martedì 26 febbraio 2019

La cultura secondo lo scrittore Andrea Camilleri

Andrea Camilleri

PIETRO SCAGLIONE
"Il sapere si deve seminare come si semina il grano, il sapere non deve essere un'élite”. Il concetto espresso da un grande scrittore siciliano come Andrea Camilleri durante l'intervista con Fabio Fazio è di duplice valenza: da una parte Camilleri risponde a quanti criticano il mondo della cultura perché lo considerano in senso dispregiativo come "élite" (e quindi fanno credere che senza cultura le persone vivano meglio); dall'altra parte, risponde a quanti si vantano di essere "élite" perché dotati di cultura e magari disprezzano le persone che non hanno avuto i mezzi per studiare. 


Invece, come sostiene Camilleri, la cultura deve essere popolare ed egualitaria, tutti devono essere messi in condizione di studiare, leggere e impegnarsi nella cultura (poi saranno liberi di scegliere). 

Per esempio, Camilleri con i suoi libri (e con il potente mezzo televisivo delle fiction tratte dalle sue opere) svolge un servizio pubblico: trasmette pillole di saggezza e di storia al grande pubblico. 
Ad esempio, la settimana scorsa, milioni di telespettatori hanno conosciuto alcuni episodi realmente accaduti nella Sicilia del fascismo prima e dello sbarco degli americani poi, grazie al film "Un diario del 1943" tratto dai racconti di Camilleri "Being here" e "Un diario del 1943". 
Stasera, invece, milioni di telespettatori rivivranno il contesto della Sicilia di fine Ottocento grazie al film "La Stagione della caccia", in onda su Rai Uno. Il film è tratto dall'omonimo romanzo storico di Camilleri pubblicato da Sellerio nel 1992, ambientato nell'alta società siciliana (tra intrighi, tradimenti e corruzione), nonchè ispirato ad uno scambio di battute contenuto nella relazione di Franchetti e Sonnino del 1876. 
Molti interpreti del film (un mix di generi tra giallo, commedia e storia) sono siciliani: dal bagherese Francesco Scianna (personaggio principale) al palermitano Alessio Vassallo, dalla catanese Donatella Finocchiaro al palermitano Lollo Franco (regista teatrale), dal messinese Ninni Bruschetta alla palermitana Giuditta Perriera (attrice di teatro). Un cast di altissimo livello per un'opera di sicuro successo.


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