitato 16 Novembre, il comitato SiamoHandicappatiNoCretini sarà protagonista del 18° presidio di protesta permanente. Come ha ricordato uno dei portavoce del Comitato, nato nel 2017 dopo la denuncia dei fratelli Alessio e Gianluca Pellegrino, non è servito neanche l’incontro con il sottosegretario alla Famiglia e Disabilità di ottobre scorso per ottenere qualcosa.
Quindi, per questo motivo, “ non intendiamo perdere tempo chiacchierando con chi non ha alcun potere decisionale”, si legge sulle pagine internet di entrambi i comitati promotori della protesta. Al presidio permanente sono stati invitati diversi membri dell’attuale Governo, che aveva presentato la nascita di questo Ministero come la prima vera azione concreta per tutelare e sostenere le persone diversamente abili. Di tutto questo, però, purtroppo ancora non si è visto nulla e la “ giustificazione” addotta da ogni regione è sempre la stessa: i soldi non ci sono e lo Stato è assente.
Dunque, sono state inutili le rassicurazioni di Zoccano, che aveva promesso che tutte le richieste del Comitato SiamoHandicappatiNoCretini sarebbero state accolte, senza però specificare entro quali termini di tempo, e che il documento che le raccoglieva sarebbe stato portato all’attenzione di Di Maio, Salvini, e di tutti i Ministri. Se questo documento sia stato visionato dai vari rappresentanti del Governo non possiamo saperlo, ma quello che è certo è che sono trascorsi otto mesi e nulla è cambiato. Tutte le richieste fatte dai vari comitati e associazioni sono rimaste inascoltate e nulla si è fatto per il fondo per la non autosufficienza come era stato richiesto durante quell’incontro.
Così, dopo anni di indifferenza, noncuranza e promesse non mantenute, i disabili gravissimi, ancora una volta, tornano in piazza, sebbene non sia semplice farlo per chi soffre di patologie molto gravi e per chi è anche attaccato a macchinari salvavita, 24 ore 24. Solo questo dovrebbe far capire a chi ci governa e ha il potere di decidere quanta importanza abbia incontrare queste persone e quanto sia necessario, per la loro vita, smettere di promettere agire in tempi veloci. Perché, onestamente, viene il dubbio che la politica si prodighi, sempre solo a parole, per le persone con disabilità e pensi alle loro necessità solo durante la campagna elettorale, quando ogni voto è prezioso.
Se non è così, è arrivato il momento di dimostrarlo, non solo incontrando le delegazioni che martedì prossimo andranno a Roma, ma raccogliendo e attuando le loro legittime richieste, come prevedono pure le leggi, che esistono, ma che, spesso, vengono ignorate da chi dovrebbe applicarle. La loro attuazione non è facoltativa ma è un obbligo e lo Stato ha il compito di controllare che ciò accada in tutte le sue Regioni. Come ha il dovere di coinvolgere nelle scelte che riguardano le persone non autosufficienti le loro famiglie, che davvero vivono la disabilità giorno dopo giorno, e di incrementare in modo significativo i fondi destinati alla loro assistenza.
Queste sono le priorità dei disabili gravissimi, già note da anni per la verità, e quella del Governo dovrebbe essere di garantire con i fatti un impegno finanziario adeguato e continuo. In un Paese che ha a cuore il benessere di tutti i suoi cittadini questo dovrebbe essere scontato.
La Repubblica Palermo, 4 aprile 2019

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