venerdì 14 dicembre 2018

WEEKEND. Il luogo. La cascata "del cuore" alle due rocche, l’altra faccia di Corleone


MARIO PINTAGRO
Il "salto" non è ampissimo, forse appena cinque metri, tuttavia è sufficiente a creare un effetto spettacolare. Perché piccolo, a volte, è bello. La cascata delle due rocche a Corleone è un sito di grande bellezza, un microambiente in cui la natura regala immagini di grande suggestione.
Appena fuori l’abitato di Corleone, si raggiunge da Palermo imboccando la strada statale per Agrigento, passando prima da Bolognetta e Marineo. Bisogna superare il centro per raggiungere il sito che i giovani chiamano il "canyon". Alla cascata bisogna andarci dall’autunno alla tarda primavera, non più tardi. Il perché è semplice: la Sicilia non è terra di fiumi né di grandi montagne e i corsi d’acqua hanno un regime prevalentemente torrentizio. Così il torrente San Leonardo, affluente sinistro del Belìce, d’estate può esaurire il suo corso, lasciando a corto d’acqua il letto ghiaioso e delusi gli amanti della natura. Ma nei mesi invernali e sino a maggio lo spettacolo è assicurato, soprattutto se le piogge sono state abbondanti. Il corso del San Leonardo, a un chilometro dal centro abitato, raggiunge una piccola gola, quasi un canyon caratterizzato da rocce sedimentarie, dai caratteristici strati. L’acqua scivola veloce sulla terrazza calcarea, si divide poi in due-tre bracci e precipita con gran fragore nella pozza sottostante di acque smeraldine.

Corleone, il sindaco Nicolosi precisa: "La lista Nuova Luce è un'aggregazione civica"

Il sindaco Nicolò Nicolosi
Con un comunicato stampa di oggi, il sindaco di Corleone Nicolò Nicolosi, ha voluto "riconfermare il carattere civico della lista Nuova Luce"; ha ribadito "l'impegno per la rinascita di Corleone e ha sollecitato l'opposizione a collaborare, pur nella distinzione dei ruoli, al perseguimento di tale obiettivo. Ha rivolto un saluto a tutti i Corleonesi ringraziandoli per la fiducia e sollecitandone il coinvolgimento nell'azione amministrativa e garantire una definitiva svolta alle prospettive di Corleone, nel pieno rispetto della legge e contro ogni volgare possibile ritorno a pratiche mafiose". 
Una precisazione necessaria probabilmente per lo "strappo" politico operato dal gruppo consiliare "Diventerà Bellissima", che ha voluto differenziarsi dalla lista di maggioranza "Nuova Luce", costituendo un gruppo a parte. E necessaria anche per "sfidare" l'opposizione del M5s (se Di Maio consentirà di usare il simbolo) sul terreno del confronto sereno nell'interesse della comunità corleonese. Infine, non appare superflua, dopo lo scioglimento per mafia, la precisazione della necessità del pieno rispetto della legge "contro ogni volgare possibile ritorno a pratiche mafiose". In sostanza, Nicolosi ci tiene a far sapere che Corleone deve voltare pagina. Ovviamente, vanno bene le dichiarazioni, ma la differenza vera sarà fatta dalla concreta azione amministrativa. (dp)   

A Corleone il XXXII Torneo internazionale di calcio giovanile


“Si tratta del primo grande evento a Corleone offerto alla città – dice il sindaco Nicolosi - dalla nuova amministrazione comunale. Giovani e Sport un binomio che insieme a tanto altro comunicherà a tutti coloro che seguono ciò che accade nella nostra cittadina (e sono tanti) le cose belle che caratterizzeranno i prossimi mesi ed anni nel segno di una svolta culturale e comportamentale irreversibile”. 
“Vorrei ringraziare il Presidente del Consiglio Pio Siragusa – aggiunge l’assessore allo sport Walter Rà - per aver messo a disposizione l'aula consiliare, casa di tutti i cittadini, per una così bella iniziativa. La valorizzazione dello sport è uno degli obiettivi programmatici di questa amministrazione, non soltanto in funzione di un corretto stile di vita, quanto soprattutto ai risvolti sociali che, anche in occasioni di simili manifestazioni, essa puó e deve avere per la città ed in particolar modo per i giovani”.

Morta Enza Venturelli, storia d'amore spezzata a 20 anni col giornalista Cosimo Cristina

Enza Venturella e Cosimo Cristina

di LUCIANO MIRONE 
Un amore spezzato a vent’anni, quando l’amore è un sogno e quando tutto è bello anche in una terra dove la mafia fa diventare brutte tante cose, un amore che si è ricongiunto ieri, giovedì 13 dicembre 2018, quando il cuore di Enza Venturelli ha cessato di battere ed ha ritrovato, nell’altro mondo, quello del suo Cosimo Cristina. Pochi la conoscevano, eppure Enza era la testimone invisibile della mafia che uccide l’amore, quello vero, quello che si vive a quell’età, quell’amore diventato straziante per i cinquantotto anni successivi, quell’amore eterno. Da quel maledetto 5 maggio 1960, quando Cosimo – il suo Cosimo – che di anni ne aveva venticinque e faceva il giornalista e fu trovato morto, Enza non ha fatto altro che parlare di lui, di quel corpo esanime rinvenuto dentro quella galleria nei pressi di Termini Imerese, con i magistrati che archiviarono il caso come “il suicidio di un cronista fallito”, guardandosi bene dall’ordinare un’autopsia con la quale si sarebbe potuto accertare scientificamente la causa del decesso, a maggior ragione se il corpo si presentava integro e pieno di ecchimosi, con una ferita alla testa più compatibile con una bastonata che con un investimento da treno.

A Termini Imerese partono i lavori di riqualificazione del porto

Da sx: Pasqualino Monti e Francesco Giunta
Il sindaco di Termini Imerese, Francesco Giunta, e il presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale, Pasqualino Monti, hanno presentato oggi a Termini Imerese i progetti relativi allo sviluppo del porto termitano e alle prospettive per il medio e lungo termine.
“Ringrazio il presidente dell’Autorità si Sistema portuale, Pasqualino Monti, per aver mostrato, ancora una volta, attenzione nei confronti della nostra città e, in particolare, riguardo alle prospettive connesse allo sviluppo della struttura portuale”, ha affermato il sindaco di Termini Imerese, Giunta. “Nel corso dell’incontro abbiamo appreso che il nostro porto, grazie alle infrastrutture previste, potrà diventare per il trasporto merci e passeggeri punto di riferimento nel Mediterraneo - ha aggiunto il primo cittadino – quindi esprimiamo fiducia nella disponibilità del presidente Monti, nel suo farsi portavoce rispetto alle grandi compagnie di navigazione come Costa e MSC, affinché i delegati che si occupano della individuazione degli itinerari da proporre ai croceristi, partecipino al tavolo tecnico realizzato appositamente dall’amministrazione comunale da me guidata, d’intesa con le associazioni del territorio che si occupano di promozione turistica, e visitino il nostro territorio e le nostre bellezze in modo da inserire la nostra città nei circuiti delle escursioni”.

Bolognetta-Lercara. L'azienda annuncia la chiusura per ferie del cantiere a partire da lunedì. Feneal, Filca, Fillea: “Lunedì gli operai si presenteranno al lavoro”

Il cantiere Bolognetta-Lercara Friddi

Palermo 14 dicembre 2018 – Chiuso per ferie da lunedì il cantiere della Bolognetta-Lercara. L'impresa che sta eseguendo i lavori, la Bolognetta Scpa, per le vicende legate allo stato di crisi dichiarato dalla capofila, la Cpc di Ravenna, ha comunicato la chiusura del cantiere Lercara-Bolognetta a partire dall'inizio della prossima e la collocazione in ferie dei lavoratori. Non sono per niente d'accordo le organizzazioni sindacali di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil, che hanno contestato la decisione dell'azienda con una lettera e fatto sottoscrivere ai lavoratori una dichiarazione di messa a disposizione, con la quale si recheranno al lavoro lunedì. “I lavoratori hanno già usufruito di tutte le ferie. La collocazione in ferie è arbitraria, ed è senza una motivazione. Gli operai per noi devono rientrare al lavoro e lunedì si presenteranno infatti al lavoro – dichiarano i segretari di Feneal Uil Palermo, Filca Cisl Palermo Trapani e Fillea Cgil Palermo Ignazio Baudo, Filippo Ancona e Francesco Piastra - Vista la situazione di difficoltà, c'è la necessità di aprire una interlocuzione urgente con i commissari della Cmc, con la Bolognetta e con Anas.

giovedì 13 dicembre 2018

L’archivio Casarrubea a Palermo. Contiene la storia occulta del Paese


Il reportage. Chiesa e Cosa nostra. I parroci in prima linea nel regno della mafia


DANIELE IENNA
Viaggio tra corso Tukory e i rioni del blitz Cupola 2.0 “Qui l’illegalità nasce anche dall’assenza di diritti”
«Non lo conoscevo neanche di vista. La sua gioielleria ricade, come territorio, nella mia parrocchia. Ma in questo quartiere ci sono tante chiese vicine. Quindi può capitare che i fedeli cambino ogni domenica chiesa e non abbiano un’identità parrocchiale ben precisa». Così don Jaroslaw Andrzejewski, parroco di Sant’Agata La Pedata, riferendosi a Settimo Mineo, il padrino di Cosa nostra arrestato insieme ad altri gregari nell’operazione “Cupola 2.0”. La chiesa di don Jaroslaw si trova in via del Vespro, a pochi passi dalla gioielleria di Mineo. E su come la Chiesa possa sconfiggere la mentalità mafiosa, il parroco dice: «Noi preti facciamo il possibile per sensibilizzare le coscienze, ma il problema centrale è la mancanza di lavoro, che distrugge tantissimo l’identità del cittadino e produce molta delinquenza. Questo è un quartiere pieno di problemi: da tre anni mi batto per sistemare la piazzetta accanto alla chiesa e le forze dell’ordine si vedono poco in giro. Poi la spazzatura non offre un decoro urbano».

Il saggio di Salvatore Lupo. Lo Stato ha sconfitto la mafia più sanguinaria, parola di storico


AMELIA CRISANTINO
In “Centosessant’anni di storia” l’analisi di Salvatore Lupo che giudica riduttivo parlare di strategia del basso profilo dopo le stragi L’omicidio di padre Puglisi come ultimo atto dei gesti simbolici eclatanti. 
Venticinque anni dopo l’uscita della sua Storia della mafia,  Salvatore Lupo torna in libreria con un nuovo lavoro di sintesi, La mafia. Centosessant’anni di storia (Donzelli, 412 pagine, 30 euro), che aggiorna la materia e allarga la prospettiva sino a includere quella che viene definita «la sua figlia legittima», la mafia americana. Il primo libro è stato un long seller che ha tenuto banco per quasi un quarto di secolo, punto di riferimento e confronto per una generazione di lettori che vi ha trovato il rigore della ricerca storica, coniugato con la capacità di sintesi, per una materia ancora sfuggente: toccava allo storico trovare le risposte a una serie di domande essenziali, anche se la vecchia storiografia aveva descritto la Sicilia come una società semi-feudale e per lo più immobile, che poco si prestava a fare da sfondo al dinamismo economico esibito dai curricula di boss e gregari. La mafia sembrava ubiqua ma di ardua definizione.

mercoledì 12 dicembre 2018

Matteo Messina Denaro. Il lungo assedio al boss: a casa sua è ritratto da re

Il ritratto del boss mafioso Matteo Messina Denaro

SALVO PALAZZOLO
Nel salotto viene raffigurato con una corona. L’operazione per scovarlo prende il nome della poesia scritta da Nadia, morta in via dei Georgofili
L’ultima volta che videro Matteo scivolare fra le viuzze del centro di Castelvetrano per arrivare nella casa di famiglia correvano i primi di giugno del 1993. Era da poco esplosa la bomba in via dei Georgofili, a Firenze, facendo cinque morti. E nel salone dei Messina Denaro, c’era un quadro che raffigurava un giovane con una brocca in spalla. Chissà quando l’ha tolta quell’immagine la signora Lorenza Santangelo, la mamma del padrino che ha ideato le stragi del 1993. Al posto del ragazzo che porta l’acqua, hanno messo il volto di Matteo stile Andy Warhol, con gli immancabili Ray Ban a goccia, e la corona da re. Perché davvero è diventato il mafioso più autorevole di Cosa nostra con i suoi 25 anni di latitanza.
Venerato e rispettato dal popolo della mafia.

L'intervento del presidente del consiglio comunale di Corleone, Pio Siragusa

L'intervento di Maurizio Pascucci, capo dell'opposizione


Maurizio Pascucci pronuncia il suo intervento

Il giuramento e l'intervento del sindaco Nicolò Nicolosi

Il sindaco Nicolò Nicolosi pronuncia la formula di giuramento

Corleone, si è insediato il nuovo consiglio comunale. Siragusa eletto presidente. Suo vice Calandretti

Il Consiglio e l'amministrazione comunale di Corleone (Ph. G. Di Leo)
Si è insediato oggi pomeriggio il nuovo consiglio comunale di Corleone. Per molti dei consiglieri era "la prima volta", che non poteva non provocare emozioni. Tutti, uno per uno hanno giurato; "giuro di adempiere le mie funzioni con scrupolo e coscienza nell'interesse del comune in armonia agli interessi della Repubblica e della Regione". Una formula semplice, ma significativa. Se tutti vi manterranno fede, allora Corleone potrà aprire una nuova pagina di civiltà e progresso.

martedì 11 dicembre 2018

Boss spietati, ma volontari in chiesa. Ammetterli o no? Divisi i parroci di Palermo

DI SALVO PALAZZOLO
Il caso di Settimo Mineo fa discutere la Chiesa nel capoluogo. I capiclan in cambio ottengono un certificato di buona condotta
È scoppiata una gran voglia di volontariato fra i boss di Cosa nostra scarcerati. Il capo della Cupola, Settimo Mineo, faceva il doposcuola ai bambini di Ballarò, nella chiesetta di San Giovanni Decollato. Prima di lui, anche Giuseppe Guttadauro, u dutturi, l’ex aiuto primario della Chirurgia del Civico diventato capomafia di Brancaccio: in un’associazione di Roma, dove si è trasferito.

Corleone, addio alla capitale antimafia: il Pd non abita più qui

Dal nostro inviato ANTONIO FRASCHILLA
Nel paese di Riina, ma pure delle lotte del Pci contro i clan, il partito non ha una sede. “I big? Ormai non si vedono neanche alle elezioni”. 
Il portone verde è stato appena verniciato, la facciata tutta rifatta, rimane solo una macchia grigia di un pezzo d’intonaco caduto. In questa palazzina di via San Martino, a due passi dal quartiere regno dei Bagarella e dei Riina, hanno indetto accorate riunioni i leader del Partito comunista poi Pds, da Pio La Torre ad Achille Occhetto. In questa palazzina si discuteva animatamente di lotta alla mafia, di diritti, di terre da liberare dai campieri e, in una riunione accesissima ai tempi della svolta di Occhetto, il vecchio compagno Peppino Di Palermo, cognato del sindacalista socialista ucciso dalla mafia Placido Rizzotto, ai comunisti più scettici sul cambio del nome verso il Pds disse urlando: «Compagni, certe volte per conservare il vino occorre cambiare botte».

Corleone, Fotografi, Editori di cartoline e storia postale...


Palermo, presentazione del libro IL PATTO SPORCO


Corleone, dibattito su "Diritto e Libertà", promosso dalla Curia di Monreale


lunedì 10 dicembre 2018

Palermo. Nuovi orizzonti di ricerca storica sul sindacalismo agricolo siciliano


Inaugurazione del Centro Studi Gaetano Pensabene (Cedos)
Presentazione del patrimonio documentario Giuseppe Casarrubea 
Sarà inaugurata, giovedì 13 dicembre, a Palermo, la nuova sede del Cedos, Centro studi intitolato a Gaetano Pensabene, storico dirigente sindacale della Uila, scomparso nel 2015. Evento nell’evento, sarà presentato anche il “Patrimonio storico Giuseppe Casarrubea”, dichiarato di interesse culturale nel 2016, che contiene una tra le più ampie raccolte di documenti sulle lotte contadine siciliane e sulla strage di Portella della Ginestra. L’archivio, in precedenza ubicato a Partinico, sarà ospitato, grazie all’interessamento della Fondazione Argentina Altobelli, nella sede di Palermo del Cedos e aperto alla consultazione di studiosi e ricercatori. All’evento parteciperanno, insieme al presidente del Cedos Antonio Pensabene, a Maurizio Casarrubea, responsabile del patrimonio storico Giuseppe Casarrubea e al vice presidente della fondazione Argentina Altobelli Stefano Mantegazza, tra gli altri, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e il segretario generale della Uil Carmelo BarbagalloL’appuntamento è per le ore 16,00 in via Imperatore Federico 60.

Il dissesto delle strade in Sicilia: il servizio del Tgr Sicilia su Corleone

Un tratto dissestato della SS118 vicino il bivio di Tagliavia
Lo scorso 6 dicembre il Tgr Sicilia ha messo in onda un servizio dell'inviato Ernesto Oliva sul dissesto delle strade a Corleone e nella zona del Corleonese. Un modo per tenere accesa l'attenzione sul gravissimo problema viabilità, rispetto al quale l'intera popolazione deve trovare i mezzi e i modi per mobilitarsi. Facciamo ancora una volta appello ai Comuni, alle organizzazioni sindacali e professionali, alle associazioni culturali affinchè ci si organizzi, dando inizio ad una mobilitazione che punti ad avere risposte nette e chiare. (dp)
Frane, allagamenti, dissesto idrogeologico: sulla Statale 118 nei pressi di Corleone, dove a novembre morì il medico Giuseppe Liotta, si lavora per il ripristino, ma le voragini sono frutto di decennale incuria. 
Il reportage del nostro inviato

di Ernesto Oliva
GUARDA IL SERVIZIO DEL TGR SICILIA

domenica 9 dicembre 2018

Corleone, si riunirà mercoledì prossimo il nuovo consiglio comunale. Nominati due assessori

La sala del consiglio comunale di Corleone durante un incontro sindacale
E' stato convocato per mercoledì prossimo 12 dicembre, alle ore 16.00, il nuovo consiglio comunale eletto nelle elezioni dello scorso 25 novembre. All'ordine del giorno: l'insediamento, le eventuali surroghe e il giuramento dei consiglieri eletti; l'esame delle condizioni di eleggibilità e candidabilità dei consiglieri neo-eletti; la verifica dell'inesistenza di cause di incompatibilità; l'elezione del presidente e del vice-presidente del consiglio comunale; il giuramento del sindaco.

Corleone, finanziata la ristrutturazione della "Casa del Popolo" voluta da Bernardino Verro: diventerà il luogo della memoria del movimento contadino

I locali della Casa del Popolo realizzata nei primi del '900 da B.
Verro e dai suoi contadini, per tanti anni sede della coop Unione agricola
Con un comunicato dello scorso 5 dicembre,  Il sindaco di Corleone Nicolò Nicolosi informa che è stato finanziato con D.D.G. n° 3681 del 05/12/2018 il progetto esecutivo relativo ai lavori di Restauro, risanamento conservativo e adeguamento sismico dell’edificio sito in via Bernardino Verro da destinare ad archivio storico del movimento contadino con annessa riqualificazione urbana, per il costo complessivo di €. 1.171.746,43, come comunicato dall’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, avv. Marco Falcone. Questi lavori rientrano nell’intervento strategico “Interventi di Recupero e Rifunzionalizzazione finalizzati al Miglioramento della qualità della vita ed allo sviluppo sostenibile dei Comuni della Regione Sicilia”.
Una buona notizia per Corleone, che nell'arco di alcuni mesi potrà cominciare a concretizzare l'idea di avere il "luogo" dove conservare e valorizzare la memoria storica del movimento contadino corleonese e siciliano, che ha contribuito alla costruzione di una moderna società dei diritti. della democrazia e della libertà. 
Su un simile progetto si potrà sviluppare una buona sinergia tra il comune e e organizzazioni sindacali, professionali e culturali, che da tempo si battono per gli stessi obiettivi. (dp)

Intitolata venerdì mattina a Felicia Impastato la seconda delle 19 “vie dei diritti” del quartiere Bonagia

Un momento dell'intitolazione della strada a Felicia Impastato

Palermo 7 dicembre 2018 – Intitolata oggi a Felicia Impastato la via del Bassotto a Bonagia. La targa dedicata alla mamma di Peppino Impastato è stata posta dall'amministrazione comunale e dalla Cgil Palermo proprio nel giorno del quattordicesimo anniversario della sua scomparsa. Alla cerimonia di intitolazione sono intervenuti il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, il sindaco di Cinisi Giangiacomo Palazzolo, il segretario generale della Cgil Enzo Campo, Giovanni Impastato, fratello di Peppino e Umberto Santino, presidente del centro siciliano di documentazione “Giuseppe Impastato”. E' la seconda intitolazione delle “vie dei diritti” dopo la strada dedicata mercoledì a Giuseppe Puntarello, segretario della Camera del Lavoro di Ventimiglia di Sicilia ucciso il 4 dicembre del 1945. LEGGI ANCHE L'ARTICOLO SU BLOGSICILIA

giovedì 6 dicembre 2018

Le “vie dei diritti”. Domani l'amministrazione comunale e la Cgil intitolano una strada di Bonagia a Felicia Impastato, nel giorno del suo 14° anniversario

Felicia Bartolotta Impastato, madre di Peppino 
Palermo 6 dicembre 2018 – Domani alle ore 9 sarà intitolata a Felicia Impastato la via del Bassotto a Bonagia. La targa dedicata alla mamma di Peppino Impastato, che dopo la morte del figlio combatté senza sosta per chiedere giustizia per il figlio e verità per la sua morte, sarà posta dall'amministrazione comunale e dalla Cgil Palermo proprio nel giorno del quattordicesimo anniversario della sua scomparsa.
E' la seconda intitolazione delle “vie dei diritti” dopo la strada dedicata mercoledì a Giuseppe Puntarello, segretario della Camera del Lavoro di Ventimiglia di Sicilia ucciso il 4 dicembre del 1945. Alla cerimonia di domani interverranno il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, il sindaco di Cinisi Giangiacomo Palazzolo, il segretario generale della Cgil Palermo Enzo Campo e Giovanni Impastato, fratello di Peppino.

mercoledì 5 dicembre 2018

Operazione “Cupola 2.0”. Individuata la “nuova” commissione provinciale di cosa nostra palermitana. Arrestato il “nuovo” capo Settimo Mineo

                                                           
Settimo Mineo, capo della Commissione  Provinciale palermitana di Cosa
Nostra e capo del mandamento di Pagliarelli
La Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo ha disposto un fermo di indiziato di delitto -  eseguito dai Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo - nei confronti di soggetti ritenuti a vario titolo responsabili di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsioni consumate e tentate, con l’aggravante di avere favorito l’associazione mafiosa denominata cosa nostra, fittizia intestazione di beni aggravata, porto abusivo di armi comuni da sparo, danneggiamento a mezzo incendio, concorso esterno in associazione mafiosa, risultato di quattro distinti procedimenti penali.
In particolare, le attività di indagine hanno consentito di cogliere in presa diretta la fase di riorganizzazione in atto all’interno di cosa nostra palermitana, documentando l’avvenuta ricostituzione della “nuova” commissione provinciale di Palermo che in data 29 maggio u.s. si è riunita in un luogo segretoha ristabilito le vecchie regole di cosa nostra, cristallizzate in una “cosa scritta”; ha deciso in capo a chi far ricadere la capacità di interlocuzione fra mandamenti, per la discussione e risoluzione di interessi illeciti comuni, individuando dei portavoce, delegati e presentati ufficialmente dagli stessi capi mandamento.

Carabinieri, operazione Cupola 2.0. Arrestato anche Stefano Polizzi, il capo della famiglia mafiosa di bolognetta

Stefano Polizzi
E sono 47! La presenza capillare sul territorio delle Stazioni Carabinieri, ancora una volta è stata l’arma vincente, dimostrandosi punto di forza e pietra fondante dell’Istituzione, permettendo ai Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo di assicurare alla giustizia Stefano POLIZZI, nato a Palermo, classe 1955, capo della famiglia mafiosa di Bolognetta.
L’uomo - tra i destinatari del fermo di indiziato di delitto disposto dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, che ieri ha azzerato la “CUPOLA 2.0” - è stato rintracciato questa notte dai  Carabinieri della Stazione di Bolognetta in quei luoghi.
L’accusa nei suoi confronti è di partecipazione all’associazione mafiosa con l’aggravante delle funzioni direttive, che ha espletato:
-     mantenendo il controllo sul territorio ed intrattenendo rapporti frequenti e qualificati con SCIARABBA Salvatore;
-     prendendo parte ad almeno due summit mafiosi tenutisi a Misilmeri il 13 e 27 maggio 2017;
-     risolvendo le questioni imprenditoriali sorte con altri mafiosi o persone vicine ai mafiosi locali, anche mediante il ricorso all’intervento dello SCIARABBA;
-     veicolando i messaggi trasmessi, mediante ricorso di bigliettini (c.d. pizzini), dallo SCIARABBA e ponendo in essere condotte volte ad eludere le investigazioni;
-     attivandosi, anche su richiesta di soggetti terzi, per recuperare i beni provento di furto.

A Palermo oggi la prima delle 19 "vie dei diritti" intitolata a Giuseppe Puntarello

Un momento dell'inaugurazione di via G. Puntarello
Le strade dei sindacalisti. Intitolata oggi la prima delle 19 “vie dei diritti” a Giuseppe Puntarello nel quartiere Bonagia. Enzo Campo: “Palermo unica città a ricordare tutti i sindacalisti uccisi. Chiediamo verità e giustizia per i delitti impuniti dei nostri dirigenti che hanno dato vita al movimento antimafia”.
Palermo 5 dicembre 2018 – Intitolata oggi a Giuseppe Puntarello, segretario della Camera del Lavoro di Ventimiglia di Sicilia, vittima di mafia, la prima delle 19 “vie dei diritti” dedicate ai sindacalisti uccisi nel secondo dopoguerra. Largo del Camoscio da oggi si chiama via Giuseppe Puntarello. Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, il sindaco di Ventimiglia di Sicilia Antonio Rini, il comandante della polizia municipale Gabriele Marchese, il segretario Cgil Palermo Enzo Campo, i parenti di Puntarello, tra cui l'unica figlia rimasta, Alfonsina, di 92 anni, e altri familiari di vittime di mafia, esponenti del sindacato, dei partiti e dell'associazionismo.

martedì 4 dicembre 2018

Palermo, operazione “cupola 2.0”. Arrestato il nuovo capo della Commissione provinciale di Cosa nostra

46 arrestati, individuata la “nuova” commissione provinciale di Cosa nostra palermitana. Arrestato il “nuovo” capo
La direzione distrettuale antimafia di Palermo ha disposto un fermo di indiziato di delitto - eseguito dai carabinieri del comando provinciale di Palermo  - nei confronti di soggetti ritenuti a vario titolo responsabili di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsioni consumate e tentate, con l’aggravante di avere favorito l’associazione mafiosa denominata cosa nostra, fittizia intestazione di beni aggravata, porto abusivo di armi comuni da sparo, danneggiamento a mezzo incendio, concorso esterno in associazione mafiosa, risultato di quattro distinti procedimenti penali. In particolare, le indagini hanno consentito di cogliere in presa diretta la fase di riorganizzazione in atto all’interno di cosa nostra, documentare l’avvenuta ricostituzione della “nuova”commissione provinciale di Palermo, trarre in arresto il “nuovo capo” della commissione provinciale, Settimo Mineo, capo del mandamento di Pagliarelli.
I contenuti dell’operazione sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta stamani presso il Palazzo di giustizia di Palermo, alla presenza del procuratore nazionale antimafia (dott. Cafiero de Raho), del procuratore di Palermo (dott. Lo Voi) e del procuratore aggiunto - dda (dott. De Luca), nonche’ del comandante della Legione Carabinieri “Sicilia” (gen. B. Cataldo) e del comandante provinciale Carabinieri di Palermo (col. Di Stasio).

Palermo, le vie dei diritti. Progetto memoria. Domani Largo del Camoscio diventa Largo Giuseppe Puntarello, sindacalista assassinato dalla mafia



Le “vie dei diritti”. Da domani parte l'intitolazione di 19 strade del quartiere di Bonagia a sindacalisti della Cgil caduti sotto il piombo mafioso negli anni Quaranta e Cinquanta. Appuntamento ore 9 in Largo del Camoscio per l'intitolazione della strada a Giuseppe Puntarello. Saranno presenti la figlia Alfonsa Puntarello di 92 anni e i nipoti.
Palermo 4 dicembre 2018 – Le “vie dei diritti”. Da domani, la Cgil Palermo, grazie alla disponibilità dell'amministrazione comunale, avvierà l'intitolazione di 19 strade del quartiere di Bonagia a sindacalisti, capilega e dirigenti del movimento contadino uccisi dalla mafia negli anni dell'offensiva nei confronti delle Camere del Lavoro. Dell'elenco – che sarà presentato domani alla stampa con tutte le date delle successive intestazioni - fanno anche parte tre donne simbolo della lotta contro la mafia. 

lunedì 3 dicembre 2018

Corleone, ancora una frana sulla SS 118. A quando la mobilitazione per la sicurezza e la viabilità del territorio?

Il tratto di frana della SS118 tra Tagliavia e Ficuzza

DINO PATERNOSTRO
Adesso è franato anche un tratto della SS118, tra il bivio Tagliavia e Ficuzza. È accaduto ieri. La linea di frana, lunga una cinquantina di metri, ha fatto abbassare più di metà della carreggiata, rendendola intransitabile. Sono intervenuti gli operai dell’Anas, che hanno immediatamente transennato il tratto interessato dalla frana, istallando dei semafori per regolare il transito a senso unico alternato. Ma la corsia transitabile è molto stretta: consente a malapena il passaggio di un’autobus. (GUARDA L'ALBUM FOTOGRAFICO)

domenica 2 dicembre 2018

Palermo, mostra sui luoghi del Gattopardo

Nell’ambito della mostra  “Il set del Gattopardo in 300 immagini” e a 60 anni dalla pubblicazione del capolavoro  di Giuseppe Tomasi di Lampedusa 
I luoghi del Gattopardo
Relatrice
Maria Antonietta Ferraloro, Docente e saggista
Presentazione
Carlo Pastena, Direttore della Biblioteca
Alfonso Lo Cascio, Presidente regionale BCsicilia
Giuseppe Cusmano, Presidente Centro Studi “La Donnafugata del Gattopardo”
Mercoledì 5 dicembre 2018 - ore 16,30
Biblioteca centrale Regione siciliana A. Bombace
Via Vittorio Emanuele, 429 – Palermo
Il legame che Giuseppe Tomasi di Lampedusa instaura con i luoghi nei quali si trova a vivere, nel corso della sua esistenza, è talmente forte da ripercuotersi sulla sua produzione letteraria. Le città, piccole o grandi che siano, che abita o visita o esplora, sempre col passo meditabondo di un inguaribile flâneur, influenzano infatti, in maniera significativa, il suo processo creativo. In alcuni casi, è possibile sovrapporre “quasi” perfettamente lo spazio reale, che il Principe scrittore ha percorso, osservato, amato con la trasfigurazione letteraria che in seguito ne ha fatto.

50 anni fa la strage di Avola: un attacco al sessantotto siciliano e alle lotte contadine

La manifestazione di Avola

di PIETRO SCAGLIONE
In un freddo 2 dicembre di 50 anni fa, nell'estremità sudorientale della Sicilia, ad Avola, in Provincia di Siracusa, il Reparto Celere della Polizia sparò sulla folla che chiedeva diritti, pane, redistribuzione delle terre, salari adeguati. Il bilancio fu drammatico: due braccianti furono uccisi dai proiettili delle forze dell'ordine e numerosi manifestanti furono feriti. Una delle 2 vittime, Giuseppe Scibilia, di quarantasette anni, era originaria della zona dove avvenne l'eccidio. L'altro contadino ucciso, Angelo Sigona, di ventinove anni, era nato a pochi chilometri di distanza, a Cassibile, il paese dove, nel settembre del ’43, il generale Castellano firmò l’armistizio per l’Italia sotto la tenda del generale Eisenhower.

L’eccidio di Avola nell’Italia del 68: i braccianti volevano la fine delle gabbie salariali

L'Unità del 3 dicembre 1968
di GIORGIO FRASCA POLARA
“Che cosa è successo? C’è stato un gran dispiacere perché non erano morte delle bestie ma erano stati uccisi dei compagni”. Questa la testimonianza di un anziano operaio agricolo il 3 dicembre 1968 all’inviato di “Lotte agrarie”, il periodico della Federbraccianti-Cgil. E’ l’Italia del ‘68, appunto, scossa dalle manifestazioni degli studenti, alla vigilia di un’imponente stagione di lotte operaie e contadine. Ma è anche l’Italia dove la destra cerca e innesca provocazioni proprio per bloccare un sempre più esteso e incontrollabile movimento di masse giovanili e operaie. E’ l’Italia del dimissionario governo balneare di Giovanni Leone, in cui il siciliano Franco Restivo è ministro dell’Interno. Si prepara il primo governo di centrosinistra di Rumor e Nenni, mentre il socialista Sandro Pertini è stato appena eletto presidente della Camera. E, nell’appendice di questa Italia, i trentaduemila braccianti della provincia di Siracusa sono impegnati da molte settimane (ma chi lo sa? chi ne scrive? Il silenzio è totale) in una durissima vertenza con una delle agrarie più ricche, più potenti ma anche più retrive e intransigenti del Mezzogiorno.