martedì 27 novembre 2018

Pascucci: “L’argomento del dialogo coi parenti dei mafiosi andava trattato, scelta condivisa in campagna elettorale”

Maurizio Pascucci
Pascucci si aspetta l’espulsione, anche se, a suo dire, immeritata.
Corleone, 27 novembre 2018 – Non si calmano le acque sul tema elezioni, soprattutto per quanto riguarda le conseguenze dell’ormai famoso post pubblicato sui social dal candidato sconfitto Pascucci. Alla fine dei giochi, infatti, Pascucci non rinuncia a togliersi qualche peso dallo stomaco. “Io e la mia squadra siamo ancora convinti che l’argomento del dialogo con i parenti dei mafiosi andava trattato. La scelta di affrontare questo tema – afferma Pascucci in un’intervista a Lapresse – era stata largamente condivisa in campagna elettorale”. Si riferisce a Giuseppe Chiazzese, Roberta Alaimo, Mario Giarrusso e Piera Aiello, deputati dell’Antimafia.

Maurizio: le parole sbagliate nel momento sbagliato nel luogo sbagliato


SALVATORE CALLERI
Fondazione Caponnetto
Caro Maurizio, questo è un post che preferivo non scrivere perchè come ben sai evito di intervenire nelle polemiche social. Detto questo oggi sei riuscito ad esprimere le parole sbagliate, nel momento sbagliato e nel posto sbagliato.
Sei una persona per bene e non cambierò idea su di te. Ti conosco da anni, sei stato un mio collaboratore e mi dispiace vedere come le tue dichiarazioni sbagliate riportate da Repubblica oggi "intendo aprire un dialogo con i familiari dei mafiosi: non chiedo di rinnegare i parenti, ma di prendere le distanze dalle loro storie" porteranno al tuo suicidio politico in un momento di fibrillazione specie all'interno del movimento che ti sei scelto.

Felicia Impastato, Placido Rizzotto e gli altri: ecco le vie dell’antimafia a Palermo

Felicia Bartolotta Impastato

di TULLIO FILIPPONE
Le strade di Bonagia cambiano nome: eroi al posto degli animali. Le intitolazioni nel giorno degli anniversari. La prima il 5 dicembre
Era solo la via del Bassotto, adesso tutti leggeranno il nome di Felicia Impastato, le battaglie per il movimento contadino di Placido Rizzotto rivivranno invece in quella che era via del Levriere. I sindacalisti e gli eroi antimafia siciliani, caduti sotto il piombo dei boss, e le madri e le mogli che si sono battute perché il loro nome venisse ricordato per sempre, avranno una strada intitolata a loro nome. In largo del Camoscio, il 5 dicembre, il Comune e la Cgil, che due anni fa ha chiesto di onorare la memoria di 32 personalità uccise dalla mafia, inaugureranno largo Giuseppe Puntarello, assassinato a Ventimiglia di Sicilia nel 1945. L’anno prossimo, nel giorno dei rispettivi anniversari di morte seguiranno le inaugurazioni delle strade dedicata ad altre quindici personalità. Tutte a Bonagia, quartiere «popolare e operaio», come sottolinea la Cgil, ma anche il distretto dove cambiare la toponomastica non fa torto a nessuno. Con buona pace delle razze canine e animali. Due giorni dopo, il 7 dicembre, la via del Bassotto si trasformerà in via Felicia Impastato, madre coraggio di Peppino, scomparsa lo stesso giorno del 2004. E il 10 marzo prossimo la via del Levriere, simbolo del quartiere, che lo avvolge e lo separa da Belmonte Chiavelli, cambierà l’insegna e onorerà la memoria di Placido Rizzotto, trucidato dai corleonesi di Luciano Liggio proprio in quel giorno del 1947.

Corleone, ha vinto il centrodestra o la lista civica "Nuova Luce"?

I tre candidati sindaco di Corleone: Saporito, Nicolosi (eletto) e Pascucci 

Con 712 voti Maria Clara Crapisi è stata la star – la prima eletta - dei consiglieri comunali di Corleone, a sostegno del sindaco Nicolosi. Frutto della doppia preferenza di genere, ma anche di un indubbio sostegno da parte di una larga fetta di opinione pubblica, in particolare quella che fa riferimento alla parrocchia di MM.SS. delle Grazie. A rivendicare un ruolo di primo piano nella rielezione di Nicolosi è però anche il gruppo di “Diventerà Bellissima”, che ha eletto due consiglieri: Chiara Filippello con 699 voti e Luca Calandretti con 445. “Il risultato elettorale di Corleone ci riempie di orgoglio e ci rende fieri”, afferma Domenico Bonanno, coordinatore dei giovani di Diventerà Bellissima. “Il Centrodestra unito ha dimostrato di essere ancora una volta maggioranza assoluta. Il giusto mix tra esperienza e novità, ha dato slancio ad una proposta politica che oggi rappresenta l’inizio di un nuovo percorso per Corleone”. “Diventerà Bellissima dimostra ancora una volta la sua assoluta centralità nel panorama politico, confermandosi prima forza a Corleone. Un plauso a tutto il gruppo di Diventerà Bellissima Corleone ed un augurio ai nostri neo-eletti e al Sindaco Nicolosi”. A rivendicare “un posto al sole” nella vittoria elettorale di domenica scorsa ci sono anche gli ex Pd, capitanati da Salvatore Schillaci, ultimo segretario dei Democratici.

Asilo micro nido distrettuale di contrada Santa Lucia: ancora disponibili 4 posti

Il municipio di Corleone
La Commissione Straordinaria rende noto che con determinazione dirigenziale N° 940 del 23-10-2018 è stato aggiudicato il servizio di gestione dell’asilo micro nido distrettuale – Sezione Primavera, finanziato con i fondi del PAC Infanzia – Secondo Riparto. Il Servizio riguarda tutto il Distretto Socio Sanitario 40 e prevede le cosiddette “Sezioni Primavera” rivolte ai bambini divezzi, cioè i bambini da 24 a 36 mesi di età e riguarda 70 bambini, 10 per ogni comune del Distretto. L’asilo è organizzato nel modulo di frequenza, per sei ore giornaliere, per cinque giorni alla settimana, dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 14.00. Il modulo comprende il pasto e il posto letto per tutte le sezioni ubicate nei sette Comuni del Distretto.

LA POLEMICA. Corleone di mafia, sangue, speranze. "Quanto conta il cognome sbagliato"


Che fare con i 'figli di mafia'? Le risposte di Marilena Bagarella, Pippo Cipriani e Dino Paternostro.
PALERMO- Se sei un figlio di Corleone, rischi la condanna preventiva, la gogna perpetua, il fine pena mai. Infatti, se annuncerai, con orgoglio, altrove la tua appartenenza, ti scruteranno almeno perplessi. E nella mente degli interlocutori cominceranno a scorrere le note immagini di repertorio. Il ficodindia senza redenzione con le sue corone di spine. Riina e Provenzano incardinati nell'odio che li fece malamente vivere e disperatamente morire, dopo avere scavato camposanti di lacrime. La voce di Enzo Biagi in un antico reportage che pareva una cronaca di guerra sotto le bombe: “Stiamo entrando a Corleone...”. E ne sarai, malgrado tutto, come partecipe. Se sei il figlio di una vittima di mafia, non dimenticherai. Ogni passo sarà il testimone di un lutto che si rinnova, combattendo con la speranza, fiato dopo fiato, palmo a palmo. E se hai scelto una nobile, onesta e concreta antimafia per abbracciare il coraggio, dovrai misurarti con la gratuita rassegnazione degli altri. Tanto, cosa gli costa?

Regione Sicilia: ai minimi la fiducia dei cittadini

L'Assemblea Regionale Siciliana
L'indice di fiducia della popolazione siciliana nei confronti della pubblica amministrazione è appena del 12,5%, il più basso d'Italia; i valori più elevati del voto di scambio (9%) sono presenti in Sicilia e in Basilicata in prevalenza in occasione delle elezioni amministrative; nell'isola la corruzione colpisce in primo luogo il settore della sanità con una percentuale di reati del 10,1%. Sono alcuni dei desolanti dati pubblicati dal Centro Pio la Torre in occasione della riunione sul piano triennale anticorruzione e per la trasparenza messo a punto dall'amministrazione regionale, nella prospettiva della revisione annuale che dovrà essere completata entro gennaio 2019. 

lunedì 26 novembre 2018

Corleone al centrodestra: Nicolosi sindaco. Attende la scelta del M5S Pascucci

L'on. Nicolò Nicolosi, sindaco di Corleone eletto il 25 novembre
Corleone al centrodestra: Nicolosi sindaco. Pascucci attende scelta M5S
Al Comune torna Nicolò Nicolosi, già deputato DC, assessore regionale e parlamentare nazionale, con oltre il 55% di preferenze. Sconfitta la sinistra
di Roberto Ruvolo
GUARDA IL SERVIZIO DEL TGR SICILIA

A Palazzo Adriano il nuovo sindaco è Nicolò Granà

Nicolò Granà, nuovo sindaco di Palazzo Adriano
Appoggiato dalla Lista civica "SiAmo", Nicolò Granà ha ottenuto 867 voti, contro le 481 preferenze andate a Giuseppe Alessi sostenuto da 'Noi ci mettiamo la faccia. Il Comune, sciolto per mafia, era commissariato da due anni.
di Simona Licandro
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Corleone, intervista al neo-sindaco Nicolò Nicolosi: "Voglio dare tanto alla nostra città!"

L'on. Nicolò Nicolosi nuovo sindaco di Corleone

L'intervista è stata condotta dal direttore Dino Paternostro

Corleone, vince Nicolò Nicolosi che "doppia" Pascucci. Ultimo Saporito

A Corleone, alla fine della tempesta, è accaduto quello che era prevedibile accadesse: Nicoloò Nicolosi ha vinto con nettezza, conquistando 3.587 voti. Poco meno del doppio del candidato M5s Maurizio Pascucci, che ha ottenuto un risultato deludente: 1.830 voti. Ultimo Salvatore Saporito con i suoi 1.006 voti.
La vittoria di Nicolosi e dei suoi sostenitori (Ph. M. Midulla)
LEGGI I DETTAGLI DEL VOTO PER I SINDACI

Comuni sciolti per mafia, lo spoglio in diretta: a Corleone allunga Nicolosi, a Palazzo Adriano in vantaggio Granà

Lo spoglio delle schede in una sezione elettorale di Corleone

di Mario Midulla e Mario Raimondi 
Chiuse le urne a Corleone e Palazzo Adriano, i due comuni sciolti per infiltrazioni mafiose nel 2016. Lo spoglio è iniziato pochi minuti dopo le 23.
A Corleone affluenza al 61,13%, 6611 votanti su 10814.  Dopo circa 2000 schede scrutinate, in vantaggio sarebbe Nicolò Nicolosi, sostenuto da una lista civica,  politico di lungo corso - ex Dc, è stato sindaco di Corleone dal 2002 al 2007, più volte deputato regionale e per una legislatura parlamento nazionale, al candidato M5S Maurizio Pascucci e al rappresentante del Pd Salvatore Saporito, anche lui rappresentante di una lista civica.
Nicolosi fino a questo momento avrebbe ottenuto 1104 voti (55,06%), Pascucci 576 (il 28,73%) e Saporito 325 (15,21%)

domenica 25 novembre 2018

Elezioni a Corleone. Votano 6.611 elettori, più di mille in meno del 2012

Non sappiamo chi vincerà le elezioni comunali a Corleone, ma un primo dato lascia pensare che non ha vinto la partecipazione democratica dei cittadini. A fine giornata infatti, su 10.814 elettori hanno votato appena in 6.611. Nel 2012 erano stati 7.788. La disaffezione alla politica anche per le comunali non è un buon segnale. Vediamo cosa ci riserveranno le urne aperte... (dp)
Affluenza ai seggi elettorali alle ORE 23:00
hanno votato 6611 elettori su 10814 - 61,13%

Affluenza ai seggi elettorali alle ORE 19:00
44,52% su 10814 elettori

Affluenza ai seggi elettorali alle ORE 12:00
10,98% su 10814 elettori

Corleone e Palazzo Adriano al voto: il servizio del Tg3 di Veneziani

Sono due i comuni siciliani sciolti per Mafia in cui oggi si vota per rinnovare le amministrazioni locali: Palazzo Adriano e Corleone. Paese simbolo, quest'ultimo, del potere di Cosa Nostra e che arriva alle urne dopo giorni di polemica. Per il Tg3 delle 19 del 25 novembre 2018, il servizio dell'inviato Massimo Veneziani
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INTERVISTA. Letizia Battaglia: “I mafiosi sono dentro le istituzioni, ecco perché non ammazzano più i politici”

La fotoreporter palermitana Letizia Battaglia

FRAncesca matta
Parla la storica fotoreporter siciliana: “Un nome di sinistra oggi? Non riuscirei a farlo. Penso a Berlinguer e Pasolini”. E le donne? “Sono più consapevoli di se stesse, sono gli uomini che non lo sono”
A 83 anni, Letizia Battaglia è ancora piena di entusiasmo. Prima fotoreporter italiana donna a lavorare per un giornale, L’Ora di Palermo, conserva ancora le abitudini di una donna che si è fatta largo in un ambiente – quello giornalistico degli anni Settanta – prettamente maschile. Le sigarette, che fuma indisturbata prima del suo intervento al festival “Pazza Idea. Femminile Plurale” al Ghetto di Cagliari, ne sono la prova. «La mafia gioca sullo sbandamento, sul non avere direzioni, ideali. È già tanto avere dei sogni, pensare di portare avanti dei progetti culturali. Questo alla mafia non fa bene», racconta durante la rassegna – in corso fino al 25 novembre - che l’ha scelta tra le protagoniste di un dibattito costruito sull’attualità al femminile. Dopotutto, è stata lei ad aver mostrato per prima i volti delle donne, più o meno giovani, che abitavano la sua città.

sabato 24 novembre 2018

Il caso. Corleone, il candidato M5S nei guai Di Maio: “Merita l’espulsione”


emanuele lauria
Dopo il servizio di Repubblica sull’aspirante sindaco Pascucci che auspica il dialogo con i parenti dei mafiosi il vicepremier annulla il comizio e ne chiede la cacciata. Lui rilancia: “Avanti a testa alta”
Palermo - La più eclatante sconfessione pubblica di un proprio candidato si consuma in due minuti e due secondi, in un video girato sull’autostrada che dall’aeroporto intitolato a Falcone e Borsellino porta a Palermo: « I voti della mafia ci fanno schifo » , è costretto a rimarcare Luigi Di Maio, prendendo le distanze dal rapresentante M5S alle elezioni di Corleone, Maurizio Pascucci, che - come rivelato da Repubblica ieri mattina - aveva postato sul suo profilo Facebook una foto col nipote del superboss Bernardo Provenzano e aveva auspicato « l’apertura di un dialogo con i parenti dei mafiosi».

Il retroscena. Le elezioni e la mafia. Ira, anatemi e dietrofront grillini in tilt sul caso Corleone


EMANUELE LAURIA
Prima Giarrusso attacca i “giornalisti sciacalli”, poi Di Maio silura il candidato I big 5Stelle bocciano l’apertura ai parenti dei boss. L’aspirante sindaco resiste
Imbarazzi, scatti d’ira, poi tutti ad applaudire Luigi Di Maio. È la giornata dello psicodramma, per i 5Stelle siciliani, spiazzati da un’improvvida uscita di colui che doveva essere il simbolo della conquista della ex capitale della mafia da parte degli “onesti”. E invece no, Maurizio Pascucci da Cecina, curriculum di tutto rispetto imperniato sull’attività per la fondazione Caponnetto, ha tradito tutti, con quelle dichiarazioni rese a Repubblica («Voglio aprire un dialogo con i parenti dei mafiosi») e con quella foto al fianco del nipote di Bernardo Provenzano. Il leader del Movimento, che doveva chiudere la campagna elettorale, non ha avuto neanche bisogno di consultare i suoi fedelissimi, una volta sbarcato nel primo pomeriggio a Palermo.

L’intervista/1. Claudio Fava: “Solo silenzi sui clan e il Pd si è defilato”

GIOACCHINO AMATO
«Pascucci non è un ingenuo, quella foto era un chiaro messaggio di disponibilità a ricevere qualsiasi tipo di voti e fa parte di una strategia, non di superficialità». Claudio Fava, presidente della commissione regionale Antimafia, attacca il candidato sindaco 5Stelle di Corleone.
Perché parla di strategia?
«In politica e in un paese simbolo come Corleone, per giunta sciolto per mafia, le parole e i gesti sono pietre. Farsi quella foto a quattro giorni dalle elezioni non significa volere redimere i familiari dei mafiosi. Io sono stato fra i pochi a sostenere il diritto del boss Provenzano di morire nel suo letto, sono d’accordo a costruire un ponte culturale con le famiglie dei boss. Ma queste cose si fanno dopo essere stati eletti. Poco prima del voto diventa una captatio benevolentiae. E poi quella foto non è l’unico episodio grave».
E cos’altro c’è?
«Da presidente dell’Antimafia ho sentito i tre commissari. E a me risulta che Pascucci ha accettato il sostegno della maggior parte degli assessori della giunta sciolta per mafia. Non ha mai preso le distanze. E i commissari riferiscono che in tutta la campagna elettorale non si è parlato né di mafia né dei motivi che hanno portato allo scioglimento. Insomma, c’è stato un silenzioso e pericoloso consenso del candidato di fronte a questo sostegno e a questo punto la foto con il parente di Provenzano mi sembra più il messaggio finale agli elettori, a certi elettori, che un gesto di misericordia».
Un altro episodio dopo il caso Santapaola a Misterbianco.
«Quello è ancora più preoccupante perché questo signore è vicesindaco. Martedì in commissione decideremo quando convocare in audizione il sindaco Di Guardo. Ma questi sono tutti episodi che dimostrano come la mafia tenti sempre di controllare le amministrazioni locali».
Il Pd in imbarazzo a Misterbianco e senza il suo simbolo a Corleone. L’antimafia non è più di sinistra?
«Essere presenti in una città come Corleone, simbolo anche per le sue amministrazioni antimafia, per le prime confische, è un investimento politico che un partito, qualunque esso sia, deve fare. Una necessità nemmeno da discutere. Non esserci comunica un allarmante “rompete le righe”».
La Repubblica Palermo, 24 nov 2018

L’intervista/2. Ugo Forello: “Scelta, non errore giusto il no di Luigi”


FRANCESCO PATANÈ
«Su temi come la lotta alla mafia non si possono commettere leggerezze, soprattutto in Sicilia, a Corleone». È indignato Ugo Forello, tra i fondatori di Addiopizzo, avvocato ed ex capogruppo consiliare dei 5 Stelle a Palermo (ricusato dagli “ortodossi”), per la foto del candidato grillino accanto al nipote acquisito di Provenzano.
È stata una leggerezza o un calcolo elettorale a quattro giorni dal voto?
«Spero sia stato un errore grossolano, ma di sicuro è stata una decisione consapevole. Pascucci è sì un uomo nuovo della politica, ma ha anche molta esperienza sui temi dell’antimafia, non è un giovincello alle prime armi. La sua è stata una leggerezza consapevole».
Non solo la foto, ma anche l’intento dichiarato di aprire un dialogo con le famiglie dei mafiosi. Solo leggerezza?
«Il suo gesto è stato molto inopportuno. In un paese come Corleone, con il significato che ha per tutta Italia e per la lotta alla mafia, prendere un caffè e farsi fotografare con un nipote acquisito di Bernardo Provenzano è stato quanto meno inopportuno».
Va detto che il nipote acquisito non è un mafioso.
«Sacrosanto: nessuno vuole criminalizzare i parenti dei boss, che non sono per forza di cose mafiosi anche loro. Ma è chiaro che chi si candida a essere un uomo delle istituzioni non può mandare messaggi anche solo ambigui. Altra cosa sarebbe stata se Pascucci si fosse fatto fotografare con uno che ha preso apertamente le distanze dai parenti mafiosi: sarebbe stato un messaggio non equivocabile».
Luigi Di Maio però ha subito scaricato Pascucci, ha rinunciato a salire sul palco ieri sera e in un videomessaggio ha censurato il suo comportamento.
«A Corleone ci si fa vedere con i parenti delle vittime di mafia, non con personaggi equivoci. Sono amareggiato. Anche perché era una campagna che stava finendo in grande stile e sulla quale il Movimento aveva investito molto. Anch’io, nei panni di Di Maio, non sarei andato a Corleone. La presa di distanza del Movimento nei suoi confronti è netta».
Siamo all’anticamera dell’espulsione?
«È inequivocabile che si sia creata una frattura fra lui e il Movimento. Questa consapevolezza è alla base delle divergenze, difficilmente rimarginabili».
Repubblica Palermo, 24 nov 2018

venerdì 23 novembre 2018

Il vicepremier Luigi Di Maio: "Da Pascucci gravi frasi". E rinuncia al comizio a Corleone. L'aspirante sindaco va avanti


Il vicepremier Luigi Di Maio
Luigi Di Maio rinuncia alla visita a Corleone dopo le dichiarazioni del candidato Cinquestelle Maurizio Pascucci, che come Repubblica ha raccontato oggi ha pubblicato una foto con un nipote di Bernardo Provenzano, che gestisce un bar, e ha aperto al dialogo con i parenti dei mafiosi. "Le sue frasi - dice - sono gravi. Lo Stato deve stare attento a non avvicinarsi mai, neppure con la propria immagine, a quella gente". LEGGI TUTTO

CORLEONE: MICELI (PD), FOLLE SCELTA CANDIDATO SINDACO M5S, DI MAIO NON PARLA?

L'on. Carmelo Miceli
Palermo, 23 nov. (AdnKronos) - "Inappropriato. Intollerabile. Folle. Pericoloso. Non può che definirsi così la scelta del candidato sindaco del M5S a Corleone (Palermo) di fare propaganda con accanto un discendente del boss mafioso. Qualcuno sta giocando con qualcosa che un gioco non è". A dirlo è Carmelo Miceli, deputato del Pd e componente della commissione parlamentare Antimafia, che aggiunge: "Come può un candidato a sindaco di una città sciolta per mafia dimenticare che le parentele sono motivi di scioglimento? Dopo la morte del boss Provenzano, lo scioglimento per mafia e il lavoro di legalità svolto dai commissari prefettizi, Corleone affronterà un appuntamento elettorale importantissimo, i cui protagonisti non possono e non devono assumere atteggiamenti equivoci nei confronti di Cosa nostra".

Elezioni Corleone. Fava: “La foto del candidato dei 5 stelle col nipote del boss Provenzano è una scelta inopportuna”

L'on. Claudio Fava
“Certamente non è un reato farsi una foto con un parente di uno dei più spietati boss mafiosi che la storia ricordi, ma pubblicare quella foto sui social è una scelta inopportuna,  soprattutto per chi si candida come sindaco di un paese che ha subito lo scioglimento per infiltrazioni mafiose. Siamo sicuri che il vicepresidente Di Maio, oggi in visita elettorale a Corleone, lo spiegherà adeguatamente al candidato del M5S” così Claudio Fava, presidente della commissione parlamentare antimafia siciliana. La commissione aveva svolto, proprio nei giorni scorsi, una missione istituzionale nel comune del palermitano stigmatizzando la mancanza del tema del contrasto alla mafia nel corso della campagna elettorale.

La storia. La sfida nel paese dei boss. Corleone al voto, la campagna dei 5S :“Sì al dialogo con i parenti dei mafiosi”

EMANUELE LAURIA,
Dal nostro inviato
CORLEONE - Stasera arriverà anche Luigi Di Maio a comiziare nel paese dei vecchi boss, sei anni dopo il rassicurante show di Beppe Grillo: «La mafia qui non c’è più, ce l’avete mandata al Nord», scherzò allora il vate ligure, alla vigilia di un’ascesa di M5S che partiva proprio dalla Sicilia. Il capo politico del movimento, invece, sbarca oggi a Corleone per chiudere la campagna elettorale di un candidato sindaco, Maurizio Pascucci, che il suo messaggio l’ha voluto lanciare con una eloquente foto postata sulla sua pagina Facebook: c’è lui accanto a Salvatore Provenzano, nipote acquisito del capo di Cosa Nostra. L’immagine ritrae i due nel bar di Provenzano e sopra c’è un commento dell’esponente di 5 Stelle: «Un buon caffè con Salvatore. Delusione per i maldicenti...». Ora, è vero che il titolare del bar e sua moglie - la discendente diretta del padrino sono incensurati e che Pascucci dice di aver voluto zittire con questa mossa chi lo tacciava di estremismo. Ma nessuno, da queste parti, si era spinto a farsi propaganda lasciandosi ritrarre, a quattro giorni dal voto, accanto a un erede di Provenzano.

giovedì 22 novembre 2018

Corleone, le elezioni comunali di domenica. Il servizio del Tgr Sicilia

#Amministrative a #Corleone, tre candidati a #sindaco. Ci riprova l’ex deputato regionale Nicolò Nicolosi. I suoi rivali sono Salvatore Saporito con la lista “Viviamo Corleone” e Maurizio Pascuzzi del M5S. Il servizio di Roberto Ruvolo:
GUARDA IL VIDEO

mercoledì 21 novembre 2018

“Borghesia mafiosa” addio: cala il sipario sulla linea dura


EMANUELE LAURIA
Un verdetto restrittivo della Cassazione, l’onda lunga dello scandalo Saguto Cambia la strategia di attacco alla zona grigia. “Ora i clan si fanno impresa”
E ora rieccoci tutti qui, a parlare della misteriosa zona grigia e di una borghesia cresciuta e pasciuta non lontana dalla mafia. Non lontana sì, ma quanto vicina? Perché i casi Rappa e Niceta, nella loro prossimità non solo cronologica, riaprono inevitabilmente il dibattito sull’attività della sezione Misure di prevenzione del tribinale negli ultimi anni ma obbligano a rileggere anche il ruolo stesso dell’imprenditoria siciliana: non per assolverla da tutti i mali ma almeno per restituire dignità a chi — dicono oggi i provvedimenti giudiziari — ha visto vacillare un impero economico in presenza di accuse infondate.

Claudio Fava: "Dopo due anni di lavoro i Commissari prefettizi hanno bonificato il Comune di Corleone, tagliato privilegi, smaltito opacità e recuperato risorse"

Claudio Fava a Corleone
La Commissione regionale contro la mafia e la corruzione ha incontrato oggi a Corleone i commissari prefettizi che amministrano le due città accompagnandole al voto del prossimo 25 novembre, dopo lo scioglimento per condizionamento mafioso. 
“Le due commissioni hanno lavorato per riportare alla normalità macchine amministrative fortemente permeate da condizionamenti e interferenze mafiose” ha spiegato il presidente Fava. “Preoccupante era soprattutto lo stato di assoluta opacità in cui versava il comune di Corleone: la riscossione dei tributi, totalmente inefficace, era affidato al cognato del boss mafioso Antonino Spera, capomafia di Belmonte; l'abitazione del boss locale Rosario Lo Bue, confiscata e assegnata al comune, da anni era stata lasciata nella disponibilità della famiglia Lo Bue; alcuni servizi comunali, esternalizzati con affidamenti diretti, erano stati affidati a imprese legate a famiglie mafiose; un’associazione che faceva capo al figlio di Bernardo Provenzano e che faceva promozione turistica del “mito mafioso” del paese era ospitata gratuitamente in locali comunali; il servizio di raccolta dei rifiuti era affidato a un’impresa gravata da un’interdizione per mafia…" 
"Dopo due anni di lavoro – prosegue Fava - i Commissari prefettizi hanno bonificato il Comune, tagliato privilegi, smaltito opacità e recuperato risorse. Dopo un’iniziale diffidenza, la popolazione si è mostrata sempre più vicina al loro lavoro."  "Ad essere rimasti lontani - conclude Fava - sembra siano invece i tre candidati a sindaco, che, da quello che abbiamo appreso, hanno bandito la parola "mafia" dalla propria campagna elettorale. E questo ci preoccupa”. 

Corleone, il presidente della Commissione antimafia Claudio Fava: "I commissari hanno fatto un lavoro eccellente..."

di DINO PATERNOSTRO
La Commissione antimafia regionale, guidata dal presidente Claudio Fava, è stata questa mattina a Corleone, nella sede del municipio, per ascoltare i componenti delle Commissioni straordinarie di Corleone e di Palazzo Adriano, a conclusione del loro mandato, dopo il commissariamento per infiltrazione mafiosa dei due comuni. Ad essere ascoltata per prima la Commissione straordinaria di Corleone, intorno alle 10,30. Quindi, è stata la volta della Commissione straordinaria di Palazzo Adriano. Le audizioni si sono svolte a porte chiuse, ma davanti al municipio siamo riusciti ad incontrare il presidente Fava, a cui abbiamo chiesto una sua valutazione degli incontri. Ecco l'intervista che abbiamo realizzato:
Un momento dell'audizione della Commissione straordinaria di Corleone


Intervista a cura di Dino Paternostro

martedì 20 novembre 2018

Bolognetta-Lercara e pa ssante ferroviario, i sindacati degli edili incontrano il ministro Toninelli a Vicari


“Raccolto l’impegno ad accelerare il completamento delle opere”.
Palermo 20 novembre 2018 - I sindacati degli edili hanno chiesto oggi al ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli un impegno concreto per la definizione della Bolognetta-Lercara e per il completamento di anello e passante ferroviario. Feneal, Filca e Fillea, assieme a una delegazione dei lavoratori della Bolognetta Scpa e della Sis, hanno incontrato a Vicari il ministro e il componente della commissione Infrastrutture della Camera, Adriano Varrica, nel corso del sopralluogo nei comuni colpiti dall’emergenza maltempo e nei cantieri dei grandi appalti.

lunedì 19 novembre 2018

Pioggia di soldi per impianti di videosorveglianza: 307.000 euro a Corleone















Quattrocentomila euro a San Giuseppe, 250 mila a San Cipirello, 273 mila a Piana degli Albanesi. Finanziati anche Camporeale, Partinico, Roccamena, Corleone. Monreale assente (L’elenco completo). Una cinquantina i comuni finanziati nella provincia di Palermo. Caputo: “Monreale assente. O non abbiamo partecipato al bando o siamo stati esclusi. È paradossale”
Palermo, 19 novembre 2018 – Una pioggia di soldi arriverà ai comuni dal Ministero dell’Interno per finanziare l’installazione di sistemi di videosorveglianza nell’ambito dei “Patti per l’attuazione della sicurezza urbana”. Il decreto è stato firmato il 12 novembre dal Ministro Matteo Salvini che ha voluto, con questo finanziamento, stare al fianco dei comuni del mezzogiorno nell’attività di contrasto ai fenomeni criminali.

Sanità, la Giunta ha deciso. Ecco tutti i nuovi manager


di ACCURSIO SABELLA

Alla fine i nomi sono stati scelti e incasellati. I manager della Sanità sono arrivati nel corso della giunta a sorpresa di questa domenica sera, convocata all'improvviso dal presidente della Regione Nello Musumeci a Catania. Ecco i nomi che il governo regionale ha messo a capo dell'Asp e degli ospedali dell'Isola.
All'Asp di Palermo va 
Daniela Faraoni, a Catania Maurizio LanzaPaolo La Paglia guiderà la Asp di Messina e Giorgio Santonocito quella di Agrigento. A Caltanissetta ed Enna vanno rispettivamente Alessandro Caltagirone e Francesco Iudica; a Siracusa Lucio Salvatore Ficarra e a Ragusa Angelo Aliquò; infine, a Trapani Fabio Damiani.

Enzo Biagi, da Epuratore ad Epurato

Luciano Liggio intervistato da Enzo Biagi

CARMELO CARBONE
Miei cari e pazienti lettori. Oggi voglio raccontarvi due storie. La prima conosciuta ai più, la seconda meno. Ricordate la famosa dichiarazione dell’allora presidente del consiglio Silvio Berlusconi in visita ufficiale a Sofia pronunciata durante una conferenza stampa il 18 aprile 2002 e ribattezzata successivamente dalla stampa italiana come “l’editto bulgaro” ? A quei pochi che l’avessero dimenticata, desidero rinfrescare la memoria. Con tale dichiarazione, di fatto, Berlusconi attaccava violentemente i giornalisti Enzo Biagi, Michele Santoro ed il comico Daniele Luttazzi, rei a suo dire, di aver fatto un “uso criminoso della TV pubblica”, sottolineando in un secondo momento che sarebbe stato “un preciso dovere della nuova dirigenza RAI”  attivarsi per frenarli. Consiglio, diktat, opinione? Di sicuro c’è che da lì a poco tempo, le trasmissioni condotte da Biagi, Santoro e Luttazzi, furono cancellate dai palinsesti RAI. Passiamo invece ora alla seconda storia, questa decisamente, meno conosciuta ai più. 20 marzo 1989. Rai Uno, “Linea Diretta”, trasmissione ideata e condotta da Enzo Biagi. Nella suddetta puntata viene trasmessa un’intervista video realizzata dallo stesso giornalista al pluriergastolano e mafioso Luciano Leggio detto Liggio.

domenica 18 novembre 2018

Asp Palermo. Martedì 20 novembre l'open day della vaccinazione antinfluenzale

Il camper delle vaccinazioni antinfluenzali dell'Asp di Palermo

A disposizione degli utenti anche i camper, 21 ambulatori aperti dalle 9 alle 16.30
PALERMO 17 NOVEMBRE 2018 – Tornano in strada martedì 20 novembre gli ambulatori itineranti vaccinali dell’Asp di Palermo. Saranno utilizzati per completare ed arricchire l’offerta agli utenti in occasione dell’Open Day della vaccinazione antinfluenzale, iniziativa organizzata dall’azienda sanitaria del capoluogo. Sono due i camper, con a bordo medici ed operatori del Dipartimento di prevenzione, che stazioneranno dalle 9 alle 16.30 al PTA Guadagna di via Villagrazia ed al PTA Albanese di via Papa Sergio ovvero le strutture che, più delle altre, registrano un notevole afflusso di utenti. Nella stessa giornata di martedì 20, tutti i centri di vaccinazione (12 della città e 9 della provincia) rimarranno, anch’essi, aperti mattina e pomeriggio.

sabato 17 novembre 2018

Corleone, la via di casa Riina intitolata al giudice Terranova. L'asilo dedicato alle sorelle morte nella strage del '93

L'inaugurazione di via Cesare Terranova
Le tre commissarie del Comune di Corleone sciolto per mafia e il prefetto di Palermo Antonella De Miro assieme agli studenti, per non dimenticare. La via Scorsone dove abita la famiglia del boss Totò Riina da oggi prende il nome del giudice Cesare Terranova. L'asilo nido di contrada Punzonotto è stato invece dedicato alle sorelline Nadia e Caterina Nencioni, uccise con i genitori nella strage di via dei Georgofili, del 1993. "Abbiamo voluto concludere in modo molto simbolico questi due anni di impegno a Corleone", ha detto Giovanna Termini, che con Rosanna Mallemi e Maria Cacciola ha gestito l'amministrazione dopo lo scioglimento per mafia.

venerdì 16 novembre 2018

Corleone, elezioni comunali del 25 novembre. Intervista al candidato sindaco della lista Nuova Luce Nicolò Nicolosi

Corleone, elezioni comunali del 25 novembre. Intervista al candidato sindaco della lista Nuova Luce Nicolò Nicolosi
Il candidato sindaco della lista Nuova Luce Nicolò Nicolosi

Intervista audio a cura del direttore DINO PATERNOSTRO

Corleone, elezioni comunali del 25 novembre. Intervista al candidato sindaco del M5s Maurizio Pascucci

Il candidato sindaco della lista M5s Maurizio Pascucci 

Intervista audio a cura del direttore DINO PATERNOSTRO


Corleone, elezioni comunali del 25 novembre. Intervista al candidato sindaco della lista ViviAmo Corleone, Salvatore Saporito

L'arch. Salvatore Saporito
Corleone, elezioni comunali del 25 novembre. Intervista al candidato sindaco della lista ViviAmo Corleone, Salvatore Saporito 
Intervista audio a cura del direttore DINO PATERNOSTRO

Corleone, l'asilo intitolato alle sorelline Nencioni, la via Scorsone a Cesare Terranova


La Commissione Straordinaria, nell’imminenza della conclusione dell’incarico, desidera inaugurare nella giornata di sabato 17 novembre alle ore 10,00  l’Asilo nido comunale di Via Punzonotto recentemente ristrutturato ed affidato in gestione nell’ambito della programmazione dei fondi P.A.C. del Ministero dell’Interno.
La scuola sarà intitolata alle sorelline Caterina e Nadia Nencioni, vittime innocenti all’età di nove anni e di cinquanta giorni nella strage di Via dei Georgofili a Firenze del 27 maggio 1993. Nella stessa giornata, la Commissione procederà alla nuova intitolazione,  condivisa ed autorizzata dal Prefetto di Palermo Antonella De Miro, della via Scorsone in via Cesare Terranova, dedicando questa strada al magistrato che per primo seppe individuare la forte caratura criminale dei boss corleonesi.

STORIE. Corleone. La via di Riina intitolata a Cesare Terranova, il giudice ucciso dalla mafia

Via Scorsone diventerà via Cesare Terranova

SALVO PALAZZOLO.
C’è una stradina nel cuore di Corleone che racconta un pezzo di storia d’Italia. Storia di mafia, di arroganza e di ossequio ai criminali. Da domani, quella stradina sarà un simbolo di rinascita. La via Scorsone dove abita la famiglia del boss Totò Riina cambia nome. Si chiamerà via Cesare Terranova, in ricordo del giudice istruttore di Palermo che per primo, negli anni Sessanta, indagò sul giovane killer diventato il capo di Cosa nostra. Per quell’inchiesta il magistrato venne ucciso, assieme al maresciallo Lenin Mancuso, il 25 settembre 1979.

Addio a Giovanni Santangelo, punto di riferimento per l’università, la cultura, il sindacato e la sinistra

Giovanni Santangelo
di Pietro Scaglione
“Care compagne e cari compagni, vi porto il saluto dei compagni   francesi   in   lotta   che   occupano   le facoltà   di Parigi”.   Con   queste   parole,  Giovanni   Saverio   Santangelo (illustre   docente   universitario   scomparso   ieri   a   Palermo all’età di 71 anni) infiammava le assemblee studentesche siciliane nel Sessantotto, negli anni cui era uno dei leader del movimento studentesco palermitano.  Il “Maggio francese” affascinava Giovanni Santangelo, che in futuro sarebbe diventato professore ordinario di “Lingua e letteratura francese” e poi, dal 2007, di “Critica letteraria e   letterature   comparate”.   Una   brillante   carriera universitaria iniziata nell’Ateneo di Siena, proseguita nella facoltà   di   Lettere   di   Palermo   con   numerosi   incarichi direttivi e conclusa con la prestigiosa carica di Pro-rettore vicario dell’Ateneo palermitano.