martedì 27 novembre 2018

Felicia Impastato, Placido Rizzotto e gli altri: ecco le vie dell’antimafia a Palermo

Felicia Bartolotta Impastato

di TULLIO FILIPPONE
Le strade di Bonagia cambiano nome: eroi al posto degli animali. Le intitolazioni nel giorno degli anniversari. La prima il 5 dicembre
Era solo la via del Bassotto, adesso tutti leggeranno il nome di Felicia Impastato, le battaglie per il movimento contadino di Placido Rizzotto rivivranno invece in quella che era via del Levriere. I sindacalisti e gli eroi antimafia siciliani, caduti sotto il piombo dei boss, e le madri e le mogli che si sono battute perché il loro nome venisse ricordato per sempre, avranno una strada intitolata a loro nome. In largo del Camoscio, il 5 dicembre, il Comune e la Cgil, che due anni fa ha chiesto di onorare la memoria di 32 personalità uccise dalla mafia, inaugureranno largo Giuseppe Puntarello, assassinato a Ventimiglia di Sicilia nel 1945. L’anno prossimo, nel giorno dei rispettivi anniversari di morte seguiranno le inaugurazioni delle strade dedicata ad altre quindici personalità. Tutte a Bonagia, quartiere «popolare e operaio», come sottolinea la Cgil, ma anche il distretto dove cambiare la toponomastica non fa torto a nessuno. Con buona pace delle razze canine e animali. Due giorni dopo, il 7 dicembre, la via del Bassotto si trasformerà in via Felicia Impastato, madre coraggio di Peppino, scomparsa lo stesso giorno del 2004. E il 10 marzo prossimo la via del Levriere, simbolo del quartiere, che lo avvolge e lo separa da Belmonte Chiavelli, cambierà l’insegna e onorerà la memoria di Placido Rizzotto, trucidato dai corleonesi di Luciano Liggio proprio in quel giorno del 1947.
«Con questa iniziativa — dice Enzo Campo, segretario generale della Cgil Palermo — vogliamo onorare la memoria dei sindacalisti che hanno perso la vita contro la mafia nelle battaglie del mondo agricolo degli anni Venti e Quaranta, molti anni prima degli Ottanta e Novanta». Nomi e storie che adesso stravolgeranno la toponomastica del quartiere. Come Giuseppe Casarrubea, che sostituirà la via del Volpino, Damiano Lo Greco al posto di via del Segugio, Nunzio Sansone in via della Lontra, Nunzio Passafiume in via Pernice, Vincenzo Lo Iacono in via dello Spinone, Filippo Intili in via Folaga, Agostino D’Alessandra in via della Martora, Girolamo Scaccia in via della Capinera, Giovanni Castiglione in largo dei Faggiani, Giuseppe Maniaci in via dell’Allodola, i fratelli Santangelo in largo del Fringuello. Ma tra i nomi scelti ci sono anche le donne coraggio che si sono battute per il sacrificio dei mariti e dei figli. Non solo la madre di Peppino Impastato, ma anche Maria Vallone, la cui nuova strada guarderà quella già dedicata al suo ex marito Giuseppe Rumore, ucciso con due colpi di fucile, dopo lo sciopero delle campagne prizzesi. O ancora Francesca Serio, attivista e madre del sindacalista socialista Giuseppe Carnevale, assassinato a Sciara a colpi di Lupara nel 1955. «Abbiamo voluto dare un riconoscimento al coraggio di queste tre donne anche per dare un segnale e cambiare la toponomastica di Palermo, dove le donne, come in altre parti d’Italia, non hanno avuto il giusto riconoscimento — dice Michelangelo Salamone, responsabile dell’ufficio Toponomastica del Comune — A Bonagia c’erano già delle strade intitolate a dei sindacalisti, come Guido Rossa e Giuseppe Rumore e sicuramente era più facile sostituire la toponomastica delle razze canine e delle specie di animali». In questi mesi, circa la metà dei residenti nelle strade che cambieranno nome hanno ricevuto una lettera di comunicazione alla quale dovranno rispondere inviando i dati catastali. «Dal punto di vista amministrativo i sistemi sono informatizzati e registreranno i cambiamenti delle strade — conclude Salamone — tuttavia abbiamo bisogno dei dati catastali, che poi gli uffici aggiorneranno, perché i registri da qualche anno sono unificati a livello nazionale».
La Repubblica Palermo, 27 nov 2018

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