lunedì 3 dicembre 2018

Corleone, ancora una frana sulla SS 118. A quando la mobilitazione per la sicurezza e la viabilità del territorio?

Il tratto di frana della SS118 tra Tagliavia e Ficuzza

DINO PATERNOSTRO
Adesso è franato anche un tratto della SS118, tra il bivio Tagliavia e Ficuzza. È accaduto ieri. La linea di frana, lunga una cinquantina di metri, ha fatto abbassare più di metà della carreggiata, rendendola intransitabile. Sono intervenuti gli operai dell’Anas, che hanno immediatamente transennato il tratto interessato dalla frana, istallando dei semafori per regolare il transito a senso unico alternato. Ma la corsia transitabile è molto stretta: consente a malapena il passaggio di un’autobus. (GUARDA L'ALBUM FOTOGRAFICO)

Che sarebbe finita così era una cosa prevedibilissima. Da qualche anno il tratto di statale in questione presentava lesioni e segni di cedimento, conseguenza dell’infitraziuone di acqua piovana non adeguatamente drenata. Si sarebbe potuto intervenire già da tempo per prevenire la frana, ma ormai in Sicilia, nella provincia di Palermo, nella zona di Corleone non si previene più nulla. Si attende fatalisticamente che accada il peggio.
Continuando di questo passo, nella zona del Corleonese si potrà accedere solo con l’elicottero. Infatti, la SP2 Corleone-S. Cipirello è intransitabile; la SS118 in direzione Prizzi versa in precarie condizioni; nella SS188C lungo il tratto Corleone-Campofiorito, dopo la frana del 3 novembre, il traffico è consentito solo a senso unico alternato.
Non parliamo delle altre strade provinciali “minori”: impossibile avventurarvisi. Le strade consortili ed interpoderali sono intransitabili. Gli agricoltori non sanno più come raggiungere le loro aziende.
Bisogna passare dalle parole ai fatti: non basta più lamentarsi e denunciare, bisogna agire per fare in modo che la politica e gli organi tecnici si diano da fare concretamente per trovare soluzioni. Intanto defininendo immediatamente la progettazione e il conseguente appalto per la sistemazione della Sp2 ed Sp4 Corleone-S.Cipirello-Partinico. Ci sono più di 6 milioni disponibili da oltre due anni, ma tutto è stato incredibilmente rallentato dall’incapacità (o dall’impossibilità) della Provincia (o Area metropolitana) di Palermo di trovare 100 mila euro per la progettazione. Adesso pare che tutto si stia sbloccando, ma non bisogna fidarsi. Occorre andare a “vedere”, incalzare la Provincia, vigilare. E occorre che l’Anas intervenga subito sulla SS118 nel tratto verso Prizzi e nel punto di frana di ieri. Ma complessivamente è necessario mettere in sicurezza il territorio e ridare slancio alla battaglia per la viabilità (SP2 – SP4 – SS118), che consenta alla nostra zona di collegarsi rapidamente e in sicurezza con Palermo e la sua area metropolitano, con gli aeroporti Falcone e Borsellino ed Ignazio Florio, con l’autostrada PA-CT e PA-Mazara del Vallo, con la veloce PA-AG.
Sarebbe ora che le amministrazioni locali della zona, a cominciare dalla nuova amministrazione comunale di Corleone, le organizzazioni sindacali e professionali, le forze sociali, si mobilitassero unitariamente, deponendo gli strumenti della polemica, per salvare il nostro territorio e dare un senso alla nostra volontà di continuare ad abitarlo.
A quando la mobilitazione dei cittadini? A quando la convocazione degli STATI GENERALI PER LA SICUREZZA E LA VIABILITA’ DEL CORLEONESE?
Dino Paternostro  

Nessun commento: