venerdì 16 novembre 2018

STORIE. Corleone. La via di Riina intitolata a Cesare Terranova, il giudice ucciso dalla mafia

Via Scorsone diventerà via Cesare Terranova

SALVO PALAZZOLO.
C’è una stradina nel cuore di Corleone che racconta un pezzo di storia d’Italia. Storia di mafia, di arroganza e di ossequio ai criminali. Da domani, quella stradina sarà un simbolo di rinascita. La via Scorsone dove abita la famiglia del boss Totò Riina cambia nome. Si chiamerà via Cesare Terranova, in ricordo del giudice istruttore di Palermo che per primo, negli anni Sessanta, indagò sul giovane killer diventato il capo di Cosa nostra. Per quell’inchiesta il magistrato venne ucciso, assieme al maresciallo Lenin Mancuso, il 25 settembre 1979.

Le tre commissarie che reggono il Comune di Corleone dopo lo scioglimento per mafia — Giovanna Termini, Rosanna Mallemi e Maria Cacciola — hanno voluto dare un segnale che più chiaro non poteva essere. E sostenute dalla prefetta di Palermo Antonella De Miro hanno scelto un atto molto simbolico per concludere la loro gestione, iniziata nel 2016. A fine mese, a Corleone si vota, presto si insedieranno un sindaco e un consiglio comunale. E si riparte da via Cesare Terranova, che è ancora una trincea. Qualche mese fa, le commissarie mandarono i messi comunali per provare ad espugnarla: avevano il compito di notificare un’ingiunzione di pagamento per la tassa sui rifiuti. Mai nessuno aveva osato tanto in via Scorsone. La signora Ninetta Bagarella, la moglie del padrino morto un anno fa, non aprì neanche la porta. Le tre commissarie non si sono arrese. E alla fine hanno vinto loro, ha vinto lo Stato. Dopo la minaccia di un pignoramento, donna Ninetta ha chiesto di rateizzare quanto dovuto.
Come qualsiasi altra cittadina. Ma ancora altri hanno continuato a fare ossequi rispettosi in via Scorsone. La processione di San Giovanni Evangelista è stata addirittura fermata davanti alla porta di casa dei Riina, al civico 24. E quella strada è tornata ad essere simbolo di cultura mafiosa. Carabinieri e polizia hanno denunciato il giovane confrate che aveva suonato la campanella per scandire la rispettosa sosta, di recente è stato pure condannato a sei mesi. Mentre l’arcivescovo di Monreale, monsignor Michele Pennisi, ha ordinato che le processioni non passino più da via Scorsone. Chissà se adesso i santi torneranno in via Cesare Terranova. Di sicuro, Corleone è cambiata.
In questi ultimi mesi, c’è stata un’altra prima volta, la grande festa organizzata dalle commissarie con gli studenti per commemorare il pastorello Giuseppe Letizia, ucciso 70 anni fa perché era testimone scomodo di un delitto. Mai nessuno l’aveva ricordato.

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