giovedì 3 gennaio 2019

QUELL’ODIOSO DANNO PER I DISABILI DI PARTINICO


Patrizia Gariffo
Due piccoli pullman del Comune di Partinico, per il trasporto dei cittadini diversamente abili, sono stati incendiati. I due mezzi venivano utilizzati soprattutto per accompagnare a scuola i bambini e i ragazzini. È un atto criminale inaccettabile. Ci auguriamo che vengano trovati i responsabili non solo perché vengano puniti come meritano ma anche per capire le "ragioni" di questo gesto. Cosa spinge una persona a prendersela con i più deboli? Credo che mai come in questo momento serva una campagna di civilizzazione delle persone. Ho il timore che molti abbiano perso la loro sensibilità, altri non ne hanno mai avuta.
Giovanni
Io non credo che ci possano essere "ragioni" che spieghino gesti inqualificabili come questi.
Azioni inspiegabili per chi ha un minimo di coscienza. Leggendo lettere come quella di Giovanni, anch’io mi faccio tante domande. Mi chiedo, per esempio, che cosa provino questi "ladri di sogni" di Partinico, queste persone che, magari in cambio di poche decine di euro, hanno infranto il sogno di tanti ragazzi diversamente abili di andare a scuola tutti i giorni. Un sogno semplice, banale per tanti, ma non per chi ha bisogno di un pulmino attrezzato per poter raggiungere il suo istituto scolastico.
Su queste pagine, ho parlato spesso dei problemi enormi che hanno gli studenti con disabilità per poter frequentare la scuola, a causa di ritardi, indifferenza e superficialità mostrati da chi dovrebbe provvedere a garantire un’assistenza adeguata con una programmazione efficiente e lungimirante. Così accade che, in molte scuole siciliane, spesso manchino o arrivino con notevole lentezza le ore di assistenza o gli insegnanti di sostegno, non ci siano istituti accessibili e non esista il servizio di trasporto e, quando tutto questo c’è, ci pensano i vandali o i "ladri di sogni" a rovinare e distruggere tutto. Questo hanno fatto le persone che a Partinico, qualche giorno fa, hanno dato alle fiamme i due pulmini per il trasporto degli studenti disabili. Mi domando, allora, se questi individui si siano chiesti a che cosa servissero due pulmini come quelli, attrezzati in quel modo, mentre appiccavano le fiamme. Se, per qualche secondo, abbiano pensato che bruciare quegli autobus avrebbe significato costringere 47 persone, tra bambini e ragazzi, a restare a casa, impedendo loro di andare a scuola. Se hanno capito che non hanno spezzato solo i sogni e le speranze di questi studenti, ma anche delle loro famiglie che hanno lottato e lottano ogni giorno con le unghie e con i denti, affinché i diritti dei loro figli vengano rispettati. Perché anche riuscire ad ottenere il servizio di trasporto per la scuola rappresenta una grande conquista per questi genitori e la consapevolezza, semplice ma meravigliosa, che i loro ragazzi possono vivere come tutti gli altri e fare quello che fanno gli altri. Evidentemente, non si sono posti nessuna di queste domande perché, se l’avessero fatto, non avrebbero compiuto un gesto così ignobile. Un’azione che, com’era auspicabile, ha suscitato lo sdegno di tutti e ha unito politici di più parti, associazioni e cittadini, che si sono subito rimboccati le maniche affinché il servizio di trasporto riprenda regolarmente il 7 gennaio. Così, la Croce Rossa metterà a disposizione tre pulmini attrezzati, finché non verranno stanziate le somme per l’acquisto di due nuovi mezzi, l’Ars fornirà i fondi per comprare uno dei due minibus ed è stato aperto un conto corrente per raccogliere donazioni. Se c’è un aspetto "positivo" in tutta questa vicenda è che ha generato tanti atti di solidarietà e una condanna unanime. Tutto questo, quindi, in una persona normale dovrebbe suscitare un minimo di pentimento, ma in chi ha bruciato i pulmini a Partinico? Se potessi, vorrei fare a queste persone solo due domande: come possono dormire la notte? E, se ne hanno, come fanno a guardare i loro figli? Mi auguro che un senso di disagio, anche leggero e impercettibile, li colga. Sarebbe sufficiente per capire quanto sia da vigliacchi provare a spezzare il sogno di tante persone, per le quali un pulmino rappresenta l’unica opportunità di andare a scuola. Il sogno di questi studenti continuerà comunque; mentre a loro toccherà solo la vergogna e, spero, una giusta punizione.
La Repubblica Palermo, 3 gennaio 2019

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