mercoledì 21 novembre 2018

Claudio Fava: "Dopo due anni di lavoro i Commissari prefettizi hanno bonificato il Comune di Corleone, tagliato privilegi, smaltito opacità e recuperato risorse"

Claudio Fava a Corleone
La Commissione regionale contro la mafia e la corruzione ha incontrato oggi a Corleone i commissari prefettizi che amministrano le due città accompagnandole al voto del prossimo 25 novembre, dopo lo scioglimento per condizionamento mafioso. 
“Le due commissioni hanno lavorato per riportare alla normalità macchine amministrative fortemente permeate da condizionamenti e interferenze mafiose” ha spiegato il presidente Fava. “Preoccupante era soprattutto lo stato di assoluta opacità in cui versava il comune di Corleone: la riscossione dei tributi, totalmente inefficace, era affidato al cognato del boss mafioso Antonino Spera, capomafia di Belmonte; l'abitazione del boss locale Rosario Lo Bue, confiscata e assegnata al comune, da anni era stata lasciata nella disponibilità della famiglia Lo Bue; alcuni servizi comunali, esternalizzati con affidamenti diretti, erano stati affidati a imprese legate a famiglie mafiose; un’associazione che faceva capo al figlio di Bernardo Provenzano e che faceva promozione turistica del “mito mafioso” del paese era ospitata gratuitamente in locali comunali; il servizio di raccolta dei rifiuti era affidato a un’impresa gravata da un’interdizione per mafia…" 
"Dopo due anni di lavoro – prosegue Fava - i Commissari prefettizi hanno bonificato il Comune, tagliato privilegi, smaltito opacità e recuperato risorse. Dopo un’iniziale diffidenza, la popolazione si è mostrata sempre più vicina al loro lavoro."  "Ad essere rimasti lontani - conclude Fava - sembra siano invece i tre candidati a sindaco, che, da quello che abbiamo appreso, hanno bandito la parola "mafia" dalla propria campagna elettorale. E questo ci preoccupa”. 

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