sabato 10 novembre 2018

Palermo, silenzio e commozione ai funerali del medico ucciso dal fango

I funerali del dott. Giuseppe Liotta

Silenzio, commozione e tante lacrime. Ci sono le autorità ma soprattutto tanta gente comune, oltre ad amici e conoscenti, ai funerali di Giuseppe Liotta, il medico pediatra morto in seguito all'alluvione dello scorso weekend. Fiori bianchi sulla bara in legno scuro mentre la folla in silenzio si stringe attorno alla moglie, anche lei medico e ai parenti. Persone comuni che hanno voluto essere presenti al funerale del medico dei bambini, molto apprezzato e conosciuto in città, che con profondo senso del dovere si era messo in macchina per raggiungere il luogo di lavoro, l'ospedale di Corleone, nonostante le condizioni meteo proibitive ed un allerta meteo "rossa".

Spiccano le casacche "fluo" del Soccorso Alpino. Tra i banchi della parrocchia "Mater ecclesiae" di Palermo è presente anche Vincenzo Biancone, l'operatore del Soccorso Alpino che ha rinvenuto per primo il corpo senza vita del pediatra, dopo giorni di estenuanti ricerche. Si scorgono anche il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, il prefetto Antonella De Miro, rappresentanti delle forze dell'ordine e l'arcivescovo Corrado Lorefice di Palermo che celebra, commosso, le esequie.
"Cari genitori di Giuseppe, parenti, fratelli e sorelle, sento forte il bisogno di stringermi accanto a voi, di farvi giungere la mia vicinanza per questa lacerante sofferenza per la perdita di Giuseppe - ha detto l'arcivescovo - dopo gli estenuanti giorni di ricerca, nella Bibbia, con la quale Dio continua il dialogo con noi, il Cantico dei Cantici parla della ricerca spasmodica dell'amato: Nel Vangelo, Maria - ha continuato Lorefice - trova il sepolcro vuoto, non sapeva dove l'avevano posto. Dio ha sentito il vostro grido, conosce già la vostra angoscia, lui conosce la nostra sofferenza, quella di chi perde la persona sempre amata. Anche Gesù è morto per amore, solo per amore. Lui è l'amore, che si rivela.sulla croce. Le grandi acque non possono spegnere l'amore. Nè i fiumi travolgerlo. La morte continua a riempire i sepolcri, ma per chi muore avendo conosciuto l'amore di Cristo, il testimone di Dio è amore, nulla può la morte. Giuseppe è stato trovato in un vigneto, è un vero discepolo di Cristo".
"Non è facile essere qui. Non mi sento di aggiungere nulla alle parole d'amore raccolte per Giuseppe. Nel ringraziare tutti quelli che ci hanno aiutato, vorrei  avere per tutti una carezza: per le forze dell'ordine, per volontari, per l'unità di crisi e per tutti coloro che si sono stretti a noi in questa ricerca", ha detto Floriana Di Marco, la moglie di Giuseppe Liotta. "Il messaggio positivo è che non siamo mai stati soli. Questo abbraccio non lo dimenticherò mai. Ho visto in questi giorni - ha detto leggendo una lettera in una chiesa gremita - quanti uomini fantastici ci sono stati vicini, e mio marito era uno di loro. Giuseppe non è un eroe che ha messo a repentaglio la vita per i suoi piccoli pazienti, perché i primi piccoli pazienti erano a casa. Se di eroismo dovremmo parlare, dovremmo celebrare tutti i lavoratori che quella notte erano al lavoro". "Per Giuseppe il motore del suo agire era fatto da forte senso di etica cristiana - ha detto ancora - Ringrazio le istituzioni che si sono fatte presenti. Ho incontrato una pia donna il prefetto di Palermo, che è stata come una madre per me, il sindaco di Palermo e la città di Corleone. Ringrazio l'arma dei carabinieri, sono stati degli eroi. Sono nipote di un carabiniere ucciso nel gennaio 1947 per me è stato come ricevere l'amore di un nonno, conosciuto solo dai ricordi di mia nonna".
Oggi su disposizione del sindaco in tutte le sedi e uffici comunali viene esposta la bandiera a mezz'asta in segno di lutto.
La Repubblica, 10 nov 2018

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