sabato 24 novembre 2018

L’intervista/2. Ugo Forello: “Scelta, non errore giusto il no di Luigi”


FRANCESCO PATANÈ
«Su temi come la lotta alla mafia non si possono commettere leggerezze, soprattutto in Sicilia, a Corleone». È indignato Ugo Forello, tra i fondatori di Addiopizzo, avvocato ed ex capogruppo consiliare dei 5 Stelle a Palermo (ricusato dagli “ortodossi”), per la foto del candidato grillino accanto al nipote acquisito di Provenzano.
È stata una leggerezza o un calcolo elettorale a quattro giorni dal voto?
«Spero sia stato un errore grossolano, ma di sicuro è stata una decisione consapevole. Pascucci è sì un uomo nuovo della politica, ma ha anche molta esperienza sui temi dell’antimafia, non è un giovincello alle prime armi. La sua è stata una leggerezza consapevole».
Non solo la foto, ma anche l’intento dichiarato di aprire un dialogo con le famiglie dei mafiosi. Solo leggerezza?
«Il suo gesto è stato molto inopportuno. In un paese come Corleone, con il significato che ha per tutta Italia e per la lotta alla mafia, prendere un caffè e farsi fotografare con un nipote acquisito di Bernardo Provenzano è stato quanto meno inopportuno».
Va detto che il nipote acquisito non è un mafioso.
«Sacrosanto: nessuno vuole criminalizzare i parenti dei boss, che non sono per forza di cose mafiosi anche loro. Ma è chiaro che chi si candida a essere un uomo delle istituzioni non può mandare messaggi anche solo ambigui. Altra cosa sarebbe stata se Pascucci si fosse fatto fotografare con uno che ha preso apertamente le distanze dai parenti mafiosi: sarebbe stato un messaggio non equivocabile».
Luigi Di Maio però ha subito scaricato Pascucci, ha rinunciato a salire sul palco ieri sera e in un videomessaggio ha censurato il suo comportamento.
«A Corleone ci si fa vedere con i parenti delle vittime di mafia, non con personaggi equivoci. Sono amareggiato. Anche perché era una campagna che stava finendo in grande stile e sulla quale il Movimento aveva investito molto. Anch’io, nei panni di Di Maio, non sarei andato a Corleone. La presa di distanza del Movimento nei suoi confronti è netta».
Siamo all’anticamera dell’espulsione?
«È inequivocabile che si sia creata una frattura fra lui e il Movimento. Questa consapevolezza è alla base delle divergenze, difficilmente rimarginabili».
Repubblica Palermo, 24 nov 2018

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