giovedì 10 gennaio 2019

Sicilia, sì al piano ospedali: e ora cinquemila assunzioni


DI GIUSI SPICA
Roma approva la nuova rete varata da Musumeci e Razza: tagliati 196 primari, salvi i mini-presidi del Catanese. Restano come “presidi di base” gli ospedali di Partinico e Termini Imerese, mentre Corleone e Petralia Sottana sono classificati come presidi in zone disagiate. 
Via libera da Roma alla rete ospedaliera targata Musumeci. I ministeri della Salute e dell’Economia, come annunciato dall’assessore alla Salure Ruggero Razza, hanno dato parere favorevole al piano della Regione che porterà al taglio di 196 poltrone da primario (89 nel pubblico e 107 nel privato) e all’aumento di 1.700 posti letto. La sforbiciata farà risparmiare subito due milioni di euro di super stipendi.

Il sì del governo giallo-verde
Il ministero dell’Economia, guidato da Giovanni Tria, e quello della Salute, retto dalla cinquestelle catanese Giulia Grillo, hanno promosso il piano che in commissione Sanità all’Ars era stato bocciato proprio dai componenti M5S nell’agosto scorso. L’assessorato regionale sta mettendo a punto il decreto di approvazione definitiva della rete, che aprirà la nuova stagione dei concorsi al palo dal 2012. Le oltre 5mila assunzioni previste potranno partire solo dopo l’approvazione delle nuove piante organiche da parte delle 18 aziende sanitarie e ospedaliere. Il piano Musumeci è una rivisitazione di quello dell’ex assessore Baldo Gucciardi che aveva ottenuto il parere favorevole da Roma. Rispetto al predecessore, l’assessore alla Salute Ruggero Razza non ha calcato la mano su Catania e provincia, la sua zona, salvando ospedali a perdere come Giarre e non toccando Militello, paese del governatore Musumeci, mentre è ridimensionata la provincia di Trapani, terra di Gucciardi che nella vecchia bozza aveva ottenuto molte concessioni.
Il taglio dei primariati
La nuova rete si adegua ai parametri del decreto Balduzzi che fissa un rapporto preciso tra posti letto e unità complesse. I primariati nel pubblico si riducono a 740 rispetto agli 839 attuali. Nel privato passano da 185 a 93. Ma qui il taglio è quasi indolore: le case di cura non perderanno un euro di budget né posti letto. Rispetto alla bozza Gucciardi, la provincia più penalizzata è Trapani, che perde 19 unità complesse. La scure anche su Palermo: il Civico taglia 10 unità, Villa Sofia-Cervello 9, ma molte esistevano solo sulla carta. Nel Messinese sono 20 le poltrone da primario che saltano.
Più posti letto
Complessivamente nasceranno 1.700 posti letto che non erano stati attivati in passato. I posti per pazienti acuti cresceranno di 264 unità, gli altri saranno di lungodegenza e riabilitazione. Ma è sul piano politico che si è combattuta la battaglia per salvare piccoli ospedali come Giarre, Barcellona Pozzo di Gotto e Petralia Sottana.
La Sicilia occidentale
Nel Palermitano la rete prevede il declassamento degli ospedali Villa Sofia e Cervello come Dipartimenti per l’emergenza e accettazione (Dea) di primo livello, conferma l’azienda Civico e il Policlinico come strutture di secondo livello con tutte le specialità, mentre il Giglio di Cefalù diventa ospedale di primo livello, come l’Ingrassia. Restano come “presidi di base” gli ospedali di Partinico e Termini Imerese, mentre Corleone e Petralia Sottana sono classificati come presidi in zone disagiate. A Trapani l’ospedale di Marsala diventa Dipartimento di primo livello come gli “ospedali riuniti” di Trapani e Salemi. Confermati come ospedali di base, ovvero dotati di pronto soccorso e di almeno quattro specialità, le strutture di Mazara del Vallo, Castelvetrano e Alcamo. Presidio in zona disagiata quello di Pantelleria.
La Sicilia orientale
Una novità riguarda l’ospedale di Giarre, che diventa autonomo rispetto ad Acireale e riconquista il pronto soccorso. Per il resto, confermato il piano Gucciardi: il Cannizzaro, il Garibaldi e il Policlinico sono i tre ospedali di secondo livello, mentre quelli di primo livello sono il Gravina di Caltagirone e l’ospedale di Acireale. Presidi di base quelli di Biancavilla e Paternò che eviteranno
la chiusura, mentre Militello Val di Catania diventa struttura in zona disagiata. Poche novità nell’area Ragusa-Siracusa, se si esclude la “promozione” dell’ospedale di Modica-Scicli a Dipartimento di primo livello.
LA REPUBBLICA, 09 GENNAIO 2019

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